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> Michelangelo Buonarroti - Il mondo ha molti re, ed un solo Michelagnolo, [Mp3 - Ita] adoc - Free Culture - Finestre Sull'Arte - MIRCrew
Brythos
  Inviato il: Apr 1 2012, 10:51 AM
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Michelangelo Buonarroti

"Il mondo ha molti re, ed un solo Michelagnolo"



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Puntata 13 - 6 luglio 2010
Durata: 30'28"



In una sua lettera inviata a Michelangelo nel settembre del 1537, Pietro Aretino diceva che "il mondo ha molti re, ed un solo Michelagnolo": infatti già i suoi contemporanei avevano la percezione della grandezza del genio, uno dei massimi di tutta la storia dell'arte. Con la puntata di oggi, Ilaria e Federico ci aiutano a ripercorrere la storia di alcune delle opere di Michelangelo (impossibile riuscire a fare un panorama completo in mezz'ora), parlandoci di alcuni aspetti insoliti e curiosi, di messaggi che le opere potrebbero celare, delle tecniche di realizzazione, dei materiali usati. Un'analisi condotta mettendo in rilievo la grande importanza delle rivoluzioni compiute da Michelangelo, per una puntata di sicuro interesse.


L'opera


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La Pietà,
1499; marmo, h. 174 cm;
Città del Vaticano, Basilica di San Pietro.




Michelangelo Buonarroti (Caprese Michelangelo, 6 marzo 1475 – Roma, 18 febbraio 1564) è stato uno scultore, pittore, architetto e poeta italiano. Protagonista del Rinascimento italiano, fu riconosciuto già al suo tempo come uno dei più grandi artisti di sempre.
Intese fare della sua attività un'incessante ricerca dell'ideale di bellezza. Fu nell'insieme un artista tanto geniale quanto irrequieto. Il suo nome è collegato a una serie di opere che lo hanno consegnato alla storia dell'arte, alcune delle quali sono conosciute in tutto il mondo e considerate fra i più importanti lavori dell'arte occidentale: il David, la Pietà o il ciclo di affreschi nella Cappella Sistina sono considerati traguardi insuperabili dell'ingegno creativo.
Lo studio delle sue opere segnò le generazioni successive, dando vita, con altri modelli, a una scuola che fece arte "alla maniera" sua e che va sotto il nome di manierismo.

La Pietà vaticana è una scultura marmorea (altezza 174 cm, larghezza 195 cm, profondità 69) di Michelangelo Buonarroti, databile al 1497-1499 e conservata nella basilica di San Pietro in Vaticano a Roma. Si tratta del primo, clamoroso, capolavoro dell'allora poco più che ventenne Michelangelo, considerata uno dei maggiori capolavori che l'arte occidentale abbia mai prodotto. È anche l'unica opera da lui firmata, sulla fascia a tracolla che regge il manto della Vergine:

MICHEL.A[N]GELVS BONAROTVS FLORENT[INVS] FACIEBAT.


Durante il primo soggiorno romano di Michelangelo, dal 1496 al 1501, l'artista strinse un rapporto di amicizia e collaborazione col banchiere Jacopo Galli, che fece da intermediario e garante in diverse commissioni legate al collegio cardionalizio. Una delle più prestigiose fu quella per la Pietà marmorea per il cardinale francese Jean de Bilhères, ambasciatore di Carlo VIII presso papa Alessandro VI, destinata alla chiesa di Santa Petronilla. Qui il cardinale venne effettivamente poi sepolto, facendo pensare che l'opera fosse originariamente destinata al suo monumento funebre.
Un contatto non formalizzato tra artista e committente dovette avvenire già nel 1497, in seguito al quale l'artista si recò a Carrara per scegliere un marmo, un'operazione che da allora divenne una costante della sua carriera di scultore. Il contratto vero e proprio venne però firmato solo il 26 o il 28 agosto 1498, alla presenza del Galli, con un tempo di consegna previsto in un anno. Effettivamente la statua fu pronta nel 1499 e destinata a Santa Petronilla. L'opera destò subito grande ammirazione e pare che Michelangelo la firmò solo in un secondo momento, quando sentì due uomini lodare la statua ma attribuirla allo scultore lombardo Cristoforo Solari.
Cinquant'anni dopo Vasari ancora celebrava l'opera, scrivendo: «[Riguardo alla Pietà] non pensi mai, scultore né artefice raro, potere aggiungere di disegno né di grazia, né con fatica poter mai di finezza, pulitezza e di straforare il marmo tanto con arte, quanto Michelagnolo vi fece, perché si scorge in quella tutto il valore et il potere dell'arte».
Poco prima del 1517 l'opera venne trasferita nella sagrestia della basilica di San Pietro in Vaticano e di nuovo spostata nel vecchio coro sistino nel 1568, poi ancora, per i lavori che procedevano nella basilica, sull'altare dei Santi Simine e Giuda, e nel 1626 nel nuovo coro. La collocazione attuale, nella prima cappella a destra della navata della basilica, risale al 1779. Nel 1736 aveva subito un restauro delle dita della mano destra della Vergine.

Il 21 maggio 1972, giorno di Pentecoste, un geologo australiano di origini ungheresi di 34 anni, Laszlo Toth – eludendo la sorveglianza – riuscì a colpire con un martello l'opera di Michelangelo per quindici volte in un tempo di pochi secondi, al grido di I Am Jesus Christ, risen from the dead! ("Io sono Gesù Cristo, risorto dalla morte!"), prima che fosse afferrato e reso inoffensivo.
La Pietà subì dei danni molto seri, soprattutto sulla Vergine: i colpi di martello avevano staccato una cinquantina di frammenti, spaccando il braccio sinistro e frantumando il gomito, mentre sul volto il naso era stato quasi distrutto, come anche le palpebre. Il restauro venne avviato quasi subito, dopo una fase di studio, e fu effettuato riutilizzando per quanto possibile i frammenti originali, oltre che un impasto a base di colla e polvere di marmo. Fu effettuato nei vicini laboratori dei Musei Vaticani, sotto la responsabilità del direttore Deoclecio Redig de Campos e, grazie all'esistenza di numerosi calchi, fu possibile reintegrare l'opera fedelmente, senza rifacimenti arbitrari delle lacune.
L'autore dello sfregio, riconosciuto infermo di mente, fu tenuto in un manicomio italiano per un anno e poi rimpatriato in Australia. Da allora la Pietà è protetta da una speciale parete di cristallo antiproiettile.

Il soggetto del gruppo scultoreo è definito nel contratto: «Una Pietà di marmo, cioè una Vergine Maria vestita con un Cristo morto nudo in braccio». I gruppi scultorei della Pietà, prima di Michelangelo, erano su supporto essenzialmente ligneo e diffusi soprattutto in area nordica (col nome di Vesperbild), dove erano collegati alla liturgia del Venerdì Santo, ma piuttosto rari in Italia, tutt'al più presenti in area ferrarese: ciò fa pensare a un'esplicita richiesta "speciale" del committente, da cui anche la chiarificazione del soggetto nel contratto.
L'iconografia della Pietà veniva tradizionalmente risolta in uno schema piuttosto rigido, con la contrapposizione tra il busto eretto e verticale di Maria e il corpo irrigidito in posizione orizzontale di Gesù: tale organizzazione influenzava anche la pittura, come si vede ad esempio nella Pietà di Pietro Perugino (1483-1493 circa).
Michelangelo innovò invece la tradizione concependo il corpo di Cristo come mollemente adagiato sulle gambe di Maria con straordinaria naturalezza, privo della rigidità delle rappresentazioni precedenti e con un'inedita compostezza di sentimenti. Le due figure sembrano fondersi in un momento di toccante intimità, dando origine a un'originale composizione piramidale, raccordate dall'ampio panneggio sulle gambe di Maria, dalle pieghe pensanti e frastagliate, generanti profondi effetti di chiaroscuro. Fortemente espressivo è anche il gesto della mano sinistra, che pare invitare lo spettatore a meditare sulla rappresentazione davanti ai suoi occhi, secondo le pratiche di meditazione concentrata e dolente di ispirazione savonaroliana.
La Vergine siede su una sporgenza rocciosa, qui ben finita con piccole fessure ad arte (a differenza di altre opere dell'artista in cui era semplicemente l'avanzo della sbozzatura del marmo), che simboleggia la sommità del monte Calvario.
Il livello di finitezza dell'opera è estremo, soprattutto nel modellato anatomico del corpo di Cristo, con effetti di levigatura e morbidezza degni della statuaria in cera, come il dettaglio della carne tra il braccio e il costato, modificata dalla salda presa di Maria opposta al peso del corpo abbandonato. La bellezza della statua risiede forse proprio nel naturalismo straordinariamente virtuoso della scena, fuso con un'idealizzazione e una ricerca formale tipica del Rinascimento, e un notevole spessore psicologico e morale.

Il fatto che la Madonna fosse molto giovane suscitò le critiche del Vasari, che era incapace ormai di riconoscere la tradizione medievale di Maria vista come sposa di Cristo e simbolo della Chiesa: tali iconografie, spesso antichissime, vennero abbandonate in seguito alla Controriforma, interrompendo tradizioni secolari che vennero presto scordate dai contemporanei. Una Madonna giovanissima si trova ad esempio, per restare in ambito romano, nel mosaico di Jacopo Torriti in Santa Maria Maggiore. Per tutto il Quattrocento si continuò a ripetere tali schemi, con una conoscenza più o meno consapevole degli scritti teologici medievali, spesso mediata dagli ordini religiosi committenti.
Inoltre Michelangelo, come scrisse il suo biografo Ascanio Condivi, sostenne che "La castità, la santità e l'incorruzione preservano la giovinezza". Michelangelo inoltre non voleva quindi rappresentare la scena con lo scopo di narrare un episodio (la morte di Cristo) ma era principalmente interessato all'aspetto simbolico: Maria è rappresentata giovane come quando concepì Cristo.


Opere citate nella trasmissione:

David (1501-04; Firenze, Gallerie dell'Accademia)
Battaglia di Cascina (copia di Aristotele da Sangallo; 1505 ca.; collezione privata)
Tondo Doni (1503-04; Firenze, Uffizi)
Madonna della Scala (1490 ca.; Firenze, Casa Buonarroti)
Battaglia dei Centauri (1491-92 ca.; Firenze, Casa Buonarroti)
Pietà (1497-99; Roma, Città del Vaticano, San Pietro)
Volta della Cappella Sistina (1508-12; Roma, Città del Vaticano, Musei Vaticani, Cappella Sistina)
Conversione di San Paolo (1542-50; Roma, Città del Vaticano, Palazzo Apostolico, Cappella Paolina)
Crocifissione di San Pietro (1545-50; Roma, Città del Vaticano, Palazzo Apostolico, Cappella Paolina)
Pietà Bandini (1548 ca.; Firenze, Museo dell'Opera del Duomo)
Pietà Bandini, particolare con Nicodemo (probabile autoritratto di Michelangelo)


Altre Immagini

Web Gallery of Art


Relazioni

Allievo di: Domenico Ghirlandaio - Bertoldo di Giovanni
Guardò a: Giotto - Masaccio - Donatello - Luca Signorelli
Maestro di: Vincenzo Danti - Giovanni Angelo Montorsoli - Ascanio Condivi - Daniele da Volterra
Guardarono a lui: Fra' Bartolomeo - Franciabigio - Giovanfrancesco Rustici - Raffaello - Andrea del Sarto - Il Pordenone - Domenico Beccafumi - Pontormo - Rosso Fiorentino - Battista Franco - Niccolò Pericoli detto il Tribolo - Bronzino - Giorgio Vasari - Benvenuto Cellini - Baccio Bandinelli - Bartolomeo Ammannati - Luca Cambiaso - Francesco Salviati - Niccolò Circignani detto il Pomarancio - Tintoretto - Giambologna - Federico Barocci - Agostino Carracci - Cigoli - Taddeo Zuccari - Federico Zuccari - Pietro da Cortona
Principali mecenati e committenti: famiglia Doni - Jean de Bilhères-Lagraulas - Giulio II Della Rovere - Paolo III Farnese



Libri

- Antonio Forcellino, Michelangelo. Una vita inquieta, Laterza, 2008.
- Marta Alvarez González, Michelangelo, Mondadori Electa, 2007.
- Enrica Crispino, Michelangelo, Giunti, 2001.


Musei

- Firenze, Casa Buonarroti
- Firenze, Uffizi
- Firenze, Museo Nazionale del Bargello
- Firenze, Gallerie dell'Accademia
- Firenze, San Lorenzo, Sagrestia Nuova
- Firenze, Museo dell'Opera del Duomo
- Roma, Città del Vaticano, Cappella Sistina
- Roma, Città del Vaticano, Cappella Paolina
- Roma, Città del Vaticano, Basilica di San Pietro
- Roma, Santa Maria sopra Minerva
- Roma, San Pietro in Vincoli
- Bologna, San Domenico
- Siena, Duomo
- Milano, Castello Sforzesco
- Bruges, Onze Lieve Vrouwekerk (Chiesa della Nostra Signora)


Approfondimenti

"La nota" - rubrica a cura di Ambra Grieco - Michelangelo scrittore: le Rime

fai clic sul titolo per leggere l'articolo!



Scheda del Podcast italiano

[ Info sul file ]

Nome: Michelangelo Buonarroti - Il mondo ha molti re, ed un solo Michelagnolo.mp3
Data: 1/04/2012 12:46:11
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Title/songname/content desc: Michelangelo Buonarroti - "Il mondo ha molti re, ed un solo Michelagnolo"
Comments:
: Tredicesima puntata
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Lead performer(s)/soloist(s: Finestre sull'Arte - Il primo podcast per la storia dell'arte
Recording time: 2010

[ Info generiche ]

Tipo di file: MPEG-1 Layer III
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Internal skip: 108 bytes
MPEG frames: 50785
Durata: 00:30:28 (1828.26 s)
Bitrate: 96 kbps CBR
Frequenza: 32000 Hz
Emphasis: none
Mode: mono
Padding: No


Ringraziamenti

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Dopo un lungo periodo di pausa finalmente ho finito la stagione 2010. Scusate per l'assenza ma....dovevo laurearmi lol.gif






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Marainos
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Splendida release Brythos clap.gif clap.gif

Sposto in Videoteca e poi subito in All winky.gif

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Prima di tutto: "Complimenti per la Laurea"!!!

Grazie per quest'ultima rella!

peace[1].gif , Monica!
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zorro1946
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grazie

"... fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza..."

canto XXVI dell'Inferno di Dante Alighieri
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Brythos
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