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> Ciclo Viaggio in Russia
C.U.R.A. Team
  Inviato il: Oct 10 2009, 03:25 PM
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Un Viaggio affascinante e fantastico nella Grande Madre Russia ripercorrendo, attraverso gli eventi, la sua Storia












1) - POPOLI DELLE STEPPE – RUS’ – TARTARI

Dalle origini al 1332






POPOLI DELLE STEPPE

Nei secoli precedenti la nascita di Cristo le vaste terre della Russia meridionale erano abitate da una serie di popoli indoeuropei (di cui erano probabilmente la terra d'origine), come gli Sciti a cui si avvicenderanno i Sarmati e, nell'alto medio evo gli slavi.



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RUS'

Dal VII secolo, gli Slavi costituirono la maggioranza della popolazione nella Russia occidentale e pian piano assimilarono le preesistenti tribù ugro-finniche, come i Merja, i Muromi e i Mesceri. A metà del IX secolo un gruppo originario dalla Scandinavia, i Variaghi, assunse il ruolo di élite dominante nella capitale slava di Novgorod. Anche se l'elemento etnico dei Variaghi si confuse abbastanza presto nella maggioritaria popolazione slava, la dinastia da loro espressa rimase al potere diversi secoli, durante i quali si affiliò alla Chiesa ortodossa di Bisanzio. La capitale venne trasferita a Kiev nell'882.



In questo periodo, il termine "Rhos" o "Rus'" iniziò ad essere riferito ai variaghi e, in seguito, anche agli slavi che popolavano la regione. Tra il X e l'XI secolo la Rus' di Kiev divenne lo stato più grande d'Europa ed uno dei più prosperi, grazie alla sua posizione commerciale tra Europa ed Asia. L'apertura di nuove vie commerciali con l'Oriente al tempo delle Crociate contribuì al declino e alla frammentazione dello stato di Kiev nel corso del XII secolo, aggravatasi dopo la morte, nel 1132, del figlio di Vladimiro II Monomaco.



I TARTARI

Come molte altre regioni dell'Eurasia, questi territori vennero invasi dai Mongoli, che nel 1240 distrussero Kiev. Conosciuti più tardi con il nome di Tartari, i Mongoli avrebbero governato le zone meridionali e centrali dell'odierna Russia per circa tre secoli, tempo durante il quale i vari potentati locali sarebbero stati dipendenti del loro Khanato dell'Orda d'Oro. I territori delle odierne Ucraina e Bielorussia furono inclusi nel Gran ducato di Lituania e nella Polonia, fattore che differenziò ucraini e bielorussi dalle altre popolazioni russe.

Come nei Balcani e in Asia Minore, il lungo governo dei nomadi avrebbe ritardato lo sviluppo economico e sociale del paese. Peraltro, Novgorod e Pskov riuscirono a ritagliarsi un certo grado di autonomia, che li preservò da molti problemi e molte atrocità del periodo. Nel XIII secolo, il signore di Novgorod Aleksandr Nevskij respinse gli svedesi e i cavalieri teutonici che cercavano di colonizzare la regione.







2) - LA MOSCOVIA

1332-1547





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Con Ivan I (1332 - 1341) il Granducato di Mosca si avviò a divenire il più importante principato russo. Lo stato russo incentrato su Mosca, contrariamente all'Impero Bizantino, sua fonte d'ispirazione politica e religiosa, fu in grado di sopravvivere e di organizzare una propria riscossa, riuscendo infine a sottomettere i suoi nemici e ad occupare i loro territori. Dopo la Caduta di Costantinopoli nel 1453, la Russia moscovita rimase l'unico stato cristiano sulla frontiera orientale dell'Europa, tanto che rivendicò, in qualità di Terza Roma, l'eredità dell'Impero Romano d'Oriente.





3) - RUSSIA ZARISTA

1547-1917





Nel 1547 Ivan IV (detto il Terribile, 1533-1584) venne incoronato primo Zar di Russia. La parola zar deriva dal latino Caesar, cognomen di Caio Giulio Cesare che aveva finito per indicare il "capo" per antonomasia. Durante il proprio lungo regno, Ivan occupò Kazan ed Astrachan lungo il Volga e trasformò la Russia in uno stato multietnico. Ridusse il potere dei Boiari, ossia i signori feudali, dando inizio ad uno stato autocratico. Alla sua morte seguì un periodo di turbolenze dovute ai tentativi dei boiari di recuperare il potere perduto ed anche all'ingerenza polacca.



Prima della fine del secolo, i cosacchi russi avevano stabilito i primi insediamenti nella Siberia occidentale. A metà del XVII secolo esistevano insediamenti russi nella Siberia orientale nella Penisola dei Chukchi, lungo il fiume Amur, sulla costa del Pacifico. Lo stretto tra il Nord America e l'Asia fu scoperto da Bering, un esploratore russo nel 1648.



I ROMANOV

Dopo il Periodo dei Torbidi salì al trono la dinastia dei Romanov. Il primo membro della dinastia a divenire zar fu Michele Romanov nel 1613. Pietro il Grande, sul trono dal 1682 al 1725, sconfisse la Svezia nella Grande guerra del nord, costringendola a cedere Ingria, Estonia e Livonia. In Ingria fondò una nuova capitale, San Pietroburgo. Pietro riuscì ad importare cultura e nuove idee dall'Europa occidentale, riuscendo a modernizzare un paese seriamente arretrato. Dopo le sue riforme, la Russia divenne una grande potenza europea. Sotto il regno degli Zar, la Russia divenne una delle maggiori potenze europee, conosciuta come Russia Imperiale, ammodernata e sempre più espansa a ovest, a partire dal XVIII secolo. Comunque, all'inizio del XX secolo il potere della Russia stava scemando e nel contempo montava lo scontento fra la popolazione, a questo si aggiunga anche la sconfitta militare subita durante la prima guerra mondiale.



LA RUSSIA TRA I DUE SECOLI

Governato da un sistema autocratico e assolutistico imperniato sulla figura dello zar, l'Impero russo negli ultimi anni dell'ottocento era attraversato da profonde contraddizioni sociali. La gran parte della popolazione (85%) era composta da contadini appartenenti a vari gruppi etnici, liberati solo nel 1861 dalla servitù della gleba, ma sottoposti dopo il 1881 (anno dell'ascesa al trono di Alessandro III) a un programma di russificazione forzata (nel 1897 la popolazione russa dell'impero assommava a meno della metà del totale). Se l'industrializzazione anche in questa parte del mondo iniziava il suo cammino, procedeva tuttavia con modalità che i paesi europei avevano sperimentato già all'inizio dell'Ottocento e ormai superato. La Russia paese di enorme estensione che fungeva da cerniera tra Europa e Asia, era dunque lo stato europeo più arretrato. Al contempo la Russia era anche il paese asiatico più avanzato, dove esistevano grossi agglomerati urbano-industriali, in cui l'Europa investiva ingenti capitali (nel 1914 pari a quelli diretti verso gli Stati Uniti, dove la modernizzazione procedeva a grandi passi, tra il 1888 e il 1913 la rete ferroviaria raddoppiò e quella telegrafica quadruplicò), le esportazioni di cereali e manufatti continuavano a crescere, gli apparati amministrativi si ampliavano adeguandosi, sul modello di quelli occidentali, ai mutamenti di una società in rapida trasformazione.



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In quel periodo maturò presso larghi settori della borghesia e degli intellettuali un fenomeno di politicizzazione in relazione alla scoperta delle classi popolari e delle loro durissime condizioni di vita. Da tale orientamento si originò, negli anni settanta dell'Ottocento, il movimento populista, composto da molte correnti di pensiero, alcune orientate verso la prospettiva di un rovesciamento, anche violento, dello zarismo e dell'aristocrazia. Uno di questi gruppi (Volontà del popolo) organizzò l'assassinio di Alessandro II (1 marzo 1881), che pure a partire dagli anni sessanta dell'Ottocento aveva introdotto alcune caute riforme. I suoi successori (Alessandro III e Nicola II) tentarono di ristabilire il potere autocratico e sostennero una politica di controriforme e repressione politica, denunciata con forza tra gli altri dallo scrittore Lev Tolstoj nel 1902, in una lettera inviata allo stesso Zar.

I populisti riponevano grande fiducia nelle potenzialità del popolo russo, e in particolare del ceto rurale: essi prospettavano una rivoluzione contadina e guardavano quindi alla comunità di villaggio (mir) come a un'organizzazione sociale ideale, nella speranza di evitare al loro paese i mali del capitalismo che dilaniavano l'occidente. Il partito socialrivoluzionario russo, sorto nel 1901, si sarebbe ispirato a tale orientamento. Alcuni populisti in esilio (Georghij Plechanov, Pavel Aksel'rod, Vera Zasulic) si avvicinarono invece al marxismo, dando vita nel 1883 a Losanna alla prima organizzazione marxista russa, chiamata Emancipazione del lavoro. Negli anni successivi nacquero numerosi circoli marxisti: nel 1895 a San Pietroburgo fu fondata l' Unione di lotta per la liberazione della classe lavoratrice e nel 1898 a Minsk il Partito socialdemocratico del lavoro.

Gli aderenti a questo partito, contrariamente ai populisti, auspicavano una rivoluzione mondiale, così come era stato teorizzato da Marx, sulla base della contrapposizione, tipica del sistema capitalistico, tra borghesia e classe operaia. Diffidenti verso i contadini, i socialdemocratici erano quindi favorevoli a uno sviluppo industriale del paese tale da favorire la formazione di un vasto proletariato e dunque da alimentare la prospettiva di allargamento della lotta di classe, dal quale sarebbe sorto il movimento rivoluzionario.






4) - RIVOLUZIONE RUSSA

1917-1922





Tutti questi eventi precipitarono drammaticamente nel 1917 quando la rivoluzione di febbraio, d'ispirazione borghese, spazzò via il regime zarista di Nicola II e la seguente Rivoluzione d'Ottobre portò al potere il partito bolscevico sotto la guida di Vladimir Uljanov detto Lenin.



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Gli anni che seguirono, fino al 1922, videro lo scontro tra l'esercito sovietico, la cosiddetta Armata Rossa, organizzato e comandato da Lev Trockij ed i vari eserciti che si rifacevano al potere zarista, le Armate Bianche.




5) - UNIONE DELLE REPUBBLICHE SOCIALISTE SOVIETICHE

1922-1991







Nel 1922 venne fondata l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (abbreviata in URSS), in cui entrò a far parte anche la Repubblica Russa.



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Lenin soffrì per una serie di infarti, che portarono alla sua morte nel 1924. Dopo una breve lotta per il potere, la guida dell'Unione Sovietica venne consolidata nelle mani del dittatore Josif Džugašvili, detto Stalin. Il regno brutale di Stalin costò milioni di vittime, tra le quali oppositori politici, noti o sospettati, e ufficiali militari che vennero giustiziati o esiliati in Siberia durante le Grandi Purghe Staliane degli anni trenta.




5a) - SECONDA GUERRA MONDIALE 1938-1945

Sotto Stalin, L'Unione Sovietica fuoriuscì dalla seconda guerra mondiale (conosciuta in Unione Sovietica come la grande guerra patriottica) come una delle principali potenze mondiali, con un territorio che comprendeva gli Stati Baltici e una porzione significativa della Polonia ante-guerra, unitamente ad una sostanziale sfera d'influenza nell'Europa orientale (vedi Impero Sovietico). Il confronto politico tra l'Unione Sovietica e gli Stati Uniti persistette per molti anni e viene denominato con il termine di Guerra Fredda.A seguito della vittoria Sovietica sulla Germania Nazista, durante la seconda guerra mondiale, l'Unione Sovietica si sarebbe sviluppata in una delle due potenze dominanti della Guerra Fredda, fungendo da principale avversario ideologico degli Stati Uniti. Le due nazioni ingaggiarono una lunga lotta geopolitica per il controllo dei cuori e delle menti del Terzo Mondo a partire dalla Crisi di Suez del 1956. I sovietici crearono il Patto di Varsavia per opporsi alla NATO, e le due parti si imbarcarono in una lunga e costosa corsa per accumulare il maggior numero possibile di armi nucleari.



5b) - IL DISGELO 1956-1964

Era la notte tra il 24 e il 25 febbraio 1956 quando il neo eletto Segretario Generale del PCUS Nikita Chruščëv, al XX congresso del Partito, denunciava gli abusi e i crimini compiuti durante e in nome dello stalinismo, dando vita al periodo definito col termine di "disgelo" (ottepel') da Il'ja Erenburg, scrittore autore di un romanzo così intitolato e che poneva la questione del rapporto tra arte e potere.

Il periodo del "disgelo" non durò a lungo in Russia e in politica internazionale suscitò fatti e reazioni contraddittori. Un caso lampante di queste conseguenze discordanti fu l'invasione da parte dell'Armata Rossa dell'Ungheria, colpevole di essersi rivoltata contro l'amico russo.

Questo avvenimento fece rinunciare alla tessera comunista molti occidentali che magari avevano vissuto l'esperienza di partigiani durante la seconda guerra mondiale spinti da ideali di giustizia e democrazia, altri invece, più convinti dalle parole di Chruščëv che dai fatti, decisero di diventare comunisti pensando che lo stalinismo e i suoi metodi fossero stati finalmente arrestati (va ricordato però che Chruščëv aveva cominciato la carriera politica proprio "purgando" i "nemici della rivoluzione" in Ucraina nel corso degli anni Trenta).

Il disgelo si rivelò dunque ben presto una foglia di fico per un regime che presto avrebbe rimesso a tacere tutte le forme di espressione fuori controllo. Di questo periodo va ricordato l'esordio di Solženicyn con il racconto breve "Una giornata di Ivan Denisovič", cronoca cruda e terribile di un giorno qualsiasi nella vita di un internato in Gulag, pubblicato dalla rivista "Novyj Mir".

La fine del disgelo, decretata in seguito con la rimozione di Chruščëv dalla sua carica (1964) e con la sua sostituzione con la figura di Brežnev, avrebbe riportato ancora più indietro l'URSS dando vita agli anni cosìddetti della "Stagnazione".

Gli anni del disgelo probabilmente nel quadro generale della storia dell'URSS furono quelli migliori, proprio grazie ai piccoli spiragli di democrazia che permisero alla popolazione di cominciare ad analizzare criticamente la propria storia recente, senza scontrarsi con lo sguardo muto e terrorizzato di altri concittadini, e magari a formarsi una nuova coscienza collettiva grazie al samizdat, la letteratura diffusa clandestinamente attraverso copie di opere proibite trasmesse in forma dattiloscritta o autografa.



Nel 1962 con la crisi dei missili di Cuba, il leader sovietico Nikita Chruščëv quasi fece scoppiare una guerra con gli Stati Uniti, quando fece posizionare delle armi atomiche offensive a Cuba. I sovietici diedero anche il via alla corsa allo spazio lanciando lo Sputnik 1, il primo satellite a orbitare attorno alla Terra, e rendendo il colonnello Jurij Gagarin, il primo uomo a viaggiare nello spazio.






6) - CROLLO DEL COMUNISMO E NASCITA DELLA FEDERAZIONE RUSSA: GLASNOST’ E PERESTROJKA

Dal 1991 ad oggi





Alla fine degli anni ottanta, il leader sovietico Michajl Gorbacëv introdusse delle riforme come la glasnost’ e la perestrojka, ma queste misure non furono in grado di prevenire il collasso dell'Unione Sovietica, dopo un fallito colpo di stato militare nel 1991.

La RSFS Russa dichiarò la sua indipendenza il 24 agosto dello stesso anno, come Federazione Russa. In quanto principale erede dell'Unione Sovietica, ha da allora cercato di mantenere la sua influenza globale, ma è stata ostacolata da difficoltà economiche.



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