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> Ciclo H.P. Lovecraft, Coordinatore: auramasda
auramasda
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Howard Phillips Lovecraft (Providence, 20 agosto 1890 – Providence, 15 marzo 1937) è stato uno scrittore, poeta, critico letterario e saggista statunitense, riconosciuto tra i maggiori scrittori di letteratura horror insieme ad Edgar Allan Poe e considerato da molti uno dei precursori della fantascienza angloamericana.
Autore di numerosi racconti, come Dagon, Il colore venuto dallo spazio, Il richiamo di Cthulhu e L'orrore di Dunwich, e di romanzi, tra cui Il caso di Charles Dexter Ward, Le montagne della follia e La maschera di Innsmouth, oltre ad alcuni racconti in versi, Lovecraft non venne apprezzato in particolar modo dai critici del suo tempo, - ad esempio, il racconto Il richiamo di Cthulhu venne inizialmente rifiutato in quanto definito troppo "straniante" - secondo l'espressione di Wright, e non godette mai di buona fama se non dopo la sua morte. Molte delle sue opere sono state fonte di ispirazione per artisti di tutto il mondo, nella letteratura così come nel cinema e nella musica. Uno dei maggiori studiosi lovecraftiani, S. T. Joshi, definisce infatti la sua opera come "un inclassificabile amalgama di fantasy e fantascienza, e non è sorprendente che abbia influenzato in maniera considerevole lo sviluppo successivo di entrambi i generi".

.: INFANZIA E GIOVINEZZA :.



 
H. P. Lovecraft nacque il 20 agosto 1890 a Providence (Rhode Island), unico figlio di Winfield Scott Lovecraft, rappresentante per la Gorham Silver Company (una ditta di argenteria) e Sarah Susan Phillips, secondogenita di un proprietario terriero in declino. Nel 1891 i genitori si trasferirono ad Auburndale, nel Massachusetts, anche se cambiarono di frequente indirizzo nella zona di Boston. Quando Lovecraft aveva tre anni, cioè nel 1893, suo padre cominciò a manifestare i sintomi di una psicosi acuta in un hotel di Chicago dov'era in viaggio d'affari, farneticando di aver ricevuto insulti da una cameriera e che la moglie era stata aggredita; ricoverato al Butler Hospital di Providence, vi rimase per il resto della sua vita fin quando, colpito anche da una paralisi, morì di sifilide quando Lovecraft aveva solo otto anni.
Lovecraft venne quindi cresciuto dalla madre, da due zie (Lillian Delora Phillips e Annie Emeline Phillips) e dal nonno Whipple Van Buren Phillips, col quale Lovecraft e le sue parenti vissero nella villa di tre piani dei genitori di Sarah sita a Providence, al civico 194 di Angell Street. Suo nonno, appassionato di letteratura gotica, lo incoraggiò nella lettura fornendogli libri quali le fiabe dei fratelli Grimm e Le mille e una notte, libro da cui prenderà spunto per creare il folle Abdul Alhazred e il suo Necronomicon. Nel 1896 Lovecraft perse la nonna materna che lo aveva introdotto all'astronomia[6], Rhobinia Alzada Phillips, fatto che provocò in lui i primi incubi, che lo perseguiteranno per anni, costituiti da demoni da lui stesso definiti "Magri notturni" (Night-Gaunts)[5]. Nel 1897 scrisse la sua prima poesia, ispirata all'Odissea, nonché i primi racconti: The Noble Eavesdropper e The Little Glass Bottle. Nello stesso anno in cui morì il padre, il 1898, Lovecraft si accostò agli scritti di Edgar Allan Poe, Jules Verne e Wells, che stimolarono il suo interesse per l'insolito, la chimica (costruirà anche un laboratorio in cantina, con formule chimiche che dopo la sua morte verranno erroneamente interpretate per segni magici) e l'astronomia, e strinse le prime amicizie con i coetanei.
Nel 1900 cadde preda dei primi esaurimenti nervosi, forse provocati dall'atteggiamento iperprotettivo della madre (che arriverà al punto di vietare a Lovecraft di uscire per via - a detta della donna - dell'eccessiva bruttezza del bambino), che comunque non gli impediranno nei due anni successivi di aumentare la produzione di poesie e racconti realistici. La morte del nonno, avvenuta nel 1904, fa cadere l'intera famiglia in difficoltà economiche, tanto che Lovecraft dovette traslocare con la madre al civico 598 della stessa Angell Street, in un'abitazione più piccola e meno confortevole; da qui Lovecraft intraprese la carriera liceale, che non riuscì mai a completare a causa della sua salute malferma, dovuta anche a una caduta da un'impalcatura verificatosi nel 1905 in seguito alla quale soffrirà per tutta la vita di mal di testa. Il 1906 è l'anno in cui Lovecraft appare per la prima volta nella stampa, più precisamente il 3 giugno nel Providence Sunday Journal con una lettera ridicolizzante l'astrologia, mentre lo stesso anno scrisse un'altra lettera, poi pubblicata il 25 agosto, allo Scientific American dove dava credito alle prove circa l'esistenza di un pianeta oltre Nettuno (Plutone, declassato a pianeta nano nel 2006, fu scoperto solo nel 1930). La passione per l'astronomia continuò da luglio a dicembre sul settimanale Pawtuxet Valley Gleaner e, dall'agosto 1906 al 1908, con il Providence Morning Tribune e il Providence Evening Tribune.
Nel 1908 abbandonò definitivamente gli studi e nel 1909, a causa dei frequenti esaurimenti nervosi, farà altrettanto con un corso di chimica, iniziando al contrario lunghe passeggiate in bicicletta con gli amici alla scoperta della regione natale. Nel 1911 la famiglia di Lovecraft cadde nuovamente in disgrazia, stavolta a causa di investimenti sbagliati fatti dallo zio Edwin E. Phillips, piombando in uno stato di povertà da cui non riuscirà mai ad uscire. Il 1912 per H. P. Lovecraft rappresenta le prime poesie pubblicate (si tratta della lirica Providence in 2000 A.D. uscita nel Providence Evening Bulletin) che, anche grazie alle lettere edite nella rivista Argosy, lo fanno notare da Edward F. Daas, presidente dell'United Amateur Press Association (UAPA), un'associazione di scrittori dilettanti, che lo contatterà per delle iniziative. Lovecraft nel 1915 cominciò a revisionare manoscritti altrui, suo unico lavoro continuativo fino alla morte, offrendo per primo i suoi servigi all'ecclesiastico David Van Bush, mentre al contempo riesce a pubblicare il primo dei tredici numeri de The Conservative, una sua raccolta di saggi e poesie che rimarrà in piedi fino al 1923.
Nel frattempo, dal 1916, cominciò a prendere forma la sua vasta rete di corrispondenti. Fra i suoi interlocutori si possono citare il giovane Forrest J. Ackerman, Robert Bloch (autore di Psycho) e Robert E. Howard (Conan il barbaro). In questo periodo, insieme ad alcuni di questi corrispondenti, partecipò al circolo letterario "Kleicomolo" e lesse un libro fantastico che esercitò probabilmente su di lui un notevole influsso, Etidorhpa di John Uri Lloyd. Nel 1917, con l'ingresso degli Stati Uniti nella prima guerra mondiale, cercò di entrare volontario nella guardia nazionale del Rhode Island, ma ancora una volta l'intervento della madre gli precluse ogni possibilità di successo. In questo periodo, incitato anche da W. Paul Cook, curatore di varie riviste dilettantistiche, scrisse i racconti brevi La tomba e Dagon. Pochi anni dopo, nel 1919, Lovecraft incontrò a Boston uno degli autori da cui trarrà grande ispirazione per svariati racconti, Lord Dunsany, rimanendo abbagliato dallo stile e dalla tematica "onirica" dello scrittore irlandese. Lo stesso anno, dopo aver sofferto per un lungo periodo di isteria e depressione, la madre di Lovecraft venne ricoverata al Butler Hospital, lo stesso ospedale dove il marito era morto qualche anno prima. Il loro legame cessò solo con la morte della donna, avvenuta il 24 marzo 1921, a seguito di complicazioni durante un intervento alla cistifellea.
A Boston Lovecraft strinse amicizia, il 12 marzo 1921, con Sonia H. Greene, una vedova sette anni più anziana di lui, per la quale scriverà racconti che lo porteranno a iniziare un rapporto sentimentale (ancora limitatamente di carattere epistolare, vivendo la donna a New York). Dopo aver ricevuto dalla rivista semiprofessionale Home Brew una commissione per scrivere alcuni racconti, Lovecraft nel 1922 cambiò radicalmente le abitudini quotidiane, leggendo i suoi racconti in pubblico, partecipando a conferenze, venendo nominato presidente dell'UAPA e facendo numerosi viaggi nel New England. Proprio i racconti usciti su Home Brew, nello specifico Herbert West, rianimatore e La paura in agguato, lo porteranno all'attenzione di Edwin E. Baird, direttore della rivista professionale Weird Tales, sulla quale nell'ottobre 1923 uscirà Dagon.

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.: IL MATRIMONIO E NEW YORK :.



 
Nel febbraio 1924 l'illusionista-acrobata Harry Houdini commissionò a Lovecraft la scrittura di un racconto, che uscirà su Weird Tales con il titolo di Imprisoned with the Pharaohs, facendo in modo che la trama apparisse come una vera avventura vissuta dall'attore di Budapest. Il titolo originale di Lovecraft fu Sotto le piramidi. A marzo lo scrittore si sposò con Sonia Greene, e la coppia si spostò nel distretto di Brooklyn a New York. La qualità delle sue opere spinsero gli editori di Weird Tales ad offrirgli il posto da direttore, ma Lovecraft rifiutò perché non voleva trasferirsi a Chicago, lasciando il posto a Farnsworth Wright.
La permanenza di Lovecraft a New York venne funestata da problemi economici, poiché i suoi sforzi per trovare lavoro furono inutili e costrinsero la moglie, che nel frattempo aveva visto fallire la propria attività commerciale, a spostarsi a Cleveland alla ricerca di un impiego. Lovecraft quindi rimase a vivere da solo in una zona di Brooklyn, chiamata Red Hook (scenario, tra l'altro, di Orrore a Red Hook). Dopo aver iniziato la corrispondenza con lo scrittore Donald Wandrei nel 1925, Lovecraft il 17 aprile 1926 tornò a Providence. La sua nuova collocazione fu il numero 10 di Barnes Street (l'indirizzo che nel racconto Il caso di Charles Dexter Ward viene dato come residenza del dottor Willet), dove ebbe residenza fino al 1933. È di questo periodo l'avvio di contatti con August Derleth e la stesura dell'importante Il richiamo di Cthulhu e del saggio Supernatural Horror in Literature, nonché, nel 1927, dei suoi primi due romanzi: La ricerca onirica dello sconosciuto Kadath e Il caso di Charles Dexter Ward, che tuttavia verranno pubblicati postumi perché non ritenuti ben fatti dallo stesso Lovecraft. Nel frattempo, il rifiuto di Weird Tales di pubblicare Il colore venuto dallo spazio viene ripagato dal parere favorevole di Amazing Stories.
Nel 1928 Sonia si accordò con Lovecraft per un divorzio che venne accettato dal tribunale il 25 marzo 1929. A causa della cattiva riuscita del suo matrimonio, alcuni biografi hanno ipotizzato che Lovecraft fosse asessuale; tuttavia, la moglie lo definì più volte "un amante adeguatamente eccellente".

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.: GLI ULTIMI ANNI :.



 
Il periodo dopo il ritorno a Providence (gli ultimi undici anni della sua vita) fu il più prolifico dal punto di vista letterario. Durante questi anni scrisse la maggior parte dei suoi racconti oggi più conosciuti e opere più impegnative come Il caso di Charles Dexter Ward, Alle montagne della follia (1931, ma non accettato da Weird Tales) e il contemporaneo La maschera di Innsmouth. Inoltre si dedicò alla revisione di opere di altri autori, lavorando anche come ghostwriter in opere come Il tumulo, La morte alata e Il diario di Alonzo Typer. Nel 1930 Lovecraft intrattenne per la prima volta rapporti epistolari con Robert Ervin Howard ed Henry S. Whitehead, diede luce al romanzo breve Colui che sussurrava nelle tenebre e conobbe, sempre per via epistolare, gli scrittori J. Vernon Shea e Seabury Quinn.
Nonostante gli sforzi creativi, la sua situazione economica continuò a peggiorare finché fu costretto, nel 1933, a trasferirsi al numero 66 di College Street in un alloggio più economico e più piccolo (la stessa abitazione di Robert Blake, protagonista di L'abitatore del buio) con l'unica zia superstite (Annie; Lilian morì nel 1932). Nel 1934 Lovecraft compì il suo viaggio più lungo fuori casa, ospitato per quasi due mesi dall'amico R.H. Barlow in Florida, futuro detentore delle opere di Lovecraft come da lui dettato nel testamento. Nel 1935 Weird Tales respinse un altro suo lavoro, il romanzo L'ombra calata dal tempo, spingendo sempre più Lovecraft ad abbandonare i testi interamente opera propria (l'ultimo, sempre del 1935, fu L'abitatore del buio) dedicandosi esclusivamente a revisioni o collaborazioni. La sfiducia nelle proprie capacità emerse di nuovo nel 1936, quando Analog Science Fiction and Fact pubblicò Alle montagne della follia e L'ombra calata dal tempo solamente dietro proposta di Donald Wandrei.
Il 10 marzo 1937 venne ricoverato al Jane Brown Memorial Hospital di Providence dove gli fu diagnosticato un tumore all'intestino in fase molto avanzata. Cinque giorni dopo, il 15 marzo, alle 6:00 del mattino, lo scrittore di Providence si spense. L'ultimo ricordo su di lui è quello dell'amico Harry Brobst, che si recò a visitarlo poco prima della morte. Brobst cercò di confortare il sofferente Lovecraft menzionando lo stoicismo degli antichi filosofi; lo scrittore di Providence non rispose ma si limitò a scuotere la testa, negando in modo deciso la validità dell'argomentazione[21]. Un'altra versione[21] vuole diagnosticato il tumore a Lovecraft nel 1936, con lo scrittore che non informò gli amici della sua malattia per non amareggiarli; negli ultimi mesi tenne un diario (Diario di Morte) sulla propria salute per informare i medici delle sue condizioni.
Il corpo di Lovecraft venne sepolto assieme a quello dei genitori nel monumento funebre di famiglia dei Phillips, nel cimitero di Swan Point a Providence. Nel 1977, un gruppo di fan particolarmente devoti guidati da Dirk Mosig raccolse i fondi necessari per far realizzare una nuova lapide commemorativa, sulla quale vennero incisi il nome dello scrittore, la data di nascita, quella di morte e la frase "I AM PROVIDENCE" (io sono Providence), tratta da una delle sue lettere personali. Il 13 ottobre 1997, a poco più di sessant'anni dalla morte dello scrittore, uno o più sconosciuti hanno scavato nel cimitero cercando di riesumarlo, ignorando che il corpo non è sepolto sotto la nuova lapide.

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.: INFLUENZE E STILE NARRATIVO :.



 
L'opera di Lovecraft è stata divisa in tre categorie da alcuni critici. Anche se Lovecraft non fece mai riferimento a queste categorie scrisse a una sua corrispondente: "Ci sono i miei racconti à la Poe e i miei racconti à la Dunsany ma ahimè, dove sono i miei racconti à la Lovecraft?"

- Storie macabre (approssimativamente 1905-1920)
- Storie oniriche (approssimativamente 1919-1927)
- Ciclo di Cthulhu (approssimativamente 1926-1935)

Qualche critico fa notare che ci sono ben poche differenze tra le storie oniriche e il Ciclo di Cthulhu; in entrambi infatti sono presenti il Necronomicon e le stesse divinità. Tuttavia mentre la prima categoria appartiene al genere fantasy, la seconda è più propriamente appartenente alla fantascienza.
La maggior parte delle opere di Lovecraft è ispirata dai suoi incubi e forse il continuo e duraturo successo dei suoi racconti si deve proprio a questo collegamento diretto con i simboli dell'inconscio. L'opera di Edgar Allan Poe influenzò profondamente i primi racconti macabri di Lovecraft e il suo stesso stile, noto per le atmosfere inquietanti e le paure latenti che evoca. La scoperta da parte di Lovecraft delle opere di Lord Dunsany, con la loro schiera di dei viventi in un mondo immaginario, lo spinse a cimentarsi in racconti dal contenuto onirico. Un'altra fonte di ispirazione, totalmente diversa dalle precedenti, fu l'importante progresso scientifico che in quegli anni si registrava in campi come la biologia, l'astronomia, la geologia e la fisica, che contribuiva, nella sua visione, a far sentire la razza umana come insignificante e impotente, in balia di un universo meccanico e privo di ogni riferimento spirituale, dando un fondamentale contributo alle idee che più tardi verranno definite col termine cosmicismo e dando ulteriore forza al suo convinto ateismo.
Probabilmente fu l'influenza di Arthur Machen, con i suoi efficaci racconti sulla sopravvivenza di un male antico in un'ambientazione moderna e realistica, e la sua convinzione che esistessero misteri nascosti sotto il velo della realtà, che fornì a Lovecraft ulteriore ispirazione e diede origine alla parte più matura e originale della sua opera. Nacque così il Ciclo di Cthulhu, col suo pantheon di divinità extra-dimensionali la cui esistenza si può indovinare da antichissimi miti e leggende. Il termine "Miti di Cthulhu" venne coniato dallo scrittore August Derleth, corrispondente di Lovecraft, dopo la sua morte; l'autore di Providence definiva scherzosamente la sua mitologia artificiale "Yog-Sothothery".
La prosa di Lovecraft risulta spesso antiquata, il che è riferibile alla sua formazione letteraria ricevuta dagli antichi volumi della biblioteca del nonno materno e al suo amore per le forme classiche (soprattutto per le forme derivanti dal latino o dal greco) di alcune parole. Spesso impiega varianti ortografiche e termini superati, termini riferibili al lessico esoterico e tentativi di trascrivere il dialetto locale che sono stati però definiti inaccurati e accondiscendenti. Lovecraft inoltre fa largo uso dell'inglese britannico (lui stesso si definiva anglofilo). Molto frequente, nelle sue descrizioni, il ricorso ad aggettivi quali "orribile", "mostruoso", "blasfemo"; nella sua già citata stroncatura di L'ombra venuta dal tempo, Edmund Wilson osserva maliziosamente: "Di sicuro, una delle regole principali per scrivere un efficace racconto dell'orrore è non usare mai nessuna di queste parole - specialmente se, alla fin fine, si finisce per descrivere un invisibile polpo fischiante."
Differente è l'opinione di Stephen King, ammiratore di Lovecraft - che definisce "geniale" quando deve rappresentare il macabro - il quale sostiene nel suo saggio On writing come il principale limite dell'autore di Providence fossero i dialoghi artificiosi che metteva in bocca ai suoi personaggi e osserva come lo stesso Lovecraft ne fosse probabilmente consapevole, dato che, delle milioni di parole da lui scritte nelle sue opere, meno di "cinquemila" siano state quelle in forma di discorso diretto.
Lovecraft, tuttavia, era relativamente sconosciuto fra i suoi contemporanei. Anche se le sue opere vennero pubblicate su importanti riviste come Weird Tales, ben pochi conoscevano il suo nome, e nulla, all'epoca della sua morte, avrebbe potuto far presagire il notevole successo che avrebbero raggiunto i suoi lavori. Non mancarono giudizi critici nei confronti del suo lavoro; Edmund Wilson, che pure ammirava il saggio di Lovecraft Supernatural Horror in Literature, stroncò nel suo Tales of the Marvellous and the Ridiculous il romanzo breve L'ombra venuta dal tempo, commentando: "l'unico vero orrore in molte di queste storie è l'orrore del cattivo gusto e della cattiva arte". Non di rado, le sue opere furono rifiutate: in particolare, il direttore di Weird Tales Wright respinse inizialmente racconti come La maschera di Innsmouth e Il richiamo di Cthulhu. In particolare, l'insuccesso di Alle montagne della follia - scritto nel 1931 ma pubblicato solo nel 1936 e in forma rimaneggiata - fece considerare a Lovecraft (che era, per natura, critico nei confronti dei propri lavori) l'idea di abbandonare la professione di scrittori:
« Dopotutto, può darsi che il mio rapporto con la letteratura fantastica debba essere quello del lettore attento, dello spettatore, e non dello scrittore/creatore. Non porterò a termine altri racconti a meno che non siano migliori dei precedenti, e nel frattempo continuerò a sperimentare.»

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.: TEMI LETTERARI :.



 
LA CONOSCENZA

Uno dei temi principali della maggior parte delle opere di Lovecraft è quello della conoscenza proibita. Alcuni critici sostengono che questo tema sia una conseguenza del disprezzo che Lovecraft prova nei confronti del mondo che lo circonda, costringendolo a cercare dentro di sé conoscenza e ispirazione[34]. Ne Il richiamo di Cthulhu (1926), Lovecraft scrive:
« Penso che la cosa più misericordiosa al mondo sia l'incapacità della mente umana di mettere in relazione i suoi molti contenuti. Viviamo su una placida isola d'ignoranza in mezzo a neri mari d'infinito e non era previsto che ce ne spingessimo troppo lontano. Le scienze, che finora hanno proseguito ognuna per la sua strada, non ci hanno arrecato troppo danno: ma la ricomposizione del quadro d'insieme ci aprirà, un giorno, visioni così terrificanti della realtà e del posto che noi occupiamo in essa, che o impazziremo per la rivelazione o fuggiremo dalla luce mortale nella pace e nella sicurezza di una nuova età oscura. »
Nei suoi scritti la ricerca della conoscenza proibita guida molti dei personaggi principali; tuttavia questa ricerca, sebbene eroica, si rivela spesso disperata. Quando si giunge alla conoscenza, la sanità mentale dei protagonisti, che giungono sempre a ricomporre questo "quadro d'insieme", definendo la trama degli stessi racconti, finisce spesso per essere minata; coloro che incontrano le manifestazioni "viventi" dell'incomprensibile hanno una elevata probabilità di impazzire. I personaggi che tentano di utilizzare per i propri fini questa conoscenza finiscono quasi sempre per affrontare un triste destino. A volte la loro attività attira l'attenzione di esseri malevoli; altre volte, nello spirito di Frankenstein, vengono distrutti dai mostri che loro stessi hanno creato.

IL DESTINO E IL PESSIMISMO COMISCO

Spesso nell'opera di Lovecraft il protagonista non ha controllo sulle sue stesse azioni o trova impossibile cambiare il proprio destino. Molti dei suoi personaggi potrebbero sottrarsi al pericolo semplicemente fuggendo, tuttavia questa possibilità o non si presenta o è in qualche modo resa impossibile da qualche forza esterna, come nel Colore venuto dallo spazio. Spesso i personaggi sono soggetti all'influenza compulsiva di potenti esseri malevoli o indifferenti. Come nel tema dell'inevitabilità del destino determinato dalla stirpe, la fuga, ed eventualmente la morte, non garantiscono alcuna salvezza. (La Cosa sulla soglia, L'Estraneo, Il caso di Charles Dexter Ward, ed altri). In qualche caso questo destino si manifesta per l'intera umanità e nessuna fuga è possibile (L'Ombra venuta dal tempo).
Diretta conseguenza di questa visione, secondo Lovecraft, i discendenti di una stirpe non possano sottrarsi alle conseguenze dei crimini commessi dai loro antenati, soprattutto nel caso in cui tali crimini siano atroci. I discendenti possono essere molto lontani sia nello spazio, sia nel tempo, sia nella colpa, dall'atto in sé, ma le conseguenze li colpiranno comunque. Esempi di ciò si possono trovare in I Topi nel Muro, La Paura in agguato, Arthur Jermyn, L'Alchimista, La maschera di Innsmouth e Il Caso di Charles Dexter Ward. Un esempio di crimine che Lovecraft considera sufficientemente odioso da generare tali conseguenze è il cannibalismo (Un'Illustrazione e una vecchia casa, e I Topi nel muro).
Strettamente legato al tema precedente è il pessimismo cupo e angoscioso che permea tutta l'opera di Lovecraft. Nella sua concezione, definita cosmicismo, gli esseri umani sono, nella scacchiera dell'universo, pedine insignificanti sovrastate da potenze sconosciute e terribili. Lovecraft sdegnò in modo pressoché sistematico ogni forma di "lieto fine"; non a caso, nelle sue storie i protagonisti sono spesso antieroi che vanno incontro a una fine tragica o appaiono solo come spettatori di vicende terrificanti, il cui esito non sono assolutamente in grado di modificare.
In una lettera a Natalie H. Wooley del 1933 Lovecraft esprime pessimismo nei confronti della possibilità di contatti con altre razze aliene (che, in caso di esistenza, ipotizza potrebbero essere estremamente differenti da quella umana), al contrario della letteratura fantascientifica del tempo che li proponeva ottimisticamente come vicini e possibili.

LA CIVILTÀ E IL GENERE UMANO

« Il sentimento più forte e più antico dell'animo umano è la paura, e la paura più grande è quella dell'ignoto. »
(H. P. Lovecraft, Supernatural Horror in Literature)

Lovecraft, influenzato dalle idee di Oswald Spengler e di Friedrich Nietzsche, spesso affronta l'idea della civiltà che combatte con elementi barbarici e primitivi. In qualche racconto questa lotta si manifesta a livello individuale; molti dei suoi protagonisti sono uomini acculturati, di istruzione elevata, che vengono progressivamente corrotti da influenze malvagie. In questi racconti la "maledizione" è spesso ereditaria, sia a causa di ibridazioni con creature non-umane (La verità sul defunto Arthur Germyn e la sua famiglia (1920), L'ombra su Innsmouth (1931) o attraverso un'influenza magica diretta (Il Caso di Charles Dexter Ward).
Il degrado fisico spesso si accompagna al degrado psicologico; quest'attenzione al tema del "sangue corrotto" potrebbe essere stata influenzata dalla storia familiare di Lovecraft; si ricordi che il padre dello scrittore morì di sifilide. In altri racconti un'intera società è minacciata dalla barbarie che qualche volta si manifesta come minaccia esterna con una razza civilizzata distrutta in una guerra (La Stella polare). Altre volte un isolato avamposto dell'umanità cade nella decadenza e nell'atavismo senza interventi esterni (La Paura in agguato). Più spesso i racconti descrivono una civiltà che viene gradualmente minata alle sue basi da una malevola classe inferiore influenzata da esseri inumani.
Gli esseri dei miti lovecraftiani spesso hanno servitori umani (o quasi umani); Cthulhu, ad esempio, viene venerato, pur con nomi diversi, in alcuni culti diffusi presso gli eschimesi della Groenlandia e in Louisiana da seguaci della religione Voodoo ma anche in molte altre parti del mondo. Questi seguaci servono spesso a Lovecraft come accorgimenti narrativi. Molti esseri dei Miti sono troppo potenti per essere sconfitti da esseri umani e solo la loro vista risulta essere talmente terrificante da generare un'immediata pazzia. Poiché i suoi personaggi hanno a che fare con esseri di questo genere, Lovecraft ha bisogno di fornire gli elementi per comprendere il racconto e creare tensione senza che la narrazione finisca prematuramente. I servitori umani consentono di rivelare informazioni sui loro "dei", anche se in forma edulcorata, e rendono anche possibile l'ottenimento da parte dei protagonisti di temporanee vittorie. Lovecraft, come i suoi contemporanei, considerava i "selvaggi" come più vicini alla natura; ciò significava, nel suo caso, essere più vicini a Cthulhu.

LA RELIGIONE E IL SOGNO

Per quanto riguarda la tematica religiosa, sebbene Lovecraft si dichiarasse vicino all'ateismo, nella sua narrativa il tema del misoteismo ("odio nei confronti della divinità") e del malteismo erano ricorrenti; infatti, in molte opere di Lovecraft vi sono eventi e personaggi che non credono a un amore o a una protezione divina. I suoi scenari sono governati da diversi pantheon di divinità distinte, che sono indifferenti o attivamente ostili all'umanità, in contrasto a quanto si trova nella Genesi e nelle storie della creazione di altre religioni.
I personaggi protagonisti sono spesso uomini istruiti che prediligono le ragioni delle scienze fisiche su quelle delle sacre scritture. In Herbert West–Reanimator riflette sull'ateismo comune nei circoli accademici. Anche in Attraverso le porte della Chiave d'Argento, il personaggio di Randolph Carter tenta, dopo aver perso la possibilità di sognare, di cercare conforto nella religione, in particolare nella chiesa congregazionale, ma non lo trova e perde in ultima analisi, la fede.
Lo stesso tema del sogno è ricorrente nelle opere di Lovecraft; infatti, in numerosi suoi testi, la dimensione onirica assume un ruolo fondamentale, dalle visioni dei personaggi di Oltre il muro del sonno, Polaris e Hypnos ai sogni strani e sgradevoli del narratore di Dagon, dagli incubi collettivi de Il richiamo di Cthulhu a quelli angoscianti di Walter Gilman in La casa delle streghe. D'altronde, non di rado per Lovecraft i suoi sogni rappresentavano lo spunto di partenza per scrivere una nuova opera. Un esempio di racconto ispirato da un sogno è La dichiarazione di Randolph Carter, che, come Lovecraft scrisse a Galpin, si basava su un incubo in cui lo scrittore e l'amico Samuel Loveman rinvenivano un'antica tomba.

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Un ringraziare.gif djarok come ideatore di questo Ciclo,
ed a tutti i contributors ed a tutto lo staff di TNTVillage,
per la grande disponibilità e pazienza.


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Messaggio modificato da auramasda il Jan 15 2017, 05:49 PM

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auramasda
Inviato il: Oct 8 2013, 03:52 PM
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Il Necronomicon è probabilmente il più famoso pseudobiblium, cioè un libro mai scritto ma citato come se fosse vero in libri realmente esistenti, creato dallo scrittore statunitense Howard Phillips Lovecraft per dare verosimiglianza ai propri racconti, che diventò gradualmente un gioco intellettuale quando anche altri scrittori cominciarono a citarlo nei loro racconti di genere horror o fantascientifico. Lo stesso Lovecraft fu quasi costretto, a un certo punto, a confessare che il Necronomicon era una sua invenzione quando si accorse che troppi suoi lettori lo avevano preso sul serio; ed anche oggi non mancano persone che credono alla reale esistenza del Necronomicon.
Secondo Lovecraft, il Necronomicon (in arabo: Al Azif) sarebbe un testo di magia nera redatto dall'"arabo pazzo" Abdul Alhazred, vissuto nello Yemen nell'VIII secolo e morto a Damasco in circostanze misteriose: Lovecraft immagina che fosse stato fatto a pezzi in pieno giorno da un essere invisibile. Il nome Alhazred sarebbe un raffinato gioco di parole costruito sul significato nascosto dell'inglese "all has read", ovvero "ha letto tutto".


ETIMOLOGIA

In una lettera Lovecraft sostiene che il titolo, apparsogli in sogno, significa La descrizione delle Leggi dei Morti (o che governano i Morti), significato derivato dalle parole greche nekros (cadavere), nomos (legge) ed eikon (immagine, descrizione). La traduzione più comune è, invece, Libro dei Nomi dei Morti, perché fanno derivare il secondo segmento del titolo dal greco onoma (nome, titolo di libro).
Altre ipotesi sono Le consuetudini dei Morti (da nomos = legge, uso, costume) oppure Guida alla terra dei Morti (da nom- = spazio, distretto, regione) oppure ancora Il Libro del Legislatore Morto (da nomikos = legislatore).

STORIA

« La notte s'apre sull'orlo dell'abisso. Le porte dell'inferno sono chiuse: a tuo rischio le tenti. Al tuo richiamo si desterà qualcosa per risponderti. Questo regalo lascio all'umanità: ecco le chiavi. Cerca le serrature; sii soddisfatto. Ma ascolta ciò che dice Abdul Alhazred: per primo io le ho trovate: e sono pazzo. »
(dalla prefazione al Necronomicon.)
Secondo Lovecraft il titolo originale dell'opera è Al Azif, un termine arabo che sarebbe usato per indicare i suoni notturni prodotti da certi insetti, ma che la tradizione popolare identifica con il linguaggio dei demoni.
L'autore di questo libro sarebbe un certo Abdul Alhazred, un poeta pazzo di San'a, nello Yemen, probabilmente vissuto nel periodo omayyade (VII-VIII secolo) e che passò gli ultimi anni di vita a Damasco, dove scrisse il libro, intorno al 730, e dove morì, nel 738, in circostanze misteriose. Il libro conterrebbe un racconto mitologico sui Grandi Antichi, la loro storia e i metodi per invocarli. Del libro fu fatta una traduzione in greco ad opera di Teodoro Fileta (responsabile anche del nome greco Necronomicon), forse un monaco ortodosso di Costantinopoli, nel 950 e una in latino ad opera del danese Olaus Wormius nel 1228 (in realtà, il vero Olaus Wormius/Ole Worm è vissuto tra il XVI e il XVII secolo), il quale annota nella prefazione come l'originale arabo fosse già considerato perduto ai suoi tempi.
La versione latina fu stampata due volte: una prima volta in caratteri gotici, presumibilmente in Germania, nel XV secolo; una seconda volta nel XVII secolo, probabilmente in Spagna. Il mago elisabettiano John Dee e il suo assistente Edward Kelley entrarono in possesso di una copia del Necronomicon a Praga, durante una visita all'imperatore "occultista" Rodolfo II e si ritiene che ne abbiano fatto una traduzione in inglese, della quale rimangono solo alcuni frammenti. Sembra che già dal medioevo il libro fosse stato messo all'indice dalla Chiesa cristiana e poi, via via, da tutte le religioni organizzate del mondo. Nel recente ‘'I Libri dell'Abisso'’ (ISBN 978-88-89713-47-1), Roberto Volterri, dopo aver compiute approfondite ricerche anche su errate indicazioni riportate ad arte in vari libri editi in Italia, sostiene che il Necronomicon non sia del tutto un'invenzione letteraria di Lovecraft ma che questo psudobiblium abbia tratto spunto da informazioni avute da Sonia Greene, già discepola di Aleister Crowley, per pochi anni consorte del ‘Solitario di Providence'.

CRONOLOGIA

730 - Abdul Alhazred scrive a Damasco il libro Al Azif.
950 - Teodoro Fileta a Costantinopoli traduce in greco Al Azif con il titolo Necronomicon.
1050 - Il Patriarca Michele ordina la distruzione delle copie tradotte in greco. Il testo arabo originale sparisce.
1070 - Teofilatto traduce di nuovo in greco Al Azif.
1228 - Olaus Wormius traduce in latino il testo in greco del Necronomicon.
1232 - Papa Gregorio IX ordina la distruzione delle copie in greco e latino del Necronomicon.
XV secolo - Edizione tedesca in caratteri gotici della traduzione latina.
1472 - Edizione di Lione (Francia) della traduzione latina di Olaus Wormius.
1550 - Edizione italiana del testo in greco.
1580 o 1586 - Traduzione inglese del Necronomicon latino, frammentaria e mai stampata, ad opera di John Dee e Edward Kelly.
1598 - Altra versione inglese del Necronomicon latino, ad opera del barone Federico I del Sussex che la intitola Cultus Maleficarum, meglio nota come Manoscritto del Sussex.
1622 - Edizione spagnola della traduzione latina.

COPIE CONOSCIUTE

È stato possibile stilare un elenco delle copie conosciute del Necronomicon (nella finzione letteraria, ovviamente) in base alle tracce fornite nei loro racconti dai seguenti scrittori: Bergier, Derleth, Di Tillio, Edwards, Elliott, Hamblin, Herber, Kuttner, Lovecraft, Lumley, Schorer, Willis, Wilson.

Una copia, unica al mondo, dell'edizione originale araba, si dovrebbe trovare nella biblioteca della grande lamaseria della Città Senza Nome, in Mongolia.
Bibliotèque nationale di Parigi, Francia. Edizione spagnola (Madrid, 1630 circa) della traduzione latina di Olaus Wormius.
Museo Egizio del Cairo, Egitto. Edizione italiana (Roma, 1550 circa) della versione greca di Teodoro Fileta.
Chiesa della Saggezza Stellare di Providence, Rhode Island, USA. Edizione del XVII secolo (incerto se si tratti della edizione tedesca o spagnola) della traduzione latina di Olaus Wormius.
Field Museum, Chicago, Illinois, USA. Copia in lingua ed edizione ignote.
Widener Library, Harvard University, Cambridge, Massachusetts, USA. Edizione spagnola (Madrid, 1630 circa) della traduzione latina di Olaus Wormius.
Kester Library, Salem, Massachusetts, USA. Edizione tedesca in caratteri gotici (Norimberga, fine XV secolo) della traduzione latina di Olaus Wormius.
Magyar Tudomanyos Akademia Orientalisztikai Kozlemenyei, Budapest, Ungheria. Copia manoscritta dell'originale arabo Al-Azif (dispersa)
Miskatonic University, Arkham, Massachusetts, USA. Edizione spagnola completa (Madrid, 1630 circa) della traduzione latina di Olaus Wormius.
Miskatonic University, Arkham, Massachusetts, USA. Manoscritto parziale in inglese intitolato Al-Azif, appartenuto fino al 1924 ad Ambrose Dewart.
Miskatonic University, Arkham, Massachusetts, USA. Copia frammentaria della traduzione di John Dee appartenuta alla famiglia Whateley fino al 1928.
British Museum, Londra, Regno Unito. Edizione tedesca in caratteri gotici (Norimberga, fine XV secolo) della traduzione latina di Olaus Wormius, con traduzione in inglese ad opera di Henrietta Montague.
San Marcos University, Lima, Perù. Edizione italiana (Roma, 1550 circa) della traduzione in greco di Teodoro Fileta.
Università di Buenos Aires, Argentina. Edizione spagnola (Madrid, 1630 circa) della traduzione in latino di Olaus Wormius.
Biblioteca Vaticana, Città del Vaticano. Edizione tedesca in caratteri gotici (Norimberga, fine XV secolo) della traduzione latina di Olaus Wormius.
Biblioteca Vaticana, Città del Vaticano. Manoscritto greco attribuito a Michele Psello ma in realtà traduzione di Teofilatto di Al Azif.
Zebulon Pharr Collection, Costa Occidentale degli USA. Copia non identificata della traduzione in latino.
Biblioteca Centrale dell'Università della California, Los Angeles, USA. Edizione spagnola (Toledo, 1647) della traduzione latina di Olaus Wormius.
Biblioteca Pio XII, Università di Saint Louis, Louisiana, USA. Microfilm della edizione tedesca in caratteri gotici (Norimberga, fine XV secolo) della traduzione latina di Olaus Wormius, conservata presso la Biblioteca Vaticana.

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Tutti gli appassionati dei miti di Cthulhu, prima o poi, nel corso delle loro letture, si saranno sicuramente trovati di fronte a delle descrizioni più o meno sibilline di strani libri, dai titoli spesso impronunciabili; libri segreti, di scarsa reperibilità, dal contenuto osceno e blasfemo, il più delle volte scritto in lingue morte o sconosciute, tanto da poter creare un’ideale “Biblioteca di Cthulhu”. Tali testi si possono efficacemente etichettare sotto la definizione di pseudobiblia, libri cioè immaginari, creati da vari autori con il solo scopo del puro artificio narrativo che andrò ora ad elencarvi:

LIBRO SEGRETO DI HALI

Scritto dallo sciamano mistico Hali, questo libro descrive i riti e i misteri dell’antica e misteriosa città di Carcosa, visitata tramite la sua proiezione astrale.
Inventato dallo scrittore Ambrose Bierce nel 1886 fu il primo pseudobiblio mistico a cui faranno riferimento vari autori sia direttamente come ne “Il Re in giallo” o come nel caso di Lovecraft citando solo alcune delle sue entità come Hastur.

IL RE IN GIALLO

Chiunque leggerà questo libro perderà la ragione e sarà marchiato col simbolo del Re: “Il Segno giallo”.
Questo libro fa la sua prima comparsa nell’opera omonima di Robert W. Chambers nel 1895. L’autore riprende e sviluppa i temi creati da Ambrose Bierce di Carcosa, di Hali e di Hastur, aggiungendo la misteriosa entità del Re in giallo, anch’esso verrà citato da Lovecraft e dai suoi successori come un Grande Antico.

I LIBRI DI THOTH

Sono quarantadue rotoli di papiro redatti e lasciati sulla terra dal dio egizio Thoth nei quali si troverebbero i segreti del cielo e della terra nonché predizioni di eventi planetari futuri. Un libro di Toth è riportato per intero all’interno del Necronomicon.

I MANOSCRITTI PNAKOTICI

Questi manoscritti risalgono a un'epoca anteriore alla comparsa dell'uomo sulla Terra. Pare che la Grande Razza di Yith abbia redatto i primi cinque capitoli del testo, nei quali si trova una dettagliata descrizione della storia del popolo Yith. Altri attribuiscono la paternità del tomo ai Grandi Antichi.
I manoscritti, originariamente scritti su rotoli di pergamena, erano conservati nella biblioteca della città Yith di Pnakotus.
I primi esseri umani che entrarono in possesso di questi manoscritti appartenevano al popolo di Lomar, in seguito passarono nelle mani degli Hyperboreani e vennero tradotti nella lingua dei nuovi possessori.
Gli appartenenti al culto segreto denominato "Fratellanza Pnakotica" hanno protetto il manoscritto fino a epoche più recenti, traducendolo in greco antico. Parrebbe inoltre che nel XV secolo uno scriba sconosciuto abbia tradotto il tomo in inglese.
Tutti gli originali del manoscritto sembrerebbero essere andati perduti, ma una copia potrebbe essere ancora custodita nel tempio di Ulthar, leggendaria città eretta in onore di Ulthar emissario degli Dei Esterni inviato per controllare l’operato dei Grandi Antichi.
Anche questo libro come il Necronomicon è stato inventato da Lovecraft e viene citato in cinque suoi racconti.

I SETTE LIBRI CRIPTICI DI HSAN

Testi che descrivono gli Dei Esterni e i rituali per evocarli, come per i Manoscritti Pnakotici l’unica copia esistente si troverebbe nel tempio di Ulthar.
Compaiono in un Racconto di Lovecraft.

TESTO DI R’LYEH

Il Testo di R’Lyeh è conosciuto solo attraverso citazioni, scritto 13.000 anni prima di Cristo da un autore ignoto su tavolette d’argilla, a seconda delle fonti sono o tutte distrutte o ci sono delle copie autentiche riportate su pergamena risalenti al 300 a.C. ritrovate in remote aree della Cina.
Il libro parla degli Antichi delle profondità: Padre Dagon, Madre Hydra, il Grande Cthulhu, i suoi presunti figli Zoth-Ommog e Ghatanothoa e dei suoi servi. Descrive l’inabissamento di Mu e R’Lyeh e fa previsioni su quando riemergeranno.
Anche questa è una creazione di Lovecraft.

LIBRO DI AZATHOTH

Il libro è in possesso di Nyarlathotep nella sua forma di uomo di colore, chiunque lo firmi col sangue giura fedeltà e obbedienza agli Dei Esterni.
Compare in un racconto di Lovecraft, successevi autori riprenderanno il tema.

I CANTI DI DHOL

Poco si sa di questo testo tranne che è presente nella fornitissima biblioteca della Miskatonic University e che contiene i canti tradizionali delle creature non umane che popolavano l'arido altopiano di Leng.
È il meno citato tra tutti gli pseudobiblia di Lovecraft.

IL LIBRO DI EIBON

Detto anche Liber Ivonis, è la raccolta d'incantesimi compilata dal mago della città Hyperborea di Iqqua, Eibon, del suo viaggio nell’ultraterrena valle di Pnath e sul pianeta Shaggai, nonché dei rituali per venerare Zhothaqquah e metodi per uccidere la progenie dei Grandi Antichi. L'originale, scritto nella lingua iperborea, è andato perduto, la versione odierna, rimaneggiata e trasformata dai molti passaggi di traduzione, è quella medievale, in francese aulico, usata da un gruppo di stregoni e satanisti, esisterebbe un’altra copia in latino di Philippus Faber reperibile presso la solita biblioteca della Miskatonic University di Arkham.
Questo libro fu suggerito a Lovecraft dal suo amico scrittore Clark Ashton Smith che ne fece ampliamente uso nei suoi racconti.

IL TESTAMENTO DI CARNAMAGOS

Si tratta dell'opera di un oscuro negromante vissuto nel nord Africa ai tempi della lontanissima civiltà pre-egizia. La prima versione fu scritta dallo stesso Carnamagos in rotoli di papiro sotto forma di geroglifici. In epoca romana, fu trovata quindi un altra pergamena in una tomba presso Creta. Questa pergamena fu tradotta in latino da un monaco medievale. Passata attraverso mille mani è oggi rilegata in pelle di zigrino con fermagli in ossa umane. Il libro parla di Quachil Uttaus e di altri Grandi Antichi.
Fu creato da Clark Ashton Smith.

PERGAMENE DI PNOM

Contengono la dettagliata genealogia degli dei Hyperborei, in particolare Tsathoggua, e dei loro poteri.
Ne scrive Clark Ashton Smith nei suoi racconti.

UNAUSPRECHLICHEN KULTEN

Raccolta di testi e rituali segreti (appunto, Culti Innominabili ) di ogni parte del mondo, compilata dal tedesco Von Juntz e pubblicata per la prima volta a Dusseldorf nel 1839. Questa prima edizione, l'unica integrale, conosciuta anche come il Libro Nero (The Black Book), fu ritirata subito dalla circolazione e distrutta, al giorno d'oggi esisterebbero solo sette copie della versione originale, con la copertina in pelle nera chiusa da borchie di ferro.
Fu citata per la prima volta in un racconto di Robert E. Howard.

DE VERMIS MYSTERIIS

Ludvig Prinn scrisse questo putrido libro in carcere, a Bruxelles, alla vigilia della sua esecuzione: condannato a salire sul rogo in espiazione di atti di stregoneria. I suoi Misteri del Verme furono stampati in una versione latina a Colonia l'anno dopo la sua morte. Queste formule magiche permettono di evocare orrori extradimensionali e parla di alcuni Grandi Antichi come Cthulhu e Yig.
Questo libro fu creato da Robert Bloch, grande ammiratore di Lovecraft a cui concesse di far morire uno dei suoi personaggi, viene inoltre citato da Stephen King in un paio di suoi libri.

I RITI NERI

Opera del mistico Luvenhkeraphf, sacerdote di Bast. Si tratta chiaramente di un riferimento scherzoso ad H.P. Lovecraft, ideato da Robert Bloch, non nuovo a questi kalembour.

FRAMMENTI DI CELAENO

Celaeno è una stella delle Pleiadi e il nome del quarto pianeta, dove il professor Laban Shrewsbury e i suoi compagni trovano una grande biblioteca aliena che li protegge dalla progenie di Cthulhu. I frammenti sono una trascrizione di quanto viene ricordato delle traduzioni dei libri alieni.
Inventati da August Derleth.

CULTES DES GHOULES

Questo libro, di argomento facilmente riconoscibile, fu scritto dal Comte D'Erlette, gentiluomo francese giunto in America ai primi del '700.
Fu ideato da Robert Bloch anche se August Derleth tentò di attribuirsene il merito cosa sempre negata sia da Bloch che da Lovecraft, il libro è citato da vari autori di horror contemporaneo come Caitlin R. Kiernan.

IL LIBRO DI SETH BISHOP

Più che un libro a se stante è da considerarsi una vera e propria antologia del male, questo libro raccoglie estratti dal Necronomicon, dal Cultes des Ghoules, dai Manoscritti Pnakotici, e dal Testo di R'Lyeh. Il vecchio Seth Bishop, stregone e servo degli Antichi, compilò quest'opera tra il 1919 ed il 1923; la copia che si conosce, è manoscritta, formato In-Folio, e rilegata in legno.
Comparso nei racconti di August Derleth.

RIVELAZIONI DI GLAAKI

Libro rituale dei sacerdoti di Yigolonac; una specie di Bibbia blasfema, scritta grazie ad una guida sovrannaturale. Secondo John Ramsey Campbell, le Rivelazioni di Glaaki sono contenute in dodici volumi, manoscritti databili ai primi del '900; il dodicesimo volume, il più terribile, fu distrutto nel 1969 da Sam Strutt, poco prima della sua orribile morte.

I FRAMMENTI DI G'HARNE

Sono frammenti di ossidiana o un’altra pietra nera e vetrosa, miracolosamente conservati ricoperti di scritture cuneiformi risalenti all'epoca pretriassica (antecedenti l’uomo), furono trovati in Africa da Sir Amery Wendy-Smith verso il 1932, e tradotti in seguito dallo stesso scienziato. Parlano della città perduta di G'Harne situata nel sud del Sahara e territorio di caccia degli Chtoni.
Creati da Brian Lumley.

CTHÄAT AQUADINGEN

Il titolo si può tradurre come "Compendio delle COSE delle acque". Di autore ignoto (probabilmente tedesco; forse un seguace di Von Juntz), di quest'opera si conosce un solo esemplare rilegato in cuoio, con borchie in ferro. Parla degli Antichi delle profondità in special modo di Ubbo-Sathla.
Anche questo è stato ideato da Brian Lumley.

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I Grandi Antichi sono creature semidivine maligne giunte sulla Terra dalle stelle ancora prima della comparsa della specie umana. Per ere interminabili essi hanno dominato il mondo ed edificato incredibili città, ma il loro potere era legato alle stelle e quando la configurazione cosmica mutò si dovettero ritirare nelle catacombe della città sottomarina di R'lyeh. Qui essi ancora giacciono in un sonno più profondo della morte, in attesa di risvegliarsi il giorno in cui le stelle torneranno propizie.

Come recita il grimorio maledetto del Necronomicon:
« Non è morto ciò che può attendere in eterno, e in strani eoni anche la morte può morire. »

Il rituale di resurrezione dei Grandi Antichi ha però bisogno di un iniziale intervento esterno, in quanto lo stesso incantesimo che li tiene in vita impedisce loro di liberarsi da soli. Per questa ragione le divinità (in particolare Cthulhu) hanno da sempre cercato di comunicare con gli uomini, influenzandone i sogni e adulandoli con promesse di piaceri e poteri infiniti.
Il culto è famigerato per l'uso di ritornelli orrendi e apparentemente insensati, come «Ph'nglui mglw'nafh Cthulhu R'lyeh wgah'nagl fhtagn», che significa «Nella sua dimora a R'lyeh il morto Cthulhu attende sognando», spesso abbreviato in «Cthulhu fhtagn» che in R'lyehano sarebbe scritto:

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Nonostante la loro enorme potenza essi sono i servitori di altre creature immensamente più potenti, gli Dei Esterni che vivono zone dell'universo con un gran numero di dimensioni.

ELENCO DEI GRANDI ANTICHI CONOSCIUTI
  • Aphoom-Zhah: La Fredda Fiamma, Signore del Polo. Appare come un'enorme fiamma grigia.
  • Arwassa: Colui che urla silenzioso sulla collina. Appare come un'enorme massa fluttuante.
  • Atlach-Nacha: Il Dio Ragno, Oscuro Tessitore. Appare come un gigantesco ragno con il volto dalle fattezze umane.
  • Baoht Z'uqqa-Mogg: Il portatore di pestilenze. Appare come un enorme scorpione volante
  • Basatan: Il Signore dei Granchi
  • Bokrug: La Grande Lucertola d'acqua, La Rovina di Sarnath. Appare come una lucertola gigante.
  • Bugg-Shash: L'Oscuro, Colui che viene dalle tenebre. Appare come una massa melmosa piena di occhi e fauci.
  • Byatis: Il Rospo di Berkeley, Il Serpente barbuto. Appare come un gigantesco granchio dotato di proboscide.
  • Chaugnar Faugn/Caug-Narfagn: L'Orrore delle colline, Colui che nutre. Appare come un umanoide con la testa di elefante.
  • Cthugha: La Fiamma Vivente, Colui che arde. Appare come una sfera infuocata
  • Cthulhu/Kthulhut/Tulu: Il Dormiente, Il Signore di R'lyeh, Il Grande Sacerdote. Appare come un gigantesco umanoide alato di colore verde in decomposizione, dotato di lunghe braccia con grandi artigli e con la testa di polpo.
  • Cthylla: La Figlia segreta di Cthulhu. Appare come un enorme polpo a sei occhi di colore scarlatto con otto tentacoli, quattro tentacoli retrattili e un paio di ali.
  • Cyäegha: L'Occhio distruttore, Colui che attende nell'oscurità. Appare come un gigantesco occhio circondato da tentacoli.
  • Cynothoglys: L'imbalsamatrice. Appare come un'entità senza forma con un unico arto.
  • Eihort: La Bestia pallida, Il Dio del labirinto. Appare come un enorme, pallido e gelatinoso ovale con miriadi di occhi e arti.
  • Padre Dagon e Madre Hydra: Entrambi appaiono come Abitatori del profondo di taglia enorme.
  • Ghadamon: Il Seme di Azathoth. Appare come una scura e informe massa protoplasmica.
  • Ghatanothoa: L'Usurpatore, Il Dio del Vulcano. Appare come un amorfo insieme di appendici e grotteschi arti; è troppo orripilante per essere guardato, e chi osasse farlo verrebbe pietrificato all'istante.
  • Ghisguth: Il Suono degli abissi. Appare come una mostruosa balena di circa 20 metri con due tentacoli al posto della lingua.
  • Glaaki: L'abitante del lago, Il Signore degli incubi. Appare come una lumaca gigante ricoperta di aculei metallici.
  • Ghluun: Il Corruttore della carne, Signore del Tempio. Appare come una mostruosa lumaca di mare.
  • Gol-goroth: Il Dimenticato, Il Dio della Pietra Nera. Appare come un gigantesco rospo nero luminescente.
  • Hastur: L'Innominabile, Colui che non deve essere nominato, Il Signore degli spazi interstellari, Il Re in Giallo. Appare come una creatura umanoide vestita con una tunica gialla, dal volto incappucciato e nascosto nell'ombra, con svariati tentacoli grigi che escono al di sotto della tunica.
  • Hziulquoigmnzhah: Appare come una sfera con lunghe braccia, gambe corte e una testa attaccata in basso come un pendolo.
  • L'Idolo Cieco: L'abitatore degli abissi. Appare come un enorme rettile senza occhi.
  • Iod: Il Cacciatore Scintillante. Appare come una sinuosa e ardente creatura volante
  • Ithaqua: Colui che cammina col vento, Il Dio del freddo silenzio bianco. Appare come un orribile gigante ghiacciato.
  • Juk-Shabb: Il Dio di Yekub. Appare come una grande bolla di energia.
  • M'Nagalah l'Eterno: Il Grande Dio Cancro, Colui che tutto consuma. Appare come una gigantesca massa tumorale.
  • Mnomquah: Il Signore del Lago Nero. Appare come un'enorme lucertola senza occhi e con numerose antenne.
  • Mordiggian: Il Grande Ghoul, Il Signore di Zul-Bha-Sair. Appare come un orribile gigante senza occhi e arti, simile a un verme.
  • Nug e Yeb: I Gemelli blasfemi. Appaiono simili a Shub-Niggurath.
  • Nyogtha: La Cosa che non dovrebbe esistere, Il Cacciatore degli abissi rossi. Appare come un'ombra nera
  • Oorn: Appare come un enorme mollusco tentacolato.
  • Othuum: Colui che riposa nel verde. Appare come un ciclope con quattro gambe.
  • Othuyeg: Colui che passeggia fra le rovine. Appare simile a Cyäegha.
  • Quachil Uttaus: Colui che calpesta la polvere. Appare come una mummia raggrinzita con lunghi artigli.
  • Q'yth-az: Appare come un'entità cristallina.
  • Rhan-Tegoth: Colui che siede sul trono d'avorio. Appare come un alto umanoide dotato di grosse chele.
  • Rlim Shaikorth Il Verme Bianco. Appare come un gigantesco verme con grandi fauci e occhi globulari che grondano sangue.
  • Saa'itii: Il Maiale. Appare come un gigantesco maiale spettrale.
  • Shathak: Signora della melma degli abissi, Morte Rinata, Madre del Kraken. Appare come un kraken di 20 metri con tentacoli lunghissimi.
  • Shudde M'ell: Colui che scava nel profondo, Il Grande Chthoniano. Appare come un colossale verme tentacolato.
  • Summanus: Il Monarca della Night, Il Terrore che cammina nell'oscurità. Un grottesco umanoide senza bocca e dotato di tentacoli.
  • Tsathoggua/Zhothaqqua/Sadagowah: Il Dormiente di N'kai, Il Dio-rospo. Appare come un enorme rospo peloso.
  • Vulthoom/Gsarthotegga: Il Dormiente di Ravermos. Appare come un'enorme pianta.
  • Il Verme che rosicchia nell'oscurità: La Rovina di Shaggai. Appare come un enorme demone dalla forma di verme.
  • Y'golonac Il Contaminatore: Appare come un umanoide incredibilmente obeso e senza cranio, con una bocca su ciascun palmo delle mani.
  • Yhoundeh: La Dea Alce
  • Yibb-Tstll: Colui che osserva nella radura. Appare come un gigantesco umanoide con ali di pipistrello.
  • Yig: Padre dei Serpenti. Appare come un umanoide squamoso dal vago aspetto di serpente.
  • Ythogtha: La Cosa nella miniera. Appare come un colossale ciclope simile agli abitatori del profondo.
  • Zathog: Colui che annebbia, Il Tentatore di chi cerca il male. Appare come un umanoide di colore viola-arancione dotato di proboscide, braccia muscolose e corna di antilope.
  • Zhar e Lloigor: L'Oscenità gemella. Appaiono come colossali masse di tentacoli.
  • Zoth-Ommog: Colui che dimora nell'abisso. Appare come una gigantesca entità con un corpo a forma di cono, una testa di rettile e braccia simili a stelle marine
  • Zstylzhemghi: Matriara degli sciami
  • Zushakon/Zul-Che-Quon/Zuchequon: L'Oscuro silente, La Notte Antica. Appare come un vortice nero.
  • Zvilpogghua/Ossadagowah Il Demone del cielo: Appare come un gigantesco rospo alato con tentacoli al posto del volto.

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Leggendo l'opera di Lovecraft, ci si rende conto che per lo scrittore di Providence le benevoli divinità inventate dall'Uomo sono solo – appunto – delle pietose bugie. Tutte le divinità dei Miti sono infatti malvagie e indifferenti. Sono ben pochi gli Dei Esterni ai quali sia associato un nome. A differenza dei Grandi Antichi, i quali assumono le sembianze di orrendi mostri alieni, essi si manifestano come vere e proprie divinità, oppure come incarnazione di alcune Leggi Cosmiche, anche se alcuni di Essi vengono talvolta descritti con una precisa forma come Shub-Niggurath, un Capro Nero o Nyarlathotep che appare a volte come un uomo olivastro e altre come un gigantesco mostro con tre zampe e un osceno tentacolo al posto della testa o Yog-Sothoth come un gigantesco agglomerato di bulbi che appaiono e scompaiono.
Nel racconto L'orrore di Dunwich, Essi sono citati in un intero passo del Necronomicon, che li descrive come «cugini» del Grande Cthulhu, che «può appena intravederLi», mentre sono del tutto invisibili all'Umanità.
Il loro signore è Azathoth il dio cieco e idiota che gorgoglia e bestemmia al centro dell'Universo, è interessante notare che, coerentemente con la visione cinica e pessimista di Lovecraft, Azathoth, lungi dall'essere considerato un Dio onnipotente/onnisciente nella tradizione giudaico/cristiana, viene descritto come "cieco e idiota", intento a "gorgogliare blasfemità" mentre si contorce al suono dei flauti.
Tutti gli Dei Esterni sono creature iperdimensionali, cioè hanno più di tre dimensioni. Più ci si avvicina al centro dell'universo, la corte di Azathoth, più le dimensioni aumentano e con loro la malvagità intrinseca dei luoghi e delle creature che vi vivono. La Terra esistendo un uno spazio con solo tre dimensioni si trova nel punto più distante dalla corte di Azathoth e dalla sua malvagità. Lovecraft però ci avverte che nonostante questa lontananza gli uomini sono comunque proni al male e che il bene è un'aberrazione momentanea della razza umana, soltanto astraendoci verso la dimensione zero, cioè una dimensione onirica di puro pensiero potremo veramente liberarci delle catene che ci legano ad Azathoth.

Azathoth
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Azathoth è il più potente degli Dei Esterni e viene descritto come "il dio cieco e idiota che gorgoglia e bestemmia al centro dell'Universo". Alcune leggende dicono che fu lui a dar vita all'universo. Un tempo il suo intelletto eguagliava il suo immenso potere, ma un qualche evento (forse una guerra inter-dimensionale) ha causato la distruzione della sua mente.
Ora farfuglia sul suo trono al centro dell'universo, in un posto chiamato la Corte di Azathoth. Mentre Azathoth rimane in questo stato di incoscienza, il resto degli Dèi Esterni balla ininterrottamente per lui. Non è conosciuta né l'esatta natura di questa danza, né la ragione per cui viene messa in atto, ma si sospetta che sia per prevenire il risveglio del dormiente. Infatti, se Azathoth si risvegliasse, potrebbe ordinare la distruzione dell'universo, compito che spetterebbe a Nyarlathotep. O forse l'universo è solo un sogno di Azathoth e se lui si svegliasse esso cesserebbe semplicemente di esistere.
Normalmente Azathoth appare come una massa informe e caotica, anche se quando viene evocato assume spesso delle forme ben definite.
Si dice che sia una personificazione della forza nucleare debole, infatti la formula del De Vermiis Mysteriis per evocare Azathoth richiede una gran quantità di materiale fissile.

Nyarlathotep
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« E su tutto, in questo ripugnante cimitero dell'universo, si ode un sordo e pazzesco rullìo di tamburi, un sottile e monotono lamento di flauti blasfemi che giungono da stanze inconcepibili, senza luce, di là dal Tempo; la detestabile cacofonia al cui ritmo danzano lenti, goffi e assurdi, giganteschi, tenebrosi ultimi dèi. Le cieche, mute, stolide abominazioni la cui anima è Nyarlathotep. »
(H. P. Lovecraft, Nyarlathotep)

Nyarlathotep è molto diverso dagli altri dèi. La maggior parte di essi è, nel migliore dei casi, indifferente nei confronti della vita organica del nostro universo. Nyarlathotep, invece, è attivo e visita frequentemente la Terra (e, presumibilmente, anche gli altri miliardi di pianeti in cui è presente vita) sotto le spoglie di un uomo alto e magro. Quasi tutti gli dei di questo pantheon hanno dei fedeli seguaci che li servono, mentre Nyarlathotep sembra servire e prendersi cura delle altre divinità. Inoltre, molti dei parlano strani linguaggi alieni, mentre Nyarlathotep può parlare qualsiasi lingua. Infine, la maggior parte di loro sembra essere tanto potente quanto senza scopo, mentre Nyarlathotep agisce secondo un piano ben congegnato e di grande portata, ossia portare alla follia l'intera umanità.
Nyarlathotep agisce secondo il volere degli Dei Esterni, ed è il loro messaggero, cuore ed anima; è inoltre un servitore di Azathoth, di cui esaudisce immediatamente qualsivoglia desiderio. A differenza degli altri dei, per Nyarlathotep è più importante e piacevole causare la pazzia che la morte e la distruzione.
Secondo il Necronomicon, Nyarlathotep avrà un ruolo importante alla fine dei tempi. È scritto che lui permetterà a Nyogtha di ripulire la Terra in attesa del ritorno dei Grandi Antichi, anche se non spiega come Nyarlathotep riuscirà in questo. Non è menzionato nemmeno quando questo accadrà, anche se presumibilmente sarà dopo la caduta di Zothique, circa 5.000 anni nel futuro.

Shub-Niggurath
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Questa creatura viene a volte definita come “Il capro nero dei boschi dai mille cuccioli”, nonostante questo appellativo mascolino, Shub-Niggurath è da molti considerata una dea, definita come la madre e la moglie di "Colui che non deve essere nominato".
Nel racconto, T'yog afferma che la dea Shub-Niggurath è amica dell'umanità e pronta a proteggerla dalle altre divinità ostili, tra cui Ghanatothoa. Shub-Niggurath è chiamata la "Dea Madre", e Nug e Yeb sono probabilmente i suoi figli.

Yog-Sothoth
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Yog-Sothoth detto Il Guardiano della Soglia, La Chiave e la Porta, La Guida, Il Tutto-in-Uno e L'Uno-in-Tutto, L'Altrove.

« L'immaginazione richiamava la sconvolgente forma dell'eccelso Yog-Sothoth — solo un cumulo di sfere iridescenti, tuttavia stupenda nella sua maligna allusività. »
(H. P. Lovecraft, L'orrore nel museo)

« Yog-Sothoth conosce la porta. Yog-Sothoth è la porta. Yog-Sothoth è la chiave e il guardiano della porta. Passato, presente e futuro coesistono in Yog-Sothoth. Egli sa dove gli Antichi irruppero in tempi remoti, e dove irromperanno un’altra volta. Egli sa dove essi hanno calcato i tempi della Terra e dove ancora li calcheranno, e perché nessuno può contemplarLi mentre camminano… »
(H. P. Lovecraft, L'orrore di Dunwich)

Yog-Sothoth è uno degli Dei Esterni, e, nonostante sia considerato contiguo ad ogni tempo e ad ogni spazio, è tuttavia esiliato dall'universo in cui abitiamo. La sua natura cosmica è suggerita da questo passaggio del racconto "Attraverso le porte della chiave d'argento" (1934) di Lovecraft ed E. Hoffmann Price:

« Era un Tutto-in-Uno e un Uno-in-Tutto di illimitato essere e sé — non solamente un essere di uno Spazio-Tempo, ma connesso all'essenza ultima ed animante dell'intera ed illimitata curva dell'esistenza — la curva finale e completa che non ha confini e che si estende allo stesso modo verso sognatori e matematici. Era forse quello che certi culti segreti della terra avevano sussurrato come YOG-SOTHOTH, e che era stata una divinità sotto altri nomi; ciò che i crostacei di Yuggoth adorano come l'Altrove, e che i cervelli eterei delle galassie a spirale conoscono attraverso un Simbolo intraducibile... »

Il saggio In Rerum Supernatura nel gioco di ruolo "Il richiamo di Cthulhu" teorizza che il nome Yog-Sothoth possa essere una grezza traduzione della frase araba "Yaji Ash-Shuthath", che significa "Non c'è pace alle porte".
Viene definito come l'unico essere più forte dell'onnipotente Azathoth e più saggio dell'onnisciente Yibb-Tstll di Brian Lumley.

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    ROMANZI

  • La ricerca onirica dello sconosciuto Kadath (The dream-quest of unknown Kadath, 1926-27)
  • Il caso di Charles Dexter Ward (The case of Charles Dexter Ward, 1927)
  • Il tumulo (The mound, 1929; ciclo dell'etnologo)
  • Le montagne della follia (At the mountains of madness, 1931)
  • La maschera di Innsmouth o L'ombra su Innsmouth (The shadow over Innsmouth, 1931)
  • L'ombra venuta dal tempo (The shadow out of time, 1934; su "Astounding Stories")

    RACCONTI

  • La tomba (The Tomb, 1917)
  • Dagon (Dagon, 1917)
  • Un ricordo del Dottor Samuel Johnson (A Reminiscence of Dr. Samuel Johnson, 1917)
  • La Stella Polare (Polaris, 1918)
  • La dolce Ermengarda (Sweet Ermengarde; or The heart of a country girl, 1919 forse), come Percy Simple
  • Oltre il muro del sonno (Beyond the Wall of Sleep, 1919)
  • Memoria (Memory, 1919)
  • Old Bugs (Old Bugs, 1919)
  • La scomparsa di Juan Romero (The Transition of Juan Romero, 1919)
  • La Nave Bianca (The White Ship, 1919)
  • La sorte che colpì Sarnath o Il fato che colpì Sarnath (The Doom that Came to Sarnath, 1919)
  • La dichiarazione di Randolph Carter (The Statement of Randolph Carter, 1919)
  • Il Terribile Vecchio (The Terrible Old Man, 1920)
  • L'albero (The Tree, 1920)
  • I gatti di Ulthar (The Cats of Ulthar, 1920)
  • Il tempio (The Temple, 1920)
  • Le vicende riguardanti lo scomparso Arthur Jermyn e la sua famiglia (Facts Concerning the Late Arthur Jermyn and His Family, 1920)
  • La Strada (The Street, 1920)
  • Celephaïs (Celephaïs, 1920)
  • Dall'ignoto (From Beyond, 1920)
  • Nyarlathotep (Nyarlathotep, 1920)
  • L'illustrazione nella casa (The Picture in The House, 1920)
  • Ex Oblivione (Ex Oblivione, 1921)
  • La città senza nome (The Nameless City, 1921)
  • La ricerca di Iranon (The Quest of Iranon, 1921)
  • La Palude della Luna (The Moon-Bog, 1921)
  • L'estraneo (The Outsider, 1921)
  • Gli Altri Dei (The Other Gods, 1921)
  • La musica di Erich Zann (The Music of Erich Zann, 1921)
  • Herbert West, rianimatore (Herbert West, Reanimator, 1921-1922)
  • Hypnos (Hypnos, 1922)
  • Cosa evoca la luna o Quel che porta la luna (What the Moon Brings, 1922)
  • Il cane (The Hound, 1922)
  • La paura in agguato (The Lurking Fear, 1922)
  • I ratti nei muri (The Rats in The Walls, 1923)
  • L'Innominabile (The Unnamable, 1923)
  • La ricorrenza o La cerimonia (The Festival, 1923)
  • La casa stregata o La casa evitata (The Shunned House, 1924)
  • L'orrore a Red Hook (The Horror at Red Hook, 1925)
  • Lui (He, 1925)
  • Nella cripta (In the Vault, 1925)
  • Aria fredda (Cool Air, 1926)
  • Il richiamo di Cthulhu (The Call of Cthulhu, 1926)
  • Il modello di Pickman (Pickman's Model, 1926)
  • La chiave d'argento (The Silver Key, 1926) (ciclo di Randolph Carter)
  • La casa misteriosa lassù nella nebbia (The Strange High House in the Mist, 1926)
  • Il colore venuto dallo spazio (The Colour out of Space, 1927)
  • La razza antichissima (The Very Old Folk, 1927)
  • La cosa al chiaro di luna (The thing in the moonlight, 1927) (incluso in una lettera a Donald Wandrei)
  • Ibid (Ibid, 1928)
  • L'orrore di Dunwich (The Dunwich Horror, 1929)
  • Colui che sussurrava nelle tenebre (The Whisperer in Darkness, 1930)
  • I sogni nella casa stregata (The Dreams in the Witch-House, 1932)
  • La cosa sulla soglia (The Thing on the Doorstep, 1933)
  • Il prete malvagio (The Evil Clergyman, 1933)
  • L'abitatore del buio (The Haunter of the Dark, 1935)

    REVISIONI E COLLABORAZIONI

    « Quanto all'annunciato Out of the Aeons, puoi ben dire che "ci ho messo mano": in realtà ho scritto la dannata storia da cima a fondo! È pazzesco fare lavori così impegnativi quando, con la stessa fatica, si può scrivere un racconto originale e pubblicarlo sotto il proprio nome. »
    (Lettera di Lovecraft a Clark Ashton Smith)

    Spinto dalle difficoltà economiche, Lovecraft lavorò spesso come ghostwriter scrivendo in questa veste circa il 30% della sua narrativa. In alcuni casi il lavoro dello scrittore di Providence si limitava a una semplice revisione del materiale preparato dall'autore "ufficiale"; in altri casi, a Lovecraft venivano forniti soltanto un'idea di base o un canovaccio, a partire dai quali elaborava l'intera storia. In effetti, in molte "revisioni" è possibile riconoscere non solo la prosa, ma anche le tematiche dell'autore di Providence; interessanti sono inoltre le citazioni e le apparizioni delle creature e delle divinità del Ciclo di Cthulhu, come in Dagli eoni, L'uomo di pietra e Il diario di Alonzo Typer.
    Secondo lo studioso Giuseppe Lippi, l'attività di Lovecraft come ghostwriter, se da una parte lo portò in quelle opere a una minore cura stilistica e a una maggiore ripetitività nella struttura, dall'altra gli permise di scrivere più liberamente di quanto non facesse nei suoi lavori ufficiali, superando il suo perfezionismo sotto certi aspetti paralizzante e la continua insoddisfazione che provava nei confronti delle proprie opere, e permettendogli di "esplorare" in modo più sereno la mitologia da lui creata, in alcuni casi addirittura autoparodiandosi.

    In concreto, le revisioni e le collaborazioni di Lovecraft possono essere distinte in quattro famiglie:

    --- Racconti concepiti e scritti interamente da Lovecraft; a loro volta divisi tra quelli commissionatigli da scrittori dilettanti o alle prime armi con solamente uno spunto per il soggetto, e quelli che Lovecraft diede alla luce in seguito a un'ispirazione occasionale (un sogno, una poesia, una conversazione ecc.) e a quali donò, come atto di cortesia, la firma di un altro scrittore. I testi appartenenti alla prima tipologia sono i primi tredici, mentre gli ultimi tre appartengono alla seconda tipologia:

  • L'orrore di Martin's Beach (The Horror at Martin's Beach o The Invisible Monster, 1922) - con Sonia H. Greene;
  • I cari estinti (The Loved Dead, 1923) - per Clifford M. Eddy Jr.;
  • Sordo, muto e cieco o Cieco, sordo e muto (Deaf, Dumb and Blind, 1924) - per Clifford M. Eddy Jr.;
  • Sotto le piramidi (Under the Pyramids, anche Imprisoned with the Pharaohs, 1924) - per Harry Houdini;
  • La maledizione di Yig (The Curse of Yig, 1928) - per Zealia Brown Bishop;
  • Il tumulo (The Mound, 1929) - per Zealia Brown Bishop;
  • L'abbraccio di Medusa (Medusa's Coil, 1929) - per Zealia Brown Bishop;
  • L'orrore nel museo (The Horror in the Museum, 1932) - per Hazel Heald;
  • La morte alata (Winged death, 1932) - per Hazel Heald;
  • Dagli eoni (Out of the Eons, 1933) - per Hazel Heald;
  • L'orrore nel camposanto (The Horror in the Burying Ground, 1933) - per Hazel Heald;
  • L'esumazione (The Disinterment, 1935) - per Duane Rimel;
  • L'oceano di notte (The Night Ocean, 1936) - per Robert Hayward Barlow;
  • Il Prato Verde (The Green Meadow, 1918) - apparso con il doppio pseudonimo "Elizabeth Berkeley e Lewis Theobald Jr" a nascondere Lovecraft e Winifred V. Jackson;
  • Il Caos Strisciante (The Crawling Chaos, 1920) - stesso pseudonimo del precedente;
  • La poesia e gli dei (Poetry and the gods, 1920) - con Anna Helen Crofts mentre Lovecraft usò lo pseudonimo "Henry Paget-Lowe".

    --- Racconti scritti interamente da Lovecraft, ma sulla base di un testo o di una trama completa elaborata da altri. Lo scrittore di Providence sovente riscrisse del tutto le storie inviatigli per esprimere un giudizio o apportare piccole correzioni, inserendo anche personalità e situazioni derivanti dalla sua fantasia:

  • L'ultimo esperimento (The Last Test, 1927) - revisione di un racconto di Gustav Adolf Danziger;
  • Il boia elettrico (The Electrical Executioner, 1929) - revisione di un racconto di Gustav Adolf Danziger;
  • Attraverso le porte della Chiave d'Argento (Through the Gates of the Silver Key, 1932) - revisione di un racconto di Edgar Hoffmann Price (ciclo di Randolph Carter);
  • Il diario di Alonzo Typer (The Diary of Alonzo Typer, 1935) - revisione di un racconto di William Lumley;
  • Tra le mura di Eryx (In the Walls of Eryx, 1936) - revisione di un racconto di Kenneth Sterling.


    --- Racconti di altre persone, per i quali Lovecraft si è limitato a un'opera di revisione testuale, riscrivendone parti più o meno lunghe, modificandone inizio e/o fine, e inserendo episodi di sua invenzione:

  • Il divoratore di spettri (The Ghost-Eater, 1923) - con Clifford M. Eddy, Jr.;
  • Alle quattro (Four o'clock, 1923) - con Sonia H. Greene;
  • Due bottiglie nere (Two Black Bottles, 1926) - con Wilfred Blanch Talman;
  • La trappola (The Trap, 1931) - con Henry S. Whitehead;
  • Bothon (Bothon, 1932) - con Henry S. Whitehead;
  • L'uomo di pietra (The Man of Stone, 1932) - con Hazel Heald;
  • L'albero sulla collina (The Tree on the Hill, 1934) - con Duane W. Rimel;
  • Il sortilegio di Aphlar (The sorcery of Aphlar, 1934) - con Duane W. Rimel;
  • Finché tutti i mari... (Till A' the Seas..., 1935) - con Robert Hayward Barlow;
  • Universi in sfacelo (Collapsing Cosmoses, 1935) - con Robert Hayward Barlow;
  • L'orrore di Salem (The Salem Horror, 1937) - a firma di Henry Kuttner.


    --- Collaborazioni estemporanee, ovvero storie per le quali l'intervento di Lovecraft si concretizzò nelle correzioni di lessico e di punteggiatura, con l'occasionale inserimento di frasi e/o la riscrittura di interi periodi. Si tratta di opere non sempre attribuite a Lovecraft, e il cui numero è incerto; quelle sicuramente esistite sono le seguenti:

  • Ceneri (Ashes, 1923) - a firma di Clifford M. Eddy Jr.;
  • Il lupo mannaro di Ponkert (The Werewolf of Ponkert, 1924) - a firma di Harold Warner Munn[87];
  • Il combattimento che concluse il secolo (The Battle that Ended the Century, 1934) - a firma di Robert Barlow;
  • Il Loto Nero (The Black Lotus, 1932) - a firma di Robert Bloch;
  • Tarbis del Lago (Tarbis of the Lake) - a firma di Edgar Hoffmann Price;
  • Il tesoro del mostro stregone (The Hoard of the Wizard-Beast) - a firma di Robert Barlow;
  • L'uccisione del mostro (The Slaying of the Monster) - a firma di Robert Barlow;
  • I servi di Satana (Satan's servants, 1935) - a firma di Robert Bloch;
  • Sfida dall'infinito (The Challenge from Beyond, 1935) - storia composta da Catherine L. Moore, Abraham Merritt, H. P. Lovecraft, Robert E. Howard e Frank Belknap Long, ognuno dei quali scrisse un capitolo;
  • I ratti del cimitero (The Graveyard Rats, 1936) - a firma di Henry Kuttner;
  • Il cervello rosso (The red brain) - a firma di Donald Wandrei;
  • Il terrore dei rampicanti (Vine Terror) - a firma di Howard Wandrei;
  • Qualcosa dall'alto (Something from Above) - a firma di Donald Wandrei.

    RACCONTI GIOVANILI

    Già a cinque o sei anni Lovecraft cominciò a vergare i suoi quaderni con storie ispirate al fantastico, all'orrido, ad Edgar Allan Poe, Arthur Conan Doyle, Jules Verne ed a Le mille e una notte. Lovecraft continuò a percorrere questa strada fino ai 18 anni compiuti, quando fu indotto a smettere dalla madre, che demoralizzò a tal punto il figlio da fargli strappare, nel 1908, tutte le storie fino ad allora prodotte eccetto, non si sa per quale motivo, le seguenti:

  • La piccola bottiglia di vetro (The Little Glass Bottle, 1897)
  • La caverna segreta o L'avventura di John Lee (The Secret Cave or John Lee's Adventure, 1898)
  • Il mistero del cimitero o La vendetta di un uomo morto (The Mystery of the Graveyard, 1898)
  • La nave misteriosa (The Mysterious Ship, 1902)
  • La bestia nella caverna (The Beast in the Cave, 1905)
  • L'alchimista (The Alchemist, 1908) - racconto in seguito al quale W.P. Cook, membro del circolo letterario a cui era iscritto Lovecraft, incoraggiò il giovane scrittore a inviargli ulteriori testi, che risulteranno essere La tomba e Dagon.

    FRAMMENTI INCOMPIUTI

    Dopo la morte di Lovecraft, August Derleth cominciò, a partire dal 1945, a pubblicare alcuni testi accompagnati, oltre che dalla sua, dalla firma di Lovecraft. Tale pratica suscitò negli ex corrispondenti di Lovecraft l'inesatta convinzione che lo scrittore di Providence avesse lasciato, al momento della morte, una gran quantità di testi incompiuti. Derleth, dietro queste pressioni, dovette però rendere noto che i lavori erano in realtà suoi, basandosi solamente su spunti narrativi forniti da Lovecraft nel corso della corrispondenza. I titoli dei racconti rimasti incompiuti sono[89]:

  • Azathoth (Azathoth, 1922);
  • La discesa o Il successore (The Descendant, 1926 forse);
  • Il libro (The Book, 1934 forse);
  • La torre circolare (The Round Tower, 1934 forse);
  • La magione di Edward Orne (The Edward Orne house) (frasi scritte in un foglio senza titolo, quello indicato qui è stato fornito dai critici);
  • Su stregonerie malvagie avvenute nel New England e su demoni di forma non umana (Of Evill Sorceries done in New-England - Of Daemons in no Human Shape)
  • La Finestra delle Rose (The Rose Window)
  • Il Testo di R'lyeh (The R'lyeh Text)
  • Universi in sfacelo (Collapsing Cosmoses, 1935) - con Robert Barlow.

    POESIE

    Dal 1908 al 1917 Lovecraft si dedicò moltissimo alla poesia, benché egli stesso confermò, come fecero poi altri critici letterari, che le sue opere erano di basso livello, semplici esercitazioni[90]. Dei 200 componimenti attribuiti con certezza a Lovecraft, la maggior parte venne pubblicata su riviste dilettantistiche, mentre a livello professionale Weird Tales pubblicò 15 sue liriche mentre era in vita e 23 dopo la morte:

  • Psychopompos (1919, il componimento più famoso);
  • Funghi da Yuggoth (fine 1929 - inizio 1930, componimento di trentasei sonetti in gran parte ispirati a sogni fatti in varie epoche della sua vita);
  • L'avamposto (1929?);
  • L'antico sentiero (1929?);
  • Ricordi;
  • Oceano;
  • Fantasmi;
  • Providence 2000 A.D. (1898?)
  • Il lago dell'incubo (1919?);
  • La città (1919?);
  • Ognissanti in periferia;
  • A un sognatore;
  • Madreterra (1919?);
  • Le campane (1919?);
  • Il messaggero;
  • Disperazione;
  • Providence (1923?).


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Messaggio modificato da auramasda il Jan 15 2017, 06:15 PM

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Messaggio modificato da auramasda il Aug 18 2017, 04:30 PM

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aggiunto, ricontrollo ogni 30 del mese winky.gif

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Aggiunto l'immagine del bestiario lovercraftiano con tanto di quando sono arrivate le varie razze sulla terra, chi l'ha fatta è sicuramente vicina ai grandi antichi

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QUOTE (auramasda @ Oct 25 2016, 03:09 AM)
Aggiunto l'immagine del bestiario lovercraftiano con tanto di quando sono arrivate le varie razze sulla terra, chi l'ha fatta è sicuramente vicina ai grandi antichi

L'immagine è troppo grande e fa sballare l'impaginazione, riducila con Photoshop o mettila sotto spoiler.
Rimosso "post per usi futuri", se e quando servirà me lo chiederai.





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Inviato il: Oct 25 2016, 06:37 PM
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Grande antico Pdor: SACRILEGIO!!!!!

Scherzo naturalmente, domani chiedo a belgarath di farmi un altro bannerino

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Inviato il: Nov 1 2016, 10:32 PM
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Aggiunta una versione migliorata del manuale di GdR "Il Richiamo di Cthulhu", da parte di .:VASH:., complimenti per la sua prima release.

Aggiunto il Font delle Rune R'lyeheane:
Ph'nglui mglw'nafh Cthulhu R'lyeh wgah'nagl fhtagn


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Messaggio modificato da auramasda il Nov 2 2016, 02:33 AM

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Aggiunta la sezione Pseudobiblia con la descrizione di tutti i libri mistici inventati dai vari autori lovercraftiani nonostante la continua opposizione di una creatura non umana.

 
La mia gatta aveva freddo e si scaldava facendo le coccole

Aggiunti anche vari sigilli decorativi per rendere più mistico il forum.
Con queste aggiunte posso dire che la seconda fase per il miglioramento del CURA di Lovecraft è conclusa e non mi resta altro da fare che aggiornare le release degli utenti, mi raccomando che siano numerose:

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auramasda
Inviato il: Nov 28 2016, 08:51 AM
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aggiunta immagine natalizia
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Dilling
Inviato il: Dec 4 2016, 12:19 PM
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Togliere questi link dalla lista che è finito in dismissione rain[1].gif
[*]H.P. LOVECRAFT I (1967) [Flac]Psychedelic Rock [CURA] HP Lovecraft - 2° Torneo CURA Releaser: Dorelik, Ultimo seed: 2016-09-25

Fai quello che puoi...
saranno quelli che c'è lo faremmo.
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auramasda
Inviato il: Dec 5 2016, 10:10 AM
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tolto, insieme alla sezione musica rain[1].gif

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Inviato il: Feb 11 2017, 12:30 AM
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aggiunto il libro La Valle degli Spiriti di Birce

Messaggio modificato da auramasda il Feb 12 2017, 08:54 PM

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Inviato il: Mar 26 2017, 02:26 PM
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Segnalo
AA. VV. (a cura di Gianni Pilo) - Storie dell'orrore, [Epub Azw3 - Ita] di LaCariatide

Si tratta di una raccolta di racconti che contiene anche qualche racconto di Lovecraft ... valuta tu se inserirla o meno nel ciclo

Se la conoscenza può creare dei problemi, non è con l'ignoranza che possiamo risolverli. (Isaac Asimov)
I bicchieri non amano restarsene vuoti! (noCia)




Se il mio nome compare tra i ringraziamenti di una release, potete chiedermi il RESEED
Scrivetemi un MP e cercherò di accontentarvi prima possibile
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auramasda
Inviato il: Mar 26 2017, 09:49 PM
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Grazie della segnalazione, la metto comunque ma non richiedo di mettere il banner alla cariatide visto che il libro ha tanti racconti e solo uno è di Lovecraft

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QUOTE (auramasda @ Mar 26 2017, 11:49 PM)
Grazie della segnalazione, la metto comunque ma non richiedo di mettere il banner alla cariatide visto che il libro ha tanti racconti e solo uno è di Lovecraft

concordo, di Lovecraft ci son solo 2 racconti e il saggio finale.. per questo non l'ho segnalata nel CURA ne' ho messo i TAG.
la setssa cosa vale per altre raccolte curate da Pilo: visti gli argomenti di Lovecraft qualcosa c'è quasi sempre, ma non si tratta di opere sue o dedicate a lui.
comunque vedi tu.

ciao.gif

Messaggio modificato da LaCariatide il Apr 5 2017, 05:40 AM

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QUOTE (tetragono @ Apr 4 2017, 06:09 PM)
Valuta se inserire Frank Belknap Long - I Segugi Di Tindalos, [Pdf Epub Mobi - Ita] di Africanism

Ho fatto un po' di ricerche e a parte il fatto che Long facessero parte dello stesso gruppo di scrittori horror che si era formato a Providence non c'è nessun nesso con l'universo Lovercraftiano.

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Grazie, dopo aver letto un po' di recensioni è chiaramente ispirato all'universo di Lovecraft, aggiunto e mandato un PM a Bondosan.

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tetragono
Inviato il: Apr 25 2017, 07:01 AM
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QUOTE (auramasda @ Apr 24 2017, 10:01 AM)
... e mandato un PM a Bondosan.

Oppure lo dici a noi dello staff ed è tutto più facile. winky.gif





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tetragono
Inviato il: May 14 2017, 03:15 PM
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molto interessanti, creo la sezione gdr per le release, puoi mettere il bannerino alle relle per favore?

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auramasda
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Grazie della segnalazione, ero un po' indeciso se metterlo o no, ma vedendo un po' di video ci sono abbastanza riferimenti alla letteratura lovercraftiana quindi approvato.

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LaCariatide
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Grazie, aggiunta la nuova versione del manuale

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noCia
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Grazie mille aggiunti

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un estivo grazie, aggiunto

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