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> Stefano D'Arrigo - Horcynus Orca, [Doc Epub Lit Mobi Pdf - Ita] Romanzo sperimentale
Yorikarus
  Inviato il: Feb 5 2012, 08:40 PM
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Evidenzio
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«Inattesa, come per conto suo, la lagrima gli sgocciolava sul ciglio
come lo stillare di un lontano pianto, segreto anche a lui
* * *
le lagrime viavia la vita le dilapida, la vita si essicca per la morte
»

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Evidenzio
  • Titolo: "Horcynus Orca"
  • Autore: Stefano D'Arrigo
  • Data di pubblicazione: 1975
  • Editore: Arnoldo Mondadori
  • Genere: Romanzo sperimentale
  • Lingua: Italiano
  • Numero di pagine: 1222 pp.
  • Dimensione complessiva dei file: 14 MB
  • NOTA: l'ebook è stato formattato e convertito nei vari formati al meglio delle mie capacità, chiedo però venia per ogni imperfezione eventualmente ancora presente. Credo inoltre sia interessante sapere che, a questo indirizzo, è disponibile in download gratuito il più dettagliato "sommario analitico" mai realizzato di questo romanzo, ad opera di Marco Trainito: uno strumento indubbiamente utile per districarsi nella complessa e proteiforme matassa di quest'opera winky.gif


Evidenzio
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# In breve: L'azione di "Horcynus Orca" si svolge nei primi giorni dell'ottobre 1943, successivamente all'armistizio tra il governo italiano e le forze Alleate. Il protagonista, 'Ndrja Cambrìa, marinaio della Regia Marina, tenta di tornare a casa, a Cariddi, attraversando lo Stretto di Messina: ritroverà un paese irriconoscibile, trasformato dalla guerra e sconvolto dall'apparizione in mare di una creatura mostruosa, l'"Orcaferone" che dà titolo al romanzo, simbolo enigmatico della potenza ultraterrena della Morte… Pubblicato nel 1975, il libro è l'esito di più di vent'anni di lavoro, il cui inizio può essere datato intorno al 1950. Già nel decennio successivo il progetto dell'opera attira l'attenzione dei circoli letterari. Nel 1960 escono sulla rivista "Il Menabò" due capitoli del romanzo, il cui titolo provvisorio è "I giorni della fera". In questo periodo l'opera risulterebbe già conclusa nella sua struttura narrativa, ma l'autore deve ancora affrontare una profonda revisione linguistica, che si protrae per tutti gli anni successivi, anche grazie al sostegno dell'editore Arnoldo Mondadori; il lavoro è estremamente intenso e condotto in uno stato di quasi totale isolamento tanto che rischia di compromettere seriamente la salute dell'autore. Infine, nel 1975, il romanzo esce col titolo definitivo di "Horcynus Orca".

# In dettaglio: In "Horcynus Orca" un evento di quattro giorni viene dilatato per più di 1200 pagine. Il nocchiere semplice ‘Ndrja Cambrìa, dopo la data tragica dell’8 settembre 1943, si trova in Calabria e sta dirigendosi, da reduce in fuga, verso la Sicilia, sulle sponde dello Stretto di Messina, nel suo villaggio natale, Cariddi. A traghettarlo clandestinamente è una donna misteriosa, Ciccina Circè, con la quale il protagonista avrà una relazione intensa, che avrà echi per tutta la durata della storia. L’approdo all’isola coincide con lo stabilirsi sullo Stretto di un gigantesco mostro marino: Horcynus orca. Riecheggia evidente il nostos omerico, il viaggio di ritorno di Ulisse verso la propria casa. ‘Ndrja però è l’eroe del non-ritorno. Il villaggio in cui è nato è stato stravolto dalla guerra e dal Tempo e la portata delle conseguenze che ciò comporta è enorme. Il mancato ritrovamento delle proprie radici provoca nel protagonista l’alienazione dal presente e l’immersione nel passato, in un desiderio utopico di ritrovare se stesso nel mito. Allora verso dove dirotta il suo viaggio ‘Ndrja Cambrìa? Se non riesce a farsi contagiare da un presente in preda a un delirio di trasformazioni continue, se la comunità del villaggio natale verso dove è diretto ha subito l’urto della guerra e del Tempo, se la morte ha invaso il mare riempiendolo di cadaveri, se il reduce ‘Ndrja rappresenta migliaia di morti che non hanno potuto ritornare a casa; dove può ritrovare se stesso e tutti i commilitoni impossibilitati al nostos perché fulminati dal caos della guerra? Le risposte è possibile trovarle solo nell’oltretomba. Il nostro eroe infatti a un certo punto s’avventura in uno dei topoi principali della letteratura del ritorno, la nekuia: il viaggio agli inferi. L’inferno di ‘Ndrja si trova in mezzo al mare, tra Scilla e Cariddi. Ad accompagnarlo è la carontessa Ciccina Circè. ‘Ndrja non riuscirà a vederla in faccia fino alla fine e, all’arrivo, farà all’amore con un fantasma. Eppure è insieme alla misteriosa Ciccina Circè che traghetta lo Stretto pieno di morti, un mare colmo di senso, dove emergono verità simboliche. La donna che lo accompagna esala odore di latte, ha un seno generoso, rema nel liquido amniotico del mare. Questa traversata occupa la parte centrale del romanzo. Si tratta di un punto di snodo della storia. In sintesi, la traversata risulta essere il luogo dove viene trovata la salvezza, ovvero il mondo prenatale, il grembo, il nido, la morte. Poi l’approdo. Ma da subito non viene riconosciuto. Nemmeno dal padre, come non era stato riconosciuto Ulisse da Laerte. Il villaggio è cambiato e ‘Ndrja subisce la dannazione dei reduci: non riesce a integrarsi, fino alla fine. Sono cambiati tutti a Cariddi. Anche il capo del villaggio, don Luigi Orioles, il saggio per eccellenza, colui che aveva sempre preso le decisioni migliori per la comunità, adesso ha subito una vera e propria trasformazione, ha accettato di compromettersi, mettendo a repentaglio, secondo il protagonista, l’esistenza di quel minuscolo gruppo sociale di pescatori: il totem della saggezza, don Luigi Orioles, si è tramutato in un finimondorioles. Anch’egli si rassegnerà alla carestia, adeguandosi, accettando la soluzione più comoda. Ma il nostro eroe reagisce e lo fa davvero in maniera potentemente simbolica e paradigmatica: "Allora veramente possono fare una bella gettata di calce viva sopra Cariddi e cariddoti, come si fa sopra i focolai di peste o colera o spagnola, e poi fare un segno a X, grande grande e bianco, sopra la marina, perché nessuno si avvicini, perché tutti vedano da lontano che i cariddoti levarono mano, che come vivi li spuntarono dal libro mastro". Una colata di cemento su tutto ciò che si muove, contro le scosse telluriche causate dalle turbolenze della guerra. Al centro di uno stravolgimento storico, ‘Ndrja si rifiuta di accettare i cambiamenti, preferirebbe paralizzare il villaggio erigendo una sorta di mausoleo. Prova ad opporsi fino allo stremo delle forze, cerca di conservare rabbiosamente la propria identità, ma non sarà che la spia della caduta. Con la forza disperata di un eroe tragico che si batte contro il Fato, il protagonista, pur di salvare la comunità, accetta l’ingaggio di un personaggio equivoco, il Maltese, che gli offre denaro in cambio della partecipazione a una regata. Il denaro serve semplicemente a comprare il mezzo che solo può salvare una comunità di pescatori, un’arca misera che potrebbe portare in salvo dall’apocalisse l’intero villaggio: una barca.


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In the novel "Horcynus Orca" ("Killer Whale") the sailor 'Ndrja Cambria returns to his Sicilian home after World War II and tries to revive his relationship with his father and former friends. He meets with only limited success, in part because of the devastation of the war but also because of the changes time has brought about. Ultimately, he is killed by a stray bullet from an English soldier. Events occur in the real time of four days, 4-8 October 1943. Parts 1 and 2 deal with 'Ndrja's crossing the Straits of Messina and the meeting with his dad, while part 3 focuses on the appearance of Orca, a marine monster, and its eventual death at the hands of the fere (dolphins).


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user posted image «Oltre che per la sua mole massiccia, "Horcynus Orca" si impone per la sua straordinaria invenzione linguistica, in cui si intrecciano, inestricabili, almeno tre livelli: l'italiano colto e letterario, la parlata popolare dei pescatori siciliani, una gran quantità di termini originali, ideati dall'autore. L'assenza voluta di un qualunque glossario o di note a piè di pagine fanno della lettura un'impresa ardua, per nulla facilitata dall'incessante tendenza dell'autore alla digressione e al flusso di coscienza. In ogni caso, il romanzo, pur scarsamente ricordato, risulta come uno dei maggiori titoli dello sperimentalismo italiano del dopoguerra. Notevoli, inoltre, i richiami e i paralleli con altre opere letterarie: l'epica greca (in particolare l'"Odissea"), l'opera verghiana, il "Moby Dick" di Melville e l'"Ulisse" di Joyce».

~ Tratto da wikipedia.org ~


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user posted image «"Horcynus Orca" è un mitico ed epico poema della metamorfosi. La concezione del mondo come metamorfosi affonda le sue radici nella religiosità mediterranea... Per questo D'Arrigo ha potuto creare un epos moderno, riprendendo, come Joyce nell'"Ulisse", un tema mitico: perché in un'età in cui il mito dominante è quello di dissolvere i miti arcaici, solo la tragedia incommensurabile della loro perdita può essere il tema della tragedia».



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user posted image «Il 6 febbraio del 1975, dopo oltre 15 anni di fatiche, l’Orca iniziava finalmente il suo lungo viaggio. Fu un lancio di proporzioni straordinarie (e assolutamente folle per un’opera prima): leggenda narra di una prima tiratura da 50 mila copie, affissioni, recensioni su tutti i maggiori quotidiani, i periodici e le riviste accademiche. Ma tanto clamore si risolse in un rapido naufragio: metà della critica gridò al capolavoro, l’altra metà al disastro; 80.000 copie vendute in un batter d’occhio, pochissime delle quali vennero lette, poi il silenzio. L’accademia decise di prendersi del tempo e di lasciar passare la foga pubblicistica dei dibattiti. Troppo tempo. Fatta eccezione per l’amore e l’attenzione costante di pochi studiosi, pochissimi si cimentarono in seguito nella lettura e nello studio di quest'opera».

~ Tratto da giupasserini.com ~


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user posted image «D'Arrigo temeva di essere considerato uno scrittore dialettale. Riguardo all'"Horcynus" egli diceva che non poteva non adottare un linguaggio alimentato dal dialetto e voleva perciò servirsi della lingua parlata, ma era attento ad avvertire che il suo era e rimaneva un linguaggio italiano. Il suo italiano era il sermo humilis, la parlata comune, poiché ricercava una lingua che avesse una duttilità anche sintattica di concretezza e di capacità metafisica, convinto com'era che i temi di ordine metafisico non possano essere affrontati con la lingua alta. D'Arrigo era inoltre scrittore molto meno realista di quanto si immagini e aveva una formazione ermetica, che non significa nascondere, quanto arrivare in una zona dove una parola significa una cosa, un'altra ancora e chissà quante altre. Un elemento tanto forte quanto mimetizzato - ad esempio - è la sessualità. La chiave del romanzo - a dirla tutta - non è il sud, né il tema del ritorno, né quello politico, ma il sesso in tutte le sue manifestazioni e trasgressioni: omosessualità, onanismo, incesto. Possono aver pesato su questo calco anche i supposti natali di D'Arrigo, il cui linguaggio è improntato decisamente su un eros radicale e senza concessioni».



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user posted image «Da una lettura continuata se ne esce come tramortiti: per lo spessore del volume, ma anche perché trascinati dall'ossessione dello scrittore intorno a temi e figure cresciuti a prezzo di una inesausta fedeltà, da un respiro epico che riesce a liberarsi possente oltre le stagnazioni e gli indugi di una materia troppo amata. Ma una prima considerazione s'impone, ed è lo stupore dinanzi a un libro in cui la letteratura assume il valore di un'esperienza assoluta, totalizzante».

~ Tratto da horcynusorca.it ~


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user posted image «Pur essendo di una vastità e di una difficoltà di lettura a volte scoraggianti, il romanzo non presenta alcuna suddivisione in capitoli titolati "dall’esterno" che possano consentire pause di riposo per il lettore o fornire appigli di ritmo per la lettura: il testo si snoda ondeggiando e rifluendo in un unicum narrativo di rara densità, simulando l’aspetto del mare dello Stretto in rema, con le sue correnti secondarie che si dipartono dai flussi della corrente principale nell’alternarsi delle maree. Il mare del testo di questo testo di mare, in tal modo, procede avanzando e retrocedendo, e la corrente della narrazione principale si spezza e rallenta producendo correnti secondarie costituite dai "ritorni" del narratore, dalle digressioni e dalle rievocazioni del passato da parte dei vari personaggi, ai quali spesso, in un uso calcolatissimo e abbondante del discorso indiretto libero, il narratore cede la parola. Le suddivisioni dell’opera sono tutte interne alla narrazione, e quella principale, che grosso modo divide in due il testo, è costituita dai due momenti del nostos del protagonista (da Napoli a Cariddi, la sua città natale sullo Stretto di Messina) e della sua ripartenza verso la morte (avvenuta a Messina, dove il protagonista si reca per partecipare a una regata con gli angloamericani). Sul piano puramente tipografico il romanzo è diviso in tre ‘parti’, che approssimativamente rispettano la partizione: la prima parte va dall’arrivo al paese delle Femmine all’arrivo a casa sulla barca della misteriosa femminota Ciccina Circè; la seconda è tutta incentrata sull’incontro col padre, dal suo diffidente “riconoscimento” del figlio al suo lunghissimo racconto da cantastorie degli ultimi avvenimenti accaduti a Cariddi; la terza, dopo la rapida presentazione dell’Orca (è l’Orca, infatti, la grande novità, il fatto inquietante che trova ’Ndrja al suo ritorno a Cariddi, nonché l’assoluta protagonista fisica e simbolica del romanzo a partire già dal titolo) e la segnalazione della concomitanza tra il suo quarto risveglio nel mare dello Stretto e l’arrivo di ’Ndrja, torna indietro nel tempo alla sera del primo ottobre (giorno dell’arrivo dell’Orca, ma anche della partenza di ’Ndrja da Napoli) per il “riesumo” di tutti i "fatti del ferone", e tocca uno per uno in sequenza tutti i giorni fino all’8 (giorno in cui il protagonista trova accidentalmente la morte mentre si allena per la regata). All’interno di ciascuna parte, il flusso della narrazione è scandito in "paragrafi" di lunghezza molto variabile, segnalati da doppi spazi bianchi che non sempre separano nettamente i segmenti narrativi o gli episodi: in alcuni casi, infatti, un unico episodio comprende più ‘paragrafi’, mentre in altri si passa da un episodio all’altro all’interno dello stesso paragrafo. La grande novità e originalità di "Horcynus Orca" stanno, però, nella sua particolarissima tessitura linguistica, perché D’Arrigo ha letteralmente inventato una nuova lingua, affinata e portata a capacità espressive inaudite nel periodo della revisione delle bozze de "I fatti della fera". Fondamentalmente, l’operazione linguistico-espressiva dell'Autore, il quale muove da un’ansia di totalità e mira con "Horcynus Orca" a costruire un libro-mondo, è orientata a un potenziamento iperbolico della lingua italiana. Ecco perché nel suo caso sarebbe opportuno parlare di una "iper-lingua", costruita a partire da un innesto sull’italiano e sulle sue regole morfologiche (derivazione per affissi, composizione, assimilazione, incrocio) di una serie di radici attinte dal dialetto e da una sistematica sussunzione di queste ultime, attraverso la decantazione nell’italiano medio, nelle sfere più sofisticate dell’italiano letterario di ogni tempo. Questo spiega, ad esempio, come sia possibile trovare in "Horcynus" termini dialettali italianizzati (come “alma”, “desio”, “periglio”, “s’affrontava”, ecc.) e neologismi di grande carica espressiva (“trionfera”, “oreocchiare”, “delfifera”, “Ferame”, “Famera”, “dolidoli”, ecc.) e avere nello stesso tempo la sensazione di leggere un testo di poesia o di prosa d’arte dei secoli scorsi. D’Arrigo può permettersi persino di riabilitare nella sua prosa baroccheggiante, sofisticatamente involuta e magmaticamente densa, le più artificiose figure morfologiche, sintattiche e semantiche della retorica antica, con una stupefacente disinvoltura e naturalezza, al punto che, oltre ad allitterazioni, paronomasie, ossimori, pleonasmi, chiasmi, sinestesie e metafore ardite, il lettore può incontrare addirittura un paio di accusativi di relazione senza avere alcuna impressione di leziosa forzatura. "Horcynus Orca" é una lettura che manifesta l'immensa ricchezza tematica con cui Stefano D'Arrigo ha voluto caratterizzare la sua opera. Le scelte lessicali misteriose, i parallelismi tra i suoi personaggi e quelli dei grandi poemi epici, come l'"Odissea" e l'"Eneide", l'Orca vista come simbolo accostabile al Leviatano o a Moby Dick, sono tutti elementi che affascinano e costringono il lettore ad addentrarsi nella grandiosa costruzione su cui D'Arrigo ha trascorso una vita».

~ Tratto da italialibri.net ~


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user posted image «Un'opera vasta e complessa come questa, vero e proprio monstrum nel panorama letterario contemporaneo, sembra sottrarsi ad ogni interpretazione unilaterale, ma nello stesso tempo, per un singolare paradosso, pare quasi orientare a una lettura in chiave prevalentemente simbolica. Si può allora affermare che in tale prospettiva il tema fondamentale sia rappresentato dal viaggio, ma gradualmente - fatalmente si direbbe - la linearità del percorso si frantuma e si dissolve in una trama complessa di incontri (l'idea del viaggio dantesco) ai quali si intrecciano poi, seguendo il fluire libero dell'immaginazione e della memoria, sogni, ricordi e visioni. Il tempo reale sprofonda progressivamente, quasi insensibilmente, nella temporalità magmatica della coscienza. Al viaggio in superficie corrisponde un viaggio nell'oscurità degli abissi acquorei, abitati da creature sfuggenti, ambigue, ossimori pericolosamente seducenti. Particolarmente degna di nota è l'intensità simbolica e visionaria della rappresentazione del cimitero delle "fere", negli inferi di Vulcano».



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user posted image «"Horcynus Orca" è un’opera eccezionale, da collocare non solo tra le prose più notevoli del Novecento italiano, ma dell’intera produzione letteraria europea del XX secolo. Un romanzo che - per eccellenza di scrittura, creatività inventiva, originalissimo registro stilistico - andrebbe collocato accanto all’"Ulisse" di Joyce, alla "Ricerca del tempo perduto" di Proust, all’"Uomo senza qualità" di Musil».



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user posted image «Ho riletto "Horcynus Orca" e l’ho trovato, ancora, il più gran libro del secolo scorso».





Evidenzio

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Nel n. 15 de "Il Caffè illustrato" - diretto da Walter Pedullà -
è possibile gustare alcuni passi del romanzo di D'Arrigo
illustrati da cinque affascinanti tavole a colori di M. Cicarè


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Evidenzio
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user posted image Stefano D'Arrigo nasce il 15 ottobre del 1919 ad Alì Terme, cittadina sul versante ionico dello Stretto di Messina. Trascorre l'infanzia tra il paese natale e Milazzo, ove si trasferisce nel 1929. Frequenta il liceo classico e, durante la guerra, viene chiamato ad assolvere servizio in Veneto da dove viene poi trasferito in Sicilia.
user posted image Nel 1942 si laurea in Lettere all'Università di Messina, con una tesi sul poeta tedesco Friedrich Holderlin. Nel 1946 si trasferisce a Roma insieme alla moglie Jutta. Lavora per un breve periodo al "Tempo" e al "Giornale d'Italia", si occupa di critica d'arte e collabora a "Vie Nuove".
user posted image Nel 1950 inizia la stesura del romanzo che lo renderà famoso e che lo occuperà per oltre un ventennio. Nel 1957 pubblica la raccolta di versi "Codice siciliano", testo che va letto come il lontano principio dell'"Horcynus". Nel 1960 esce sul numero 3 del "Menabò" di Vittorini e Calvino il primo nucleo del romanzo: due capitoli con il titolo "I giorni della fera". Sembra il preludio di un romanzo che di lì a poco sarebbe stato pubblicato, ed invece, dopo averne completato la struttura narrativa, D'Arrigo inizia un certosino lavoro linguistico, apportando continue correzioni e varianti per oltre 20 anni.
user posted image Nel 1975, presso la casa editrice Mondadori, esce "Horcynus Orca". Diversi e importanti editori all'estero ne acquisiscono i diritti ma le difficoltà legate all'originalità del linguaggio fanno sì che, ad oggi, esistano solo traduzioni parziali presentate in opere antologiche. Nel 1982 "Horcynus Orca" viene ristampato negli Oscar Mondadori. Nel 1985 esce il romanzo "La Cima delle nobildonne".
user posted image Nel 1992, il 2 maggio, D'Arrigo muore a Roma.





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grazie.gif ai siti citati per le informazioni
a Imageshack e Photobucket per l'hosting gratuito delle immagini
a chi ha condiviso il testo originario dell'opera in formato pdf

smile.gif a chiunque avrà tempo e voglia di lasciare un commento! smile.gif



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In seed dalle 21 alle 7 (soprattutto nel weekend) con 20/25 KappaBì


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Messaggio modificato da Yorikarus il Jul 19 2012, 07:56 PM

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angor
Inviato il: Feb 5 2012, 08:51 PM
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Release verificata e conforme:
sposto subito in ALL,


invitando tutti quelli che passano a ringraziare il releaser.

grazie.gif user posted image Yorikarus



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Ringraziare è facilissimo:
1) scorrete la pagina web fino in fondo e cliccate user posted image;
si aprirà una finestra dove potrete scrivere
da un semplice "Grazie!"
ad un messaggio arricchito da testo e immagini personalizzate;

2) cliccate su "Anteprima" per un rapido controllo,

3) infine cliccate su "Aggiungi Risposta" ed il gioco sarà fatto!



Messaggio modificato da angor il Jul 19 2012, 01:32 PM

Dilling, orgoglio dello Scambio Etico e del P2P italiano

Io ne ho viste board che voi utenti non potreste immaginarvi...
Thread PHP in flame al largo dei database MySQL di Orione...
E ho visto i TAG [ B ] balenare nel buio vicino al BBcode di Tannhäuser...
Ed ora tutti quei forum andranno perduti nel tracker del tempo...
Come torrent di lacrime nella pioggia...
È tempo di backuppare...

angor si scrive con l'Iniziale Minuscola


QUOTE (PandoraSperanza @ Sep 14 2012, 07:42 PM)
meta' magnifico meta' malefico ^^
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Yorikarus
Inviato il: Feb 5 2012, 09:00 PM
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Grazie a te x il passaggio, angor.
Buon download a tutti! birra.gif
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anima
Inviato il: Feb 5 2012, 11:11 PM
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Grazie rain[1].gif
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Malaspina
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cacuscactus
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clap.gif grazie.gif
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tlaloc1
Inviato il: Feb 6 2012, 12:51 PM
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Io questo libro l'ho letto molti anni fa e ce l'ho già (in formato cartaceo). Ma considerando che vergognosamente non è più disponibile in libreria da tempo nonostante si tratti di uno dei capolavori assoluti della letteratura (non solo italiana) del XX° secolo e che convertirlo deve essere stato un lavoraccio (più di 1200 pagine!), un grazie grande come un palazzo te lo meriti tutto!!
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inpuntadipiedi
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Hawkman
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Yorikarus
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Vi sono molto riconoscente per questi apprezzamenti! smile.gif

@tlaloc1: è bello vedere che D'Arrigo non è stato dimenticato, considerato lo scarso rilievo che l'Intelligencija - vergognosamente - ne ha sempre dato. Certo, non è una "lettura estiva", e l'impegno che l'Orcaferone richiede ai suoi lettori è notevole, ma la propongo proprio in questo freddissimo scorcio d'inverno perché questa, come diceva Pavese, è la stagione dell'anima, e un simile testo - a patto di abbandonarvisi con fiducia - può far vibrare corde profonde come pochi altri riescono...
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steric
Inviato il: Feb 6 2012, 08:43 PM
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molto bene
grazie
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buckmulligan
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Un'impresa titanica. Complimenti! Sarebbe bello avere anche "Cima delle nobildonne", un capolavoro quasi introvabile in cartaceo. Grazie.
Buck Mulligan
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Yorikarus
Inviato il: Feb 7 2012, 08:33 PM
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@buckmulligan: o mio "solenne e paffuto" amico (... giggle.gif ), ad avercelo almeno in cartaceo, quel testo, poi si scansionerebbe!...
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leo81italy
Inviato il: Feb 7 2012, 10:36 PM
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Grazie, molto apprezzato!
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Whitout
Inviato il: Feb 7 2012, 10:56 PM
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stefano d'arrigo - sperimentale tanto da non essere dimenticato - nel futuro chi capirà di letteratura non potrà non averlo - grazie anche al tuo ebook sopravviverà nonostante tutto. Lo adotto da ora e fino a che la rete esisterà.
Grazie
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Yorikarus
Inviato il: Feb 7 2012, 11:29 PM
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QUOTE (Whitout @ Feb 7 2012, 11:56 PM)
Lo adotto da ora e fino a che la rete esisterà.

angel1.gif
Gentile Whitout, un robusto grazie.gif a te per la premura e la cura! cuore.gif

P.S. EXPORT OK! toot[1].gif

Messaggio modificato da Yorikarus il Feb 18 2012, 04:48 PM

HOC HABEO QUODCUMQUE DEDI - Possiedo quel che ho donato (Rabirio)
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Count77
Inviato il: Feb 23 2012, 10:35 PM
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grazie.gif
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Inviato il: Feb 28 2012, 05:19 AM
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harp[1].gif

birra.gif

grazie.gif

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dadic
Inviato il: Mar 28 2012, 02:06 AM
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Grande!
GRAZIE INFINITEEEEE per aver esaurito la mia richiesta, Yorikarus!
Non so come ringraziarti.
Una bellissima release.

grazie.gif grazie.gif clap.gif clap.gif
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angor
Inviato il: Jul 19 2012, 08:08 PM
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ok!
Grazie, Yori birra.gif
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Messaggio modificato da angor il Jul 19 2012, 08:13 PM

Dilling, orgoglio dello Scambio Etico e del P2P italiano

Io ne ho viste board che voi utenti non potreste immaginarvi...
Thread PHP in flame al largo dei database MySQL di Orione...
E ho visto i TAG [ B ] balenare nel buio vicino al BBcode di Tannhäuser...
Ed ora tutti quei forum andranno perduti nel tracker del tempo...
Come torrent di lacrime nella pioggia...
È tempo di backuppare...

angor si scrive con l'Iniziale Minuscola


QUOTE (PandoraSperanza @ Sep 14 2012, 07:42 PM)
meta' magnifico meta' malefico ^^
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Yorikarus
Inviato il: Jul 19 2012, 08:24 PM
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@angor: winky.gif
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tulipe
Inviato il: Oct 31 2012, 11:32 AM
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grazie mille
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Greenplastic
  Inviato il: Jan 5 2013, 04:51 AM
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Grazie mille, sei un eroe!
Ho sia la prima edizione, che quella Rizzoli del 2003, ristampata di recente e disponibile adesso, anche su Amazon. Mi e' arrivato proprio qualche giorno fa.
Pero' la versione digitale non puo' mancare, almeno mi entra in tasca!! biggrin.gif

A chi non lo avesse letto, lo consiglio vivamente!
grazie.gif ancora!!

...the easyest way to sleep at night is to carry on believing that I don't exist...
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lucia1
Inviato il: Sep 12 2013, 12:28 PM
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grazie.gif
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ciubaw
Inviato il: Sep 12 2013, 02:37 PM
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Grazie
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salvatano
Inviato il: Dec 27 2013, 04:36 PM
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dansmart
Inviato il: Mar 10 2014, 08:48 AM
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Grazie !
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tittisl
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GRAZIE clap.gif
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Giuash
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Grazie !!!
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