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> Louisa May Alcott - I grandi romanzi, [Pdf Rtf Epub Mobi Azw3 - Ita] Narrativa americana - 800 - I Mammut
LaCariatide
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Louisa May Alcott

I grandi romanzi



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Autore: Louisa May Alcott
Titolo: I grandi romanzi
Lingua: Italiano
Genere: Romanzi per ragazzi
Edizione: Newton Compton - 2012
Dimensione del file: 31 MB
Formato del file: Pdf Rtf Epub Mobi Azw3




 Nel volume

Piccole donne
Titolo originale: Little Women (traduzione di Anna Maria Speckel)

Piccole donne crescono
Good Wives. Little Women, Part II (traduzione di Dina Uccelli)

Piccoli uomini
Little Men (traduzione di Lucilla Rodinò e Stefania Di Natale)

I ragazzi di Jo
Jo’s Boys (traduzione di Monica Ricci)

Un lungo, fatale inseguimento d’amore
The Chase or A Long Fatal Love Chase (traduzione di Maria Eugenia Morin)




Piccole donne



 Trama e analisi

Siamo nel 1865, nel pieno della Guerra di Secessione Americana. La famiglia March vive dignitosamente, sebbene non negli agi, fino a che il padre non è costretto a partire per il fronte: la moglie e le sue quattro figlie restano sole a casa. Proprio le quattro ragazze, tutte contraddistinte da caratteri peculiari, sono al centro delle avventure del romanzo. Ognuna di loro si arrangia con qualche lavoretto, per portare avanti la famiglia.
“Piccole donne” è la storia delle quattro sorelle March, Meg, Jo, Beth e Amy che trascorrono l’adolescenza e la giovinezza insieme alla mamma poiché il padre è al fronte e combatte durante la guerra di Secessione. La famiglia è ancor più unita poiché il momento è di grave difficoltà. Molti sono i timori per la sorte dell’adorato papà e gli innumerevoli sacrifici e problemi della vita di ogni giorno.
Le quattro piccole donne si affacciano alla vita: sono sorelle, ma così diverse fra loro. Meg, la maggiore, è gentile e socievole, Jo, il maschiaccio di casa, è quella più impavida e la più moderna. Lei sogna un futuro come scrittrice e, per questo, si ritira spesso nella piccola soffitta a comporre racconti e a recitare. Poi c’è Beth, dolcissima ma fragile, che si diletta a suonare il pianoforte e Amy, la più piccola e capricciosa che comunque nutre un certo interesse per la pittura. Completano la storia altri personaggi come la bisbetica zia March e l’affezionato amico Laurie.
Attraverso un mondo tutto femminile si snodano tante vicende, alcune gioiose, altre assai tristi. Fra tutte spicca l’episodio di Beth che si ammala e per la quale ogni cura è inutile. Ma, come nella maggior parte dei classici per ragazzi, la storia ha un finale lieto che, però, non cancella il passato. Nella storia è presente un forte spirito di “sisterhood” (femminile di fratellanza ma che include altri atteggiamenti e sentimenti), frutto dello spirito della signora March che ha educato ma non sminuito le figlie e le ha rese così, oltre che sorelle, anche amiche che, nello scorrere degli eventi, sanno affrontare insieme i problemi, nonostante le diversità del loro carattere.
Piccole donne è, inoltre, un romanzo di formazione: nel corso della narrazione, le sorelle cresceranno e troveranno la propria strada, anche se in modo diverso fra loro.
Pubblicato nel 1869, e poi nella versione completa nel 1880, Piccole donne si rifà alla vita che si svolgeva in casa Alcott/March, negli anni della formazione delle quattro sorelle e ci offre con immediatezza l’immagine dell’America nella seconda metà dell’Ottocento. Delle quattro ragazze, solo Beth conserva il nome originario e, come la sfortunata sorella minore di Louisa, anche lei morirà (anche se non nella prima parte).
Ognuna delle protagoniste ha una personalità spiccata e differente dalle altre, benché cresciute tutte nello stesso ambiente e sotto l’occhio vigile e saggio della madre. Fin dal loro primo apparire sulla scena, i termini usati per riferirsi a ciascuna di esse indicano subito i loro caratteri, le modellano e le fanno risaltare agli occhi del lettore.

“Christmas won’t be Christmas without any presents’ grumbled Jo, lying on the rug.
“It’s so dreadful to be poor!” sighed Meg, looking down at her old dress.
“I don’t think it’s fair for some girls to have plenty of pretty things, and other girls nothing at all”, added little Amy, with an injured sniff.
“We’ve got father and Mother and each other”, said Beth contentedly, from her corner.

In queste prime righe c’è già tutto il romanzo, i pregi e i difetti delle sorelle, le mancanze che condizioneranno la trama, il loro modo di agire, di porsi, le loro movenze.
Jo, il maschiaccio, sta sdraiata sul tappeto. Per lei l’autrice sceglie il verbo grumbled, brontolò, a fissarne fin dal principio il carattere bellicoso.
La romantica e saggia Meg, (sighed) sospira sulla ricchezza che non può avere che la condurrà in tentazione.
La viziata e capricciosa Amy si presenta con un injured sniff, “un offeso tirar su col naso”, mentre per la buona Beth, che timidamente se ne sta in un angolo, è usato l’avverbio contentedly, cioè con contentezza, appagamento, mansuetudine.
Il personaggio principale è Josephine (Jo) March, nella quale la Alcott si rispecchia. Tramite lei, l’autrice dà voce al suo femminismo, protestando contro le ingiustizie subite dalle donne. Jo è un ragazzaccio, la sua unica bellezza sono i capelli, di cui si priverà in un impeto di generosità. Goffa e sgraziata, impulsiva e furiosa, capace di alternare slanci e collere, sogna di andare all’università, di combattere al fianco del padre nella Guerra Civile. È l’intellettuale di casa, la scrittrice piena di fantasia che compone le sue novelle e le legge in soffitta alle sorelle.
Seguendo gli insegnamenti del padre Amos, la Alcott crede profondamente in Dio e nella possibilità di migliorarsi, di compiere una sorta di pellegrinaggio in vita verso la trascendenza, la sublimazione e il perfezionamento, di cui è simbolo il libriccino regalato a Natale dalla madre alle figlie. Ciò comporta una lotta per tutte e quattro le ragazze, ma soprattutto per Jo, che ha il carattere più difficile. Le sarà di grande aiuto e conforto scoprire che anche la madre, all’apparenza infallibile, ha dovuto come lei combattere e per tenere a freno e riformare la propria natura. Alla fine il bene trionferà sulle debolezze, sulle invidie, sui capricci e le sorelle si ritroveranno più unite che mai. Alla fine il cammino trascendente del pellegrino sarà compiuto.



Piccole donne crescono



 Trama e analisi

Seguito ideale di Piccole donne, questo secondo romanzo ne continua la storia con gli stessi protagonisti, gli stessi ambienti, la stessa tensione ideale con l’inevitabile accrescersi dei personaggi e degli scenari in cui la vicenda si svolge.
La storia prende l’avvio a tre anni di distanza dal momento in cui Piccole donne si concludeva con il fidanzamento di Meg. Ora in casa March fervono i preparativi per le sue nozze con John, e la modestia dei mezzi a disposizione non impedisce ai due giovani, anche con l’affettuosa partecipazione di tutta la famiglia, di organizzare una bella festa e avviare una casa con qualche comodità. Al corredo, così importante per le ragazze del secolo scorso, provvederà segretamente la burbera zia March.
Ma anche a Jo, Beth e Amy accadono cose nuove. Jo vince un premio letterario, Amy fa un viaggio in Europa con la zia Carroll, Laurie si dichiara a Jo, che respinge il suo amore desiderando tuttavia averlo per sempre (e lo avrà) come amico.
Solo a Beth la vita non fa promesse: la sua salute va declinando senza rimedio. Sarà Jo in particolare a prendersi cura di lei. Spende tutto il denaro del premio letterario per farla guarire, ma tutto sarà inutile, e Beth si spegnerà, dolcemente come è vissuta.
Le sorprese della vita si susseguono, pagina dopo pagina, lungo il percorso della vicenda. Jo si afferma come scrittrice, ma sente il peso della solitudine e rimpiange di avere impulsivamente respinto Laurie. Ma nella sua vita c’è stato un incontro felice con un personaggio non giovane, non facoltoso, non bello, il professor Fritz Bhaer, ricco tuttavia di intelligenza, di cultura, e di quella simpatia umana mossa dal talento del cuore che abbellisce e rende attraenti coloro che ne hanno il dono. E il professor Bhaer riapparirà nella vita di Jo, che in lui scoprirà l’uomo giusto della sua vita.
Piccole donne crescono è il seguito necessario al libro precedente. Nato come seconda parte di Piccole donne, l’editoria trovò saggio dividerlo in due volumi, il primo tutto dedicato alle adolescenti, il secondo alle giovanissime già pronte a entrare nella vita e affrontare incontri e scontri col mondo esterno.
Pur conservando quella calda circolazione degli affetti così avvertibile nel primo volume, nel secondo il respiro si allarga alla circolazione delle idee. Le ragazze March sono attente alla cultura, alla politica (non a caso il padre si è battuto per l’abolizione della schiavitù), e ai movimenti per i diritti della donna, pur conservando intatte quelle riserve di dolcezza e di fede nella vita che fa dire a una di loro: «In terra non c’è dolore che il cielo non possa guarire».



Piccoli uomini



 Trama e analisi


Piccoli Uomini (1871) è il terzo romanzo della quadrilogia di Louisa May Alcott. Narra le vicende della scuola Plumfield di Jo nell'arco di sei mesi, descrivendo le avventure degli allievi, ma anche dei figli delle sorelle March: Rob e Teddy (figli di Jo e Fritz), Demi, Daisy e Josie (figli di Meg e John) e Bess (figlia di Laurie e Amy).
A Plumfield tutti i bambini hanno il proprio giardino ed i propri animali e sono incoraggiati ad aprire “attività commerciali”. Di sabato sono permesse le lotte con il cuscino. I bambini vengono trattati come individui, enfatizzando il carattere di ciascuno.
La storia inizia con l’arrivo di Nat Blake a Plumfield, un timido orfano che vive suonando il violino.
In seguito arriveranno il suo amico Dan e una bambina di nome Nan, che diventerà la compagna di Daisy, l’unica ragazza della scuola. Ma Nan è un maschiaccio, peggio di Jo, mentre Daisy è più interessata alle sue bambole e alla sua piccola cucina.
Le relazioni personali tra i ragazzi saranno il punto focale della storia, e le loro diversità vengono evidenziate.
Va detto che Jo non è la sola protagonista di Piccole donne e Piccole donne crescono che la Alcott ha trasferito in Piccoli uomini. Laurence, il Laurie che era stato il rimpianto ragazzo di Jo, ha sposato Amy, la più giovane delle sorelle March, e ora è il sostenitore più valido di Plumfield, dove spesso appare in compagnia della sua bambina, la piccola Bessie detta “riccioli d’oro”. Non a caso molti dei ragazzi che i Baher hanno accolto, paganti e diseredati, sono stati inviati da lui, ed è lui che spesso interviene per risolvere un problema, realizzare una iniziativa; come la costituzione di un certo museo di storia naturale che i ragazzi desiderano.
Qualche volta Laurie interroga Jo sul miracolo di Plumfield. «Che magia adoperi, Jo?» «L’amore, e senza nasconderlo. Fritz ha fatto il resto», è la risposta di lei.
Piccoli uomini è dunque un bel romanzo per ragazzi e una varia lezione di educazione, di amore e di vita, oggi valida più che mai. Perché troppo spesso è proprio oggi che non riescono ad essere buoni genitori il padre e la madre di un solo ragazzo, che talvolta neppure la scuola riuscirà a compensare con un valido appoggio.
Romanzo corale (vorrei dire sociale in senso non politico ma umano) in Piccoli uomini non ci sono né i Garroni né i Franti forse perché Jo non è una sia pure ammirevole deamicisiana maestrina dalla penna rossa, ma una donna che prima di un’insegnante cerca di essere una madre.
Romanzo non per questo serioso – in realtà, libro per ragazzi tra i più stimolatori di interessi e di curiosità soprattutto intorno al mondo dei giochi, la scoperta della vita e la possibilità della creatività – il libro si chiude non a caso con una visione di insieme sui ragazzi di Plumfield così coreografica che sembra scritto apposta per suggerire a un regista disneyniano la sceneggiatura di un film; tanto che potrebbe apparire come la furbizia di un’autrice che ha scritto il libro ammiccando al cinema. Ma quando la Alcott scrisse Piccoli uomini, il cinema non era stato ancora inventato, e quando fu cinema, lei ne divenne un’autrice prediletta.
Libro senza dubbio profondamente educativo, questo sì.
Tuttavia per quanto il successo più strepitoso seguiti ad accompagnare la incessante riedizione di Piccole donne, definirei Piccoli uomini, sotto ogni profilo, il più significativo fra i libri di questa gloriosa trilogia, consigliabile non solo ai ragazzi, ma anche (forse soprattutto) ai genitori e agli educatori.



I ragazzi di Jo



 Trama e analisi


Sono passati circa dieci anni dalla fine di "Piccoli uomini"; i ragazzi ed i bambini della scuola di Fritz e Jo sono cresciuti, diventando uomini sparsi per il mondo e ragazzi alle prese con studi superiori e universitari. Franz, il maggiore dei nipoti del Professore Fritz, è un uomo d'affari in Germania e si è sposato con una ragazza tedesca, Ludmilla. Emil, fratello minore di Franz, ha coronato il suo sogno ed è diventato ufficiale di marina su un mercantile inglese. Intrepido e coraggioso, salverà il capitano e la sua famiglia dopo un naufragio ed infine ne sposerà la figlia, la bionda inglesina Mary.
Il timido Nat, da sempre innamorato di Daisy, ma ostacolato dalla madre di lei (Meg), grazie all'appoggio del suo mecenate Laurie, si reca a Lipsia a studiare violino. Lì cadrà in tentazione a causa del suo carattere debole, ma la sana educazione dei coniugi Baehr lo salverà e lo manterrà sulla retta via. Tornerà in patria affermato e talentuoso musicista e sposerà Daisy.
Il "cattivo ragazzo" Dan gira per l'America in cerca di avventure. Si unisce agli Indiani, poi parla di comprare una fattoria nell'Ovest. Per salvare un ragazzo, uccide inavvertitamente un uomo e sconta un anno di carcere. Solo il ricordo della bellissima fanciulla Bess, figlia di Amy e Laurie, gli permette di sopportare mitamente la pena. Una volta uscito di prigione, va a lavorare in miniera e salva un gruppo di minatori dopo il crollo di una galleria. Dissuaso da Jo a sperare in un futuro con la pura Bess, ritorna fra gli indiani e morirà combattendo in loro difesa. L'indiavolato Tommy, anche lui fedele all'amore della sua fanciullezza, segue Nan all'università di medicina, non adatta a lui. Finirà per dedicarsi agli affari di famiglia e si sposerà con una ragazza completamente diversa da Nan, che invece rimarrà zittella, ma affermata dottoressa.
Jack, Ned e Stuffy frequentano anch'essi l'università, ma Jo li considera i suoi "fallimenti": ragazzi mediocri senza particolari talenti.
Demi, l'intelligentissimo e promettente nipote di Jo, sembra non trovare la sua strada; dopo aver lavorato un periodo per un giornale, con grande delusione della zia e di tutta la famiglia, si affermerà in campo dell'editoria e sposerà l'amica Alice.
Rob, Teddy, Josie e Bess sono solo adolescenti, ma hanno caratteri già ben definiti che li indirizzeranno nelle scelte di vita. Rob sostituirà il padre alla guida della scuola, Josie diventerà un'attrice e Bess un'artista in campo della pittura.



Un lungo, fatale inseguimento d’amore



 Trama e analisi



Rosemond Vivian vive in solitudine con il nonno, che non ha una particolare predilezione per lei. Un giorno si presenta Phillip Tempest, un uomo affascinante che subito si invaghisce della bella e innocente Rosemond. La giovane ha voglia di amore e di avventura, dice che per un anno di libertà sarebbe disposta a tutto. Tempest, che è un uomo crudele e spietato, decide di portarla via con sè. Rosemond lo ama, ma decide di partire con lui a condizione che si sposino. Tempest procura un prete e i due partono felici.
Ma dopo un anno di felicità, Rose si sente osservata. C'è una donna che compare spesso e origliando una conversazione scopre che è la vera moglie di Tempest e che il loro matrimonio era una farsa.
Rose decide di fuggire e si rifugia a Parigi sotto falso nome. Tempest la trova e la costringe a seguirlo perchè lei sarà sua per sempre. Rose riesce a fuggire e si chiude in convento. Ma anche lì Tempest la trova. Per fortuna Rosemond ha come alleato il giovane prete Ignatius, innamorato di lei, che l'aiuta a scappare.
La fuga continua per l'Europa, ma Tempest la trova sempre ed è sempre più crudele. La fa rinchiudere in un'ospedale psichiatrico, la tiene prigioniera....ma arriva Ignatius a salvarla di nuovo.
Anche Rose comincia ad amare Ignatius, ma i rapporti sono sempre casti e distanti.
Tempest ama egoisticamente Rose e si libera di Ignatius facendo affondare la sua nave, ma non sa che anche Rose è con lui...
Rose è morta, Ignatius guarda Tempest e gli dice che un giorno loro staranno insieme in un posto in cui lui non potrà mai entrare. E Tempest si uccide, gridando "Mia subito e per sempre"...

"Un Lungo,Fatale Inseguimento d'Amore" è il breve romanzo della scrittrice americana Louisa May Alcott (1832-1888),autrice della ben più famosa serie delle "Piccole Donne".
Scritto nel 1866 sotto lo pseudonimo di A.M.Barnard,rimase inedito addirittura fino al 1995.
Dopo l'avvenuta pubblicazione, il romanzo fu salutato come "il lato segreto e oscuro della Alcott"
proprio per la diversità dei temi che si allontanavano completamente dai soliti messaggi pedagogici dei suoi libri che verranno in seguito; entusiasta restò anche il "maestro dell'orrore" Stephen King.
Ma la verità è ben diversa.
Nel 1865 Louisa May Alcott ritornò da un lungo tour in Europa; ritrovatasi senza denaro, si impegnò di recuperarlo scrivendo un libro "facile" che avrebbe fatto subito presa sul pubblico.
Si tratta infatti di un romanzo gotico, con il tipico plot che all'epoca spopolava, con rapimenti, inseguimenti, fanciulle indifese e carnefici, in un misto di amore e crudeltà.
Ma la Alcott fece molto di più; d'altronde già erano usciti romanzi come "Jane Eyre" e "Cime Tempestose" (1847), e ispirandosi al "Faust" di Goethe e alla "Clarissa" del Richardson ,ricorrendo alla sua esperienza in Europa e al suo sapere, racconta l'amore "maledetto" e inseguito tra la bella Rosamund Vivian (la vittima) e il misterioso Philiph Tempest (il carnefice).
Pur non avendo la grandezza dello stile e la corposità del suo libro più famoso, risulta un romanzo avvincente, capace di suscitare una forte suspance e curiosità di capitolo in capitolo, colpi di scena e amori proibiti e le bellissime e preziose descrizioni delle città che fanno da sfondo a questo "fatale inseguimento".



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Louisa May Alcott nasce il 29 novembre 1832 a Germantown, in Pennsylvania (USA). I suoi genitori sono Amon Bronson Alcott, filosofo trascendentalista e educatore, e Abigail May. Secondogenita di una famiglia numerosa, Louisa riceve un'istruzione privata, tra i suoi insegnanti si ricordano il naturalista Henry David Thoreau, Nathaniel Hawthorne, Margaret Fuller e Ralph Waldo Emerson. A occuparsi principalmente dell'istruzione delle figlie è il padre. Già nell'infanzia la Alcott e le sorelle vivono in condizioni economiche molto difficili, poiché sono costrette a seguire lo stile di vita scelto dalla famiglia secondo i dettami della povertà e degli ideali trascendentalisti del padre.
Nel biennio 1843-1844 gli Alcott si trasferiscono per un breve periodo di tempo in una comunità chiamata Utopiah Fruitlands. Questa comunità si avvia verso il fallimento e presto la famiglia, con il sostegno dell'amico di famiglia Emerson, comprano un cottage in Massachussets, nella città di Concord.
La giovane cresce e vive per il resto dei suoi anni nella cittadina del Massachussets. A causa della difficile situazione economico-finanziaria della famiglia, la ragazza inizia a lavorare fin da giovanissima, ricoprendo varie mansioni: governante, insegnante, sarta, aiutante e in seguito svolgerà anche l'attività di scrittrice.
La donna si inizia alla scrittura traendo spunto dai suoi scrittori preferiti, le sorelle Brontë e Goethe. Nel 1848 legge con grande attenzione e ammirazione "La dichiarazione dei sentimenti" elaborata dalla Seneca Falls Convention in cui si descrivono i diritti delle donne. Sei anni dopo pubblica la sua prima novella intitolata "Flower Fables". La felicità per la pubblicazione del suo romanzo però dura poco, poiché la sorella Lizzie muore a causa della scarlattina e la sorella Anna si sposa.
La scrittrice, in età adulta, sostiene il movimento a favore dell'abolizione della schiavitù e il movimento femminista, per cui collabora come giornalista nel The Woman's Journal. Battendosi per il diritto di voto alle donne, inoltre, è la prima donna a votare nella cittadina di Concord. Nel 1862-1863, durante la guerra di secessione americana, presta servizio come infermiera volontaria nell'ospedale di Georgetown. In questa circostanza sfortunatamente contrae il tifo, riuscendo però a sopravvivere.
In questo biennio Louisa May Alcott scrive il libro "Racconti dall'ospedale", che ottiene un ottimo giudizio dalla critica e un grande successo letterario. L'anno seguente scrive un'altra novella, "Moods", che viene pubblicata.
In questi anni scrive delle novelle che riscuotono un grande successo; tra esse ricordiamo i seguenti lavori, "Pauline's Passion and Punishment"e "A Long Fatal Love Chase". Questi racconti hanno un grande successo sul piano commerciale e diventano nel tempo molto importanti per molti scrittori, i quali li prendono come modelli letterari.
Nel 1868-1869 la Alcott scrive il suo più grande successo letterario, "Piccole donne". Il romanzo racconta le vicende della famiglia americana dei March. Le protagoniste principale del racconto sono Margaret, Josephine, Elizabeth e Amy, quattro sorelle che cercano in tutti i modi di condurre una vita dignitosa, poiché la loro famiglia è povera. Le quattro ragazze svolgono dei piccoli lavori, in modo tale da poter condurre un modesto stile di vita. Altri personaggi del romanzo sono la madre delle ragazze, la leale domestica di famiglia Hannah e l'amico di Josephine, Laurie. Poiché il padre delle giovani è lontano da casa, in quanto arruolatosi nell'esercito nel corso della Guerra Civile americana, la famiglia deve fare il possibile per vivere al meglio.
L'opera viene pubblicata dall'editore americano Thomas Niles che, rendendosi conto del successo commerciale avuto dal romanzo, chiede alla scrittrice di scrivere altri romanzi; tra questi si ricordano "Piccole donne crescono", "I figli di Jo", "Buone mogli" e "Piccoli uomini". Della sua vita amorosa non si sa nulla, poiché la scrittrice rimane nubile.
Dopo la morte della madre, nel 1879 muore anche la sorella minore May. La scrittrice in questa circostanza adotta la nipote Louisa May Nieriker. Due giorni dopo aver fatto visita al padre morente Louisa May Alcott, a soli 56 anni, muore per avvelenamento da mercurio: è il 6 marzo 1888; la sua produzione conta oltre trecento opere letterarie.




 Bibliografia

The Inheritance 1849, pubblicato nel 1997
Flower Fables 1854
Hospital Sketches 1863
The Rose Family: A Fairy Tale 1864
Moods 1865, revisionato nel 1882 (Mutevoli Umori)
Morning-Glories and Other Stories 1867
The Mysterious Key and What It Opened 1867 (La chiave misteriosa e Il segreto svelato)
Little Women or Meg, Jo, Beth and Amy 1868 (Piccole donne)
Three Proverb Stories 1868
Good Wives 1869 (Piccole donne crescono)
An Old Fashioned Girl 1870 (Una ragazza fuori moda)
Aunt Jo's Scrap-Bag 1872-1882
Little Men: Life at Plumfield with Jo's Boys 1871 (Piccoli uomini)
Work: A Story of Experience (1872)
Eight Cousins o The Aunt-Hill 1875 (Gli otto cugini)
Beginning Again, Being a Continuation of Work 1875
Silver Pitchers, and Independence: A Centennial Love Story 1876
Rose in Bloom: A Sequel to Eight Cousins 1876 (Rose in fiore)
Under the Lilacs 1878 (Sotto i lillà)
Jack and Jill: A Village Story 1880 (Incontro alla vita)
Jo's Boys and How They Turned Out 1886 (I ragazzi di Jo)
Lulu's Library 1886-1889
A Garland for Girls 1888
Comic Tragedies 1893, postumo

Sotto lo pseudonimo A. M. Barnard
Behind a Mask, or a Woman's Power 1866 (Dietro la maschera, o Il potere di una donna)
A Long Fatal Love Chase 1866, pubblicato nel 1995 (Un lungo fatale inseguimento d'amore)
The Abbot's Ghost, or Maurice Treherne's Temptation 1867 (Il fantasma dell'abate o La tentazione di Maurice Treherne: Un racconto di Natale)
Pauline's Passion and Punishment (Passione e tormento)

Pubblicazioni anonime
A Modern Mephistopheles 1877




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