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![]() ![]() Gruppo: Domiciliati Messaggi: 5665 Utente Nr.: 34263 Iscritto il: 20-December 05 |
![]() Dedicato al grande maestro Éric Rohmer scomparso agli inizi del 2010 ![]() Eric Rohmer è conosciuto al mondo per essere stato uno degli esponenti di spicco di quel movimento cinematografico chiamato Nouvelle Vague, che negli anni '60 ha avuto il merito di lanciare il cinema nell'epoca moderna e contemporanea, aprendo ad orizzonti nuovi, per l'epoca sconosciuti, entro cui riconsiderare questo media, qualificandolo, a dovere, come una delle arti maggiori, quella che, senza ogni ombra di dubbio, ha saputo crearsi il pubblico più vasto e popolare. Rohmer, così come gli altri suoi compagni di avventura, si era formato come critico, e come critico scrisse per i "Cahiers du Cinema", la rivista da cui i giovani turchi lanciavano le loro invettive e proclamavano le loro idee rivoluzionarie attaccando il mondo del cinema, in particolare quello francese, reo di essersi arroccato su posizioni retrograde e reazionari. Dal canto suo Rohmer era il critico meno polemico di quella battagliera rivista, seppur condivideva le idee dei suoi colleghi più giovani, ed ha mantenuto sempre le proprie ferme convinzioni attraversando il periodo tumultuoso della Nouvelle Vague, facendo proprie quelle istanze a lui più congeniali, come la libertà narrativa e la freschezza di una narrazione, a suo modo , anticonvenzionale. In fin dei conti, tra i vari Truffaut, Godard, Rivette, Rohmer è stato il più fedele sostenitore e assertore del pensiero Baziniano, attorno al quale la Nouvelle Vague era sorta e aveva costruito la propria impalcatura ideologica, nella misura in cui il "Grand Momo", così come era stato affettuosamente soprannominato dai suoi amici, ha saputo raccontare le proprie storie evocando una realtà che parla da sé e che permette all'occhio critico dello spettatore di muoversi libero da preconcetti. La realtà, secondo Rohmer, contiene già in sé quella bellezza e quella verità che solo di riflesso il cinema può tentare di restituire; "Una bellezza che egli ha la missione, non tanto di inventare, ma di scoprire, di catturare come una preda, quasi di rubare alla cose. (...) Ma se è vero che non la fabbrica, non si accontenta nemmeno di consegnarcela come un pacchetto già confezionato: piuttosto la suscita, la fa nascere secondo una maieutica che costituisce la sostanza stessa del suo modo di procedere." (Il gusto della bellezza - Cahiers du cinéma, n. 121, 1961) Bio Éric Rohmer, nome d'arte di Jean Marie Maurice Schérer (Tulle, 4 aprile 1920 – Parigi, 11 gennaio 2010), regista e critico cinematografico francese e uno dei maggiori esponenti della Nouvelle Vague. Come molti altri registi del movimento, è stato critico cinematografico sui Cahiers du cinéma, sin dalla fondazione nel 1951. Dopo aver realizzato numerosi cortometraggi nel corso degli anni cinquanta, ha esordito nel lungometraggio nel 1959. La sua produzione si caratterizza per l'organizzazione programmatica della maggior parte dei suoi film in cicli (Sei racconti morali, Commedie e proverbi, Racconti delle quattro stagioni). Éric Rohmer nasce il 4 aprile 1920 a Tulle, nella regione della Limosino, da una famiglia di origini alsaziane. Si laurea in lettere e si trasferisce a Parigi, dove lavora come insegnante di Lettere in un liceo di Vierzon. Nel 1946 pubblica, con lo pseudonimo di Gilbert Cordier, il suo unico romanzo, Élisabeth. Nel 1948 inizia a collaborare con la rivista La Revue du cinéma, dove conosce André Bazin, Jean-Luc Godard, Jacques Rivette, Jacques Doniol-Valcroze, e con Les Temps Modernes, diretta da Maurice Merleau-Ponty. Nel 1950, un anno dopo la chiusura della Revue, fonda La Gazette du cinéma, bollettino del cineclub del Quartiere latino che pubblicherà, tra gli altri, articoli di Godard, Rivette e Jean Douchet. Queste esperienze sono propedeutiche alla fondazione, nell'aprile 1951, dei Cahiers du cinéma, in cui confluiscono le redazioni della Revue e della Gazette. Rohmer ne sarà caporedattore tra il 1957 e il 1963. Sempre nel 1957 pubblica un saggio sul cinema di Alfred Hitchcock, realizzato con il collega (e futuro regista) Claude Chabrol mentre è del 1984 Le goût de la beauté, raccolta di scritti curata da Jean Narboni. La sua prova critica più importante ed impegnativa resta invece L'organisation de l'espace dans le «Faust» de Murnau, testo pubblicato nel 1977 che analizza il film di Friedrich Wilhelm Murnau del 1926. I Cahiers sono la culla della Nouvelle Vague: gran parte dei critici che scrivono sulla rivista esordiscono alla regia tra la fine degli anni cinquanta e l'inizio degli anni sessanta. Lo stesso Rohmer realizza il suo primo lungometraggio, Il segno del leone, nel 1959, ma il film non trova un distributore ed esce solo tre anni più tardi, con scarsissimo successo. Nel 1962 fonda con Barbet Schroeder la società di produzione Les Films du Losange, che produrrà la maggior parte dei suoi film. Nello stesso anno, dopo aver cercato invano di realizzare un secondo lungometraggio, deve inizialmente ripiegare sulla dimensione del corto per dare il via ad un ciclo di film denominati Sei racconti morali (Six contes moraux). I successivi sforzi del regista sono maggiormente apprezzati da pubblico e critica: La collezionista vince l'Orso d'Argento a Berlino, mentre La mia notte con Maud è da molti citato come la sua opera più felice. Tutti i Racconti morali si basano su un protagonista posto di fronte ad una scelta di tipo morale, ma soprattutto su di una messa in scena essenziale e su dialoghi studiati, con molti riferimenti letterari. Concluso questo ciclo nel 1972, Rohmer realizza due pellicole di argomento storico del tutto particolari: La Marchesa von..., del 1976 è tratto dalla novella di Heinrich von Kleist, mentre Perceval le gallois, successivo di due anni, è un adattamento dal poema medievale di Chrétien de Troyes. In queste opere, Rohmer si mostra capace di dirigere produzioni ben diverse dalle ambientazioni contemporanee e quotidiane della sua produzione più nota. Commedie e proverbi è il suo secondo grande ciclo, in cui ciascun film illustra a suo modo un proverbio o una frase della saggezza popolare. I due capitoli più celebrati, Le notti della luna piena e Il raggio verde (co-sceneggiato ed interpretato da una delle attrici-musa di Rohmer, Marie Rivière), vincono premi alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia e ottengono un certo successo commerciale. Subito dopo inizia il ciclo dei Racconti delle quattro stagioni, nell'ordine Racconto di primavera, Racconto d'inverno, Conte d'été (in Italia uscito come Un ragazzo, tre ragazze) e Racconto d'autunno. Prima e durante questo ciclo firma tre film "fuori serie", a bassissimo costo (in 16mm), spesso con attori esordienti. Ad ottant'anni d'età, dopo una carriera tra le più costanti ed equilibrate fra quelle dei maestri della Nouvelle Vague, nel 2001 utilizza per la prima volta le tecnologie digitali per ambientare il suo La nobildonna e il duca in una serie di dipinti che raffigurano la Parigi d'epoca rivoluzionaria. Il film viene presentato alla 58ª Mostra del Cinema di Venezia, dove Rohmer riceve il Leone d'oro alla carriera. Gli amori di Astrea e Celadon del 2007 è presentato in concorso alla 64ª Mostra del Cinema di Venezia. Persona riservata, riparato dai bagliori della fama, difficile da intervistare, cattolico e ambientalista, Rohmer è un esempio perfetto di cineasta autoriale francese: scrive solo le sue sceneggiature che sono originali o adattate da opere letterarie come La Marchesa von..., Perceval le gallois, Gli amori di Astrea e Celadon. Spesso sceglie giovani attori sconosciuti ma a volte si affida ad attori affermati come Jean-Louis Trintignant (La mia notte con Maud), Bruno Ganz (La Marchesa von...) o André Dussollier (Il bel matrimonio). Ha scoperto Arielle Dombasle, Pascal Greggory e Fabrice Luchini, che sono in seguito diventati grandi attori del cinema francese. Peculiarità dell'opera cinematografica Una delle caratteristiche peculiari del cinema di Rohmer è l'utilizzo limitato della colonna sonora, in vista di un realismo privo di caratteri extradiegetici, con il solo accompagnamento di rumori e suoni naturali o urbani (ripresi doverosamente in presa diretta). Fa eccezione il film Il raggio verde, con un motivo composto in parte dallo stesso regista e alcune scene di feste accompagnate da pezzi ballabili anni ottanta. Rohmer è stato un precursore del concetto di ciclo filmico a tema (Sei racconti morali, Commedie e Proverbi, Racconti delle quattro stagioni), cui diede i contorni autoriali molti anni prima di Krzysztof Kieślowski (Decalogo, Tre colori). La serie di Commedie e proverbi prende spunto da detti di saggezza popolare, a volte opportunamente riscritti e ampliati dallo stessa regista, oppure da frasi di scrittori illustri, riportate all'inizio del film. In quasi tutte le opere del ciclo dei Sei racconti morali, l'autore usa la tecnica della voce narrante fuori campo coincidente con i pensieri del protagonista, tecnica utilizzata da altri registi francesi come Bresson e Truffaut. Il suo sguardo antropologico indaga la natura dei personaggi senza lasciare un univoco commento critico, senza giudicare in modo esplicito, e quasi sempre l'obiettivo della sua ricerca è esplorare il mondo degli incontri sentimentali, del desiderio, dei compromessi morali e degli equivoci fraintendimenti amorosi. Ricerca che compie sempre lasciandosi fuori da qualsiasi commozione o partecipazione emotiva smaccata, senza cedere alla logica del pathos da scena madre (per quanto i momenti chiave dei film siano riconoscibili). Nei suoi film la componente erotica è sibillina, sempre suggerita più che mostrata (a parte alcune scene di nudo femminile, ne L'amore il pomeriggio o sensuali dettagli anatomici, come la gamba e il seno ne Gli amori di Astrea e Celadon o la frivola nudità estiva in Racconto d'inverno), ma è la forza conturbante che rende l'atmosfera perversa pur nelle situazioni più banali, senza essere mai banalmente perversa. L'erotismo è soprattutto sperato, sfiorato nei gesti, accarezzato dalla cinepresa, ma mai accentuato da scene di sesso esplicito o volgarizzazioni dell'eros. Il suo equilibrio nasce dalla banalità delle situazioni iniziali, spesso incontri occasionali fra giovani studenti o trentenni, che si trovano a scegliere tra amicizie e tra differenti amanti (non rari dilemmi a tre). Ma la vera forza sta nella direzione degli attori, semplici, sobri, mai appariscenti, fragili e talvolta talmente infantili da sembrare insignificanti: le situazioni che si intrecciano intorno a loro e che spesso non riescono a governare innestano dialoghi d'una delicatezza e insieme d'una profondità unici. La sua leggerezza nello sguardo è il motivo della profondità del suo cinema. Nei suoi film le donne non sono mai le voci narranti, prerogativa affidata a personaggi maschili, ma sono le protagoniste il fulcro e l'elemento scatenante l'azione (o meglio, l'incontro o la conversazione): sono più interessanti e complesse, più sottili e meglio controllate, a volte più furbe, manipolatrici, e dotate di spirito di iniziativa. Hanno precise idee sull'amore, sulla coppia, sul matrimonio, ma nell'enunciare la loro etica (e nella difficoltà pratica di rispettarla) spesso tradiscono una profonda immaturità e superficialità. I maschi spesso sono studenti vitelloni sofferenti di timidezza e scarsa autostima, oppure adulti che faticano a controllare le proprie tentazioni, o che non sanno gestire una situazione sentimentale. Viceversa, talvolta si rivelano playboy senza scrupoli. Una menzione particolare spetta al personaggio dell'intellettuale nei suoi film. Che esso sia nevrotico, mondano e snob oppure colto, timido e introverso, è sempre destinato a rincorrere una donna che ama sinceramente, ma dalla quale non è ricambiato. Il suo ruolo si risolve sempre nel "comprimario" che tenta con artifici spesso sleali di screditare altri corteggiatori o amanti della donna desiderata per convincerla che egli è la miglior scelta. Finisce per essere ridimensionato al rango di confidente, accontentandosi di essere «una persona piacevole, interessante ma non attraente». È il caso ad esempio dello scrittore di Le notti della luna piena, del bibliotecario di Racconto d'inverno e del professore di filosofia di La mia notte con Maud. In quest'ultima opera, in particolare, il professore marxista attua la strategia masochistica di presentare un amico alla propria amante per far sì che lei lo tradisca e per trovare così un motivo per detestarla. Lei infatti, pur stimandolo, non è affatto innamorata quanto lui, e si è abbandonata in passato ad un rapporto sessuale quasi per noia. Il ritmo è lento, asincopato, lasco ma non prolisso, naturale; le riprese lunghe non vengono frammentate nel montaggio, che dà ai film un senso realistico dei tempi. Il suo cinema è soprattutto parlato, ma non teatraleggiante; è privo di una vera azione ed è densissimo di dialoghi, ma non soffre della gravità dei temi e dell'austerità della situazione della produzione di Ingmar Bergman. Tutto punta ad essere leggero nel significato più alto della parola: grazia del tocco, malignità nel banale, tentazione e desiderio in un contesto di calma apatica e sorniona, sottigliezza nell'indagine dei rapporti tra i giovani, uno sguardo da etologo sorridente. Gli scenari sono solitamente quelli dei quartieri parigini e delle città, ma anche la provincia francese delle viticulture, la costa normanna e le spiagge del sud. Rohmer, da veterano della Nouvelle Vague, ama girare le sue scene per strada, nelle spiagge, nei parchi, almeno quanto negli interni e nei mezzi pubblici, disponendo di una troupe eccezionalmente leggera, che gli permette di mantenere intatto un certo realismo. Nella sua filmografia vi è anche spazio per ambientazioni storiche: la rivoluzione francese, il tardo settecento neoclassico di Heinrich von Kleist, il poema cavalleresco altomedievale di Chrétien de Troyes, l'ambiente bucolico-mitologico. La scenografia è sempre curata dallo stesso regista, che è insieme scenografo e costumista, e mira a identificare ogni film con una trama cromatica di 2-3 colori fondamentali ricorrenti per tutta la pellicola, coerenti (e implicitamente partecipi) con l'umore delle scene stesse. Tutto è calcolato per dare una precisa suggestione, persino la scelta degli abiti e dei quadri che arredato gli interni. Ne Le notti della luna piena ha contribuito alla scenografia e ai costumi l'attrice protagonista Pascale Ogier. Le riflessione colte, cerebrali, astratte nelle quali si rifugiano a conversare alcuni dei suoi personaggi più intellettuali, è sempre equilibrato dalla puntualità, precisione e concretezza contestuale con cui si descrive il loro particolare ambiente: i personaggi, dai più sempliciotti e cinici a quelli più complessi e colti, sono ripresi nella banalità dei propri ambienti di lavoro (poste, viticultura, salone da parrucchiera, biblioteca), nella casualità dei mezzi pubblici, nella tranquillità di una passeggiata (per strada, al parco, in spiaggia, al bar), nell'intimità di una serata a teatro o di un raccoglimento in chiesa. È la poesia della banalità. Forse Rohmer vuole suggerirci che l'amore per una persona (reale) o per un personaggio scintilla solo se esso viene identificato nella quotidianità delle sue azioni e nella fresca semplicità del suo mestiere di vivere. Per questo viene sempre puntualizzato in quale città francese o quartiere parigino essi si trovino, a volte innestando brevissimi documentari "cine-turistici" sulla cittadina in cui essi si muovono. Sono frequenti i riferimenti colti dalla cultura letteraria e filosofica, a volte argomento stesso di discussione tra i personaggi: si parla di filosofia ad esempio ne La mia notte con Maud, Racconto di primavera e Racconto d'inverno, e ricorre in ben tre delle sue opere (La mia notte con Maud, Racconto d'inverno e un lavoro teatrale) la tematica della scommessa di Pascal. Tutti i racconti morali sono comunque rintracciabili all'interno di una precisa struttura morale-filosofica. Una curiosa particolarità delle sue storie è la loro relazione stretta con fenomeni naturali eccezionali, che talvolta sono fulcro delle azioni, tavolta inducono i personaggi alla riflessione. Esempi evidenti sono dati dal fenomeno ottico (narrato da Jules Verne) del raggio verde nell'omonimo film, oppure la superstizione legata alla luna piena de Le notti della luna piena o infine l'ora blu dell'episodio da Reinette e Mirabelle. Sono rivelazione metafisica, profezia da interpretare liberamente dai personaggi, segni evidenti di un'interazione tra la natura fisica e il destino umano. Si può leggere questo gusto di Rohmer come una trasposizione delle sue idee sul mondo, lui, ambientalista cattolico che vive riservato al riparo da fama e tecnologia. Il suo genere, se di genere e non di stile si può parlare, è quello della commedia da sorriso, una sorta di saggia ma ilare rappresentazione delle inquietudini insinuate nel quotidiano, condite di un umorismo sotto le righe dotato di grande grazia. Il suo è un sorriso paterno e interessato, mai paternalistico, mai polemico, mai irriverente.(da wikipedia) ![]() da l'Amore il pomeriggio Banner ![]()
Artwork by SovrumaniSilenzi Messaggio modificato da Marainos il Jan 13 2012, 05:38 PM |
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Inviato il: Sep 8 2010, 09:17 AM
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Il primo Lungometraggio ![]() Il primo lungometraggio di Rohmer è la tragicomica favola della discesa di un uomo nella povertà e nell'isolamento. Anche se il film mostra l'inesperienza di Rohmer come regista, e soffre di qualche ovvietà - l'ingenua referenza all'astrologia e al fato - risulta comunque avvincente, e allo stesso tempo un lavoro toccante sulla natura umana. Difficlmente un film che tocca il problema dei 'senzatetto' farà giustizia al problema e riuscirà a catturarne completamente la tragedia, ma questo fa un passo in più. I disperati tentativi di Pierre di trovar cibo e di tenere insieme le sue scarpe sono allo stesso tempo divertenti e commoventi, e come in tutti i film posteriori di Rohmer, saranno questi dettagli ad avere il maggior effetto sulla platea. Il film sicuramente manca della spontaneità e del realismo dei suoi lavori più recenti, il lieto fine appare piuttosto forzato; ma malgrado l'artificialità della narrazione, la regia è impressionante, quasi così mesmerizzante che nei migliori Rohmer. La scelta dei luoghi più famosi di Parigi come location, si abbina benissimo al personaggio principale , vibrante e divertente, quando Pierre festeggia la sua presunta eredità, malinconico quando realizza che non ha ereditato un bel niente, e crudele quando si ritrova solo e senza un soldo. La fotografia è distintivamente Nouvelle Vague, e Jean Luc Godard appare silenzioso in un cameo all'inizio del film. (da FilmsdeFrance, adattamento italiano del vostro) Sei Racconti Morali ![]() La serie dei sei Racconti morali è il primo ciclo completo di film scritti e diretti dal regista francese Eric Rohmer, uno dei fondatori del movimento della Nouvelle Vague. Realizzato nell’arco di un decennio, fra il 1962 e il 1972, il ciclo dei Racconti morali comprende il cortometraggio La fornaia di Monceau, il mediometraggio La carriera di Suzanne e quattro lungometraggi: La collezionista, La mia notte con Maud, Il ginocchio di Claire e L’amore il pomeriggio. I coltissimi dialoghi fra i personaggi dei Racconti morali contengono innumerevoli riferimenti alla letteratura e alla filosofia, che spesso vengono rispecchiati idealmente nella struttura narrativa dei film medesimi. Gli intrecci dei Racconti morali sono costruiti mediante un sistema perfettamente geometrico di simmetrie, che si ripetono costantemente nelle sei pellicole del ciclo secondo varianti di volta in volta differenti. Al centro della trama c’è sempre un protagonista maschile, di età compresa fra i venti e i trentacinque anni, che assume anche la funzione di voce narrante ed ha così il vantaggio di esprimere direttamente il proprio punto di vista allo spettatore; accanto al protagonista compare poi un amico (o un’amica) al quale costui indirizza le proprie confidenze. Il nucleo drammaturgico di ogni film è costituito dal dilemma morale al quale ciascun "eroe" dei Racconti è sottoposto: un dilemma che ha la propria concretizzazione nella scelta fra due donne, che rappresentano due poli opposti dell’universo femminile (non a caso spesso si tratta di una bionda e di una bruna). Da una parte, dunque, si trova la "donna ideale", vale a dire la moglie presente o futura (un personaggio talvolta invisibile o soltanto citato); dall’altra, invece, la "seduttrice", la donna che incarna la tentazione del protagonista e una sfida al suo intero sistema morale. Puntualmente, però, la potenziale avventura amorosa fra il protagonista e la tentatrice non arriva in porto, o si interrompe un attimo prima della sua realizzazione. Ma l’apparente vittoria dei principi morali sulle passioni umane nasconde di frequente un retrogusto amaro, che corrisponde all’inesorabile disillusione dei personaggi di fronte alla realtà. Ciascuno dei protagonisti dei Racconti morali erige attorno a sé un mondo ideale governato da una logica che loro stessi hanno stabilito; ma al termine del film questa auto-illusione è destinata a rivelare il proprio carattere fallace, finendo inevitabilmente per crollare. ![]() ![]() ![]() I Protagonisti Il narratore de La fornaia di Monceau (Barbet Schroeder) è un giovane studente di legge che si innamora di Sylvie, una ragazza incontrata per strada, ma nel frattempo riceve le attenzioni di Jacqueline, la commessa di una panetteria di Monceau. Bertrand (Philippe Beuzen), protagonista de La carriera di Suzanne, è un giovane studente universitario, timido e insicuro, che si prende una cotta per una ragazza irlandese, Sophie, mentre viene corteggiato dall’amica Suzanne. Suzanne (Catherine Sée), protagonista de La carriera di Suzanne, è una studentessa dei corsi serali dal carattere vivace ed estroverso, che prima cede alla corte del donnaiolo Guillaume e poi si mostra interessata al suo amico Bertrand. Adrien (Patrick Bauchau), protagonista de La collezionista, è un critico d’arte che sta trascorrendo alcuni giorni di vacanza nella casa di un amico a Saint-Tropez, in compagnia del pittore Daniel e di una ragazza di nome Haydée. Haydée (Haydée Politoff), protagonista de La collezionista, è una ragazza graziosa ed affascinante in vacanza a Saint-Tropez, che colleziona un’avventura dopo l’altra e si diverte a sedurre Adrien. Il narratore de La mia notte con Maud (Jean-Louis Trintignant) è un ingegnere della Michelin, cattolico praticante, che dopo essersi trasferito nella cittadina di Clermont-Ferrand incontra una bella sconosciuta di nome Françoise e la elegge a sua donna ideale. Maud (Françoise Fabian), protagonista de La mia notte con Maud, è un’affascinante donna divorziata che professa il libero pensiero e, durante la notte di Natale, tenta invano di sedurre il rigido Jean-Louis, ospite in casa sua. Jéròme (Jean-Claud Brialy), protagonista de Il ginocchio di Claire, è un diplomatico prossimo alle nozze che durante l’estate si reca a trascorrere un mese presso il lago di Annecy, e qui sviluppa un’attrazione feticistica nei confronti della giovane Claire e del suo ginocchio. Aurora (Aurora Cornu), protagonista de Il ginocchio di Claire, è un’acuta scrittrice in vacanza ad Annecy, intima amica di Jéròme, del quale raccoglie le confidenze sui suoi rapporti col gentil sesso. Frédéric (Bernard Verley), protagonista de L’amore il pomeriggio, è un brillante avvocato e un felice padre di famiglia, sposato con la bella Hélène; la sua esistenza, però, viene turbata dall’improvvisa ricomparsa della sua amica Chloé. Chloé (Zouzou), protagonista de L’amore il pomeriggio, è una giovane donna affascinante e disinvolta, che dopo diversi anni torna a trovare il suo vecchio amico Frédéric iniziando con lui un sottile gioco di seduzione. ![]() ![]() ![]() Le citazioni celebri - Il fatto di piacere a una ragazza mi sembrava scontato. Non era il mio tipo. Sylvie le era mille volte superiore. E fu proprio perché ero molto innamorato di Sylvie che accettai la corte, perché così era, della fornaia. (Il narratore de La fornaia di Monceau) - Ritrovata Sylvie, continuare con la fornaia sarebbe stata, peggio che un vizio, un’aberrazione. Una era la mia verità. L’altra l’errore. Almeno al momento fu così che mi sembrò la cosa. (Il narratore de La fornaia di Monceau) - Forse, senza volerlo, si era presa gioco di me. Quella ragazza per la quale, durante l’anno, non avevo provato altro che una confusa pietà, al traguardo ci aveva tutti beffati, costringendoci a riconoscere quel che eravamo: dei ragazzini. Colpevole o meno, ingenua o furba che fosse, che importava? Privandomi del diritto di compatirla, Suzanne si era presa la sua vera rivincita. (Bertrand) - Nel momento in cui misi in moto desideravo solo sgombrare la strada e forse costringere Haydée a tagliar corto. Ma immediatamente capii che non mi sarei più fermato e che stavo finalmente per prendere una vera decisione. Questa non è altro che la storia dei miei ripensamenti. Il mio sogno svanì di colpo per far di nuovo posto ai progetti accarezzati all’inizio del mio soggiorno. Potevo finalmente godermi la famosa vacanza "totale". Calma e solitudine le avevo in abbondanza, e non solo mi erano offerte, ma me le ero guadagnate grazie a una decisione con la quale avevo affermato la mia libertà. Godevo del successo, che attribuivo soltanto a me stesso e non al caso, almeno in parte. Mi abbandonavo alla deliziosa sensazione di essere del tutto indipendente, completamente padrone di me stesso. (Adrien) - Se c’è una cosa che non capisco è l’infedeltà: non fosse altro che per amor proprio, non potrei dire bianco dopo aver detto nero. (Il narratore de La mia notte con Maud) - Stavo per dirle che non era successo niente, quando di colpo capii che l’imbarazzo di Françoise non dipendeva da quello che lei apprendeva di me, ma da quanto indovinava che io apprendevo di lei, e che in realtà scoprivo in quel momento, e solo in quel momento. E così dissi il contrario della verità. (Il narratore de La mia notte con Maud) - Gli eroi delle storie hanno sempre gli occhi bendati. Sennò non farebbero più niente; la storia finirebbe. Non è grave, perché tutti abbiamo bende sugli occhi. (Aurora) – La calca e il rumore non mi trattengono dal prendere il mio bagno di folla. Amo la folla come il mare, non per annegarci o confondermi, ma per sfidarne la superficie come un navigatore solitario, docile in apparenza al suo ritmo, ma per meglio riprendere il mio, ogni volta che la corrente cambia o si scioglie. Come il mare, la folla mi tonifica e scatena l’immaginazione, e quasi tutti i pensieri mi vengono per strada, anche quelli che riguardano il mio lavoro. (Frédéric) - Le bellezze che mi passano davanti sono il naturale prolungamento della bellezza di mia moglie, l’arricchiscono con la loro bellezza ricevendone in cambio un poco della sua. La bellezza di lei garantisce la bellezza del mondo, e viceversa. Quando abbraccio Hélène, abbraccio tutte le donne. (Frédéric) Commedie e Proverbi La serie Commedie e proverbi è un ciclo di sei film realizzati dal regista e sceneggiatore francese Eric Rohmer fra il 1980 e il 1987. Tutte le pellicole della serie prendono spunto da un proverbio o da una citazione letteraria che in qualche modo fungono da compendio ai temi trattati in ciascun film. Queste sono le frasi utilizzate da Rohmer: per La moglie dell’aviatore: "Non si può pensare a niente", dal titolo di un’opera di Alfred de Musset (Non si può pensare a tutto); per Il bel matrimonio: "Chi non batte la campagna? Chi non si inventa castelli in Spagna?", un motto di Jean de La Fontaine; per Pauline alla spiaggia: "Chi parla troppo si danneggia", un motto di Chrétien de Troyes; per Le notti della luna piena: "Chi ha due donne perde l’anima, chi ha due case perde il senno", un detto popolare; per Il raggio verde: "Ah, venga il tempo in cui i cuori s’innamorano", un verso di Arthur Rimbaud; per L’amico della mia amica: "Gli amici dei miei amici sono miei amici", un proverbio. Al centro della serie Commedie e proverbi ci sono in prevalenza personaggi femminili, tutti di giovane età, di professione impiegate o studentesse, che si muovono fra lo scenario metropolitano di Parigi, la provincia francese e luoghi di villeggiatura. Tutti i film sono incentrati sulla descrizione delle complesse relazioni fra uomini e donne e sulla difficoltà nel gestire i propri sentimenti; tale difficoltà si riflette nell’instabilità affettiva e nell’insicurezza psicologica dei personaggi, che si lasciano trasportare dalle regole della passione piuttosto che da quelle della razionalità, andando spesso incontro a cocenti delusioni. Lo schema narrativo delle varie pellicole si contraddistingue per la sua impostazione di tipo teatrale, basata su una catena di fraintendimenti, equivoci, bugie ed inganni, puntualmente accompagnati da lunghe conversazioni in cui i protagonisti espongono i rispettivi punti di vista sulla vita e sull’amore. La leggerezza dei toni, venata talvolta da una soffusa malinconia, costituisce la cifra stilistica attraverso la quale Rohmer mette in scena situazioni quotidiane, in apparenza quasi banali, che servono in realtà ad illustrare i rapporti esistenti fra i personaggi e la contraddittorietà dei loro stati d’animo. ![]() ![]() ![]() I Protagonisti François (Philippe Marlaud), protagonista de La moglie dell’aviatore, è uno studente di legge che di notte lavora come fattorino in un ufficio postale di Parigi. Il ragazzo sospetta che la sua fidanzata Anne lo tradisca con un pilota, e così inizia a pedinare l’uomo insieme alla quindicenne Lucie. Anne (Marie Rivière), protagonista de La moglie dell’aviatore, è la fidanzata di François, ma il loro rapporto sta attraversando un momento di crisi accentuato dall’improvvisa ricomparsa di Christian, un pilota che in passato aveva avuto una relazione con la donna. Sabine (Béatrice Romand), protagonista de Il bel matrimonio, è una studentessa di storia dell’arte che vive con la famiglia a Ballon e lavora in un negozio di antiquariato a Le Mans. Dopo aver conosciuto l’avvocato Edmond, cugino della sua amica Clarisse, Sabine perde la testa per lui e decide che diventerà suo marito. Pauline (Amanda Langlet), protagonista di Pauline alla spiaggia, è una ragazza di quindici anni che si reca con la sua cugina più grande Marion a trascorrere una settimana di vacanza nella località balneare di Granville, sulla costa normanna. Marion (Arielle Dombasle), protagonista di Pauline alla spiaggia, è una giovane donna separata dal marito che si trova in vacanza con la cuginetta quindicenne Pauline a Granville. Qui Marion si prende una sbandata per Henri, un cinico donnaiolo. Louise (Pascale Ogier), protagonista de Le notti della luna piena, è un’arredatrice che vive con il compagno Rémi in una casa nella periferia di Parigi, ma spesso si ferma a trascorrere la notte in un appartamento in città. La donna è amica di Octave, che non nasconde la propria attrazione verso di lei. Delphine (Marie Rivière), protagonista de Il raggio verde, è un’impiegata di Parigi che, all’inizio delle ferie estive, si ritrova da sola ed è incerta su dove trascorrere le proprie vacanze. Timida e insicura, Delphine soffre per la propria condizione di solitudine ed è in attesa di incontrare il grande amore. Blanche (Emmanuelle Chaulet), protagonista de L’amico della mia amica, è una ragazza che lavora come impiegata nella prefettura di Chergy-Pontoise. Blanche stringe amicizia con Léa, una studentessa di informatica, e si invaghisce di Alexandre, un fascinoso donnaiolo che però non si cura di lei. ![]() ![]() ![]() Le citazioni celebri - Non sono un tipo che abborda le ragazze per strada. (François) - Non ti ho detto niente. E comunque posso averti raccontato delle storie. (Pauline alla cugina Marion) - La sola cosa che mi impedisce di amarlo come vorrei è il suo troppo amore. Quando mi amano troppo, io automaticamente amo meno. (Louise) - Ho deciso di restare sola finché non avessi incontrato qualcuno che valesse veramente. Voglio dire, quando sei sola e vai con qualcuno così, per una volta, per avere un’avventura... cioè, ci si sente... secondo me dopo ci si sente più soli di prima. Capisci, quando la sera poi ritorni a casa tua e sei appena andata a letto con un tizio qualsiasi e sai che non gliene frega niente e non frega niente neanche a te, e nessuno dei due ne ha ricavato niente, ecco, questo io lo trovo ancora più spaventoso che tenersi la propria solitudine. In questo senso, la solitudine diventa uno stile di vita, una regola, capisci? (Delphine) - È meglio vivere sognando un ideale che adattarsi a una mediocre realtà, capisci, e perdere ogni speranza. (Delphine) Racconti delle quattro stagioni ![]() Dopo i “Racconti Morali” e le “Commedie e proverbi”, la terza fase della carriera di Eric Rohmer, regista francese della storica nouvelle vague, si è concentrata sui “Racconti delle quattro stagioni” che vengono ora proposti da BIM Qmedia in DVD. Lo stile delle quattro pellicolae è quello consueto del maestro intimista. Attori per lo più sconosciuti confessano davanti ad una macchina da presa invisibile le loro inquietudini, i loro sentimenti e i loro drammi attraverso lunghi monologhi raffinatissimi. In Racconto di primavera del 1990 due giovani amiche, la spigliata Jeanne, insegnante di filosofia in crisi col fidanzato e Natacha, diciottenne di conservatorio in costante conflitto con la madre, si confidano le loro sensazioni tra un appartamento parigino e una casa di campagna. Racconto d’inverno, dell’anno successivo, narra il ricongiungersi di una coppia che si era lasciata per un bizzarro scherzo del destino. Racconto d'estate, del 1996, è incentrato su un seduttore suo malgrado che, durante una vacanza in Bretagna, corteggiato da tre fanciulle, è indeciso sul da farsi e decide di fuggire. Infine Racconto d’autunno, del 1998, è ambientato nella valle del Rodano. Qui, una donna solitaria e un professore di filosofia s’incontrano in un intreccio casuale tra equivoci e scherzi del destino. ![]() ![]() ![]() ![]() Adattamenti Letterari ![]() Rohmer lo diresse dopo un pausa dalla regia di quattro anni. Basato sul racconto di Heinrich von Kleist Die Marquise von O del 1808, girato in tedesco e ambientato in Lombardia nel 1799, il film è incentrato sulla vicenda di una giovane Marchesa rimasta prematuramente vedova (Edith Clever) che, sul punto di essere violentata da soldati russi, viene salvata da un Conte (Bruno Ganz). La donna scopre poi di essere rimasta misteriosamente incinta. "Favola arguta che prendeva per il bavero il culto illuminista della ragione ricamando sugli scherzi della natura e i capricci del cuore, la novella di Kleist ha trovato in Rohmer un reinventore di gran classe. Che restando fedele al testo e senza modificare i dialoghi ne ha espresso le grazie sorridenti con una messinscena di squisita unità stilistica, dove gli echi del suo Marivaux sono in raffinato equilibrio con gli umori romantici, sì che ne esce una commedia di lietissimo sapore. Giovanni Grazzini sul Corriere della Sera (15 maggio 1977) ![]() L'apprendistato cavalleresco di Perceval, orfano di un nobile celtico, che lascia la madre e il castello avito per diventare cavaliere della Tavola Rotonda di re Artù. Ci riesce dopo molti duelli e mille avventure, ma dopo cinque anni di vagabondare, il giorno di venerdi santo depone le armi. Acquistata una nuova spiritualità, parte per l'impresa più affascinante: la ricerca del Santo Graal. Una visione tutta spirituale e simbolica, le chiavi care a Rohmer, della saga nordica medievale, lontana dai consueti film in costume. Tratto da Perceval ou le Conte de Graal di Chrétien de Troyes (1130-85), il primo romanziere d'Europa. Come l'ingenuo Perceval (F. Luchini) abbandonò la madre per raggiungere la corte di re Artù (M. Eyraud), diventare cavaliere e andare alla ricerca del Graal. I suoi incontri e gli insegnamenti che ne trasse. E. Rohmer racconta soltanto una parte dei 9234 ottonari del poema romanzesco, ma ne mantiene lo sdoppiamento in 2 storie: quella di Perceval viene abbandonata per seguire le avventure di Gauvain-Galvano (A. Dussollier) con cui si passa dal mondo della cavalleria e della courtoisie a quello del lavoro operaio, mercantile, borghese. Con l'episodio della Passione si torna a Perceval e su di lui si conclude. Film unico nella storia del cinema che lascia lo spettatore ammirato e freddo, ma non annoiato. Il suo fascino nasce specialmente dall'aspetto figurativo, dall'organizzazione dello spazio che intende reinventare quello delle miniature e del teatro medievale, affidata alla meravigliosa fotografia (senza ombre) di Nestor Almendros. Il regista ha semitradotto il francese arcaico di Chrétien de Troyes, mantenendo gli ottonari e il procedimento del discorso indiretto: i personaggi parlano di sé stessi in terza persona. Una parte dei versi è cantata o salmodiata su musiche medievali, rielaborate da Guy Robert, con cori aggiunti da Rohmer. Luchini e C. recitano una recitazione, uno dei tanti modi di straniamento cui si ricorre per inserire autentici costumi, corazze, armi e il loro peso in uno spazio stilizzato e allusivo. Il risultato è di gusto rigoroso e di squisita raffinatezza, ma, insieme, di trasparente semplicità come nei racconti infantili. Distribuito in Italia nel 1984 con sottotitoli. Un film per "felici pochi". ![]() Eric Rohmer torna a rileggere cinematograficamente un testo del passato, dopo le ormai lontane esperienze di Perceval le Gallois e de La marchesa von.... Lo fa con un testo di un romanzo del XVII secolo di Honoré d'Urfé nel quale trova materia per continuare, in altri termini, la sua ciclicamente ritornante riflessione formale sul 'sentire' della giovinezza. Interviene sul testo con una scelta di regia in cui la finzione è molteplice e dichiarata. La didascalia iniziale ci informa che non si è potuto girare nei luoghi in cui il romanzo era ambientato perché ormai deturpati dalla modernità (e subito torna alla memoria il polemico film L'albero, il sindaco e la mediateca). Inoltre ci ricorda che i costumi di scena non si rifanno al V secolo dopo Cristo in cui la vicenda si sviluppa ma al modo in cui nel XVII secolo si immaginava che i romani si vestissero. Tutto quindi ri-costruito. A quale scopo? Sembrerebbe che l'ormai anziano e sempre schivo Rohmer non si senta più in grado di raccontare i giovani d'oggi come se il gap generazionale fosse per lui ormai incolmabile. Ecco allora che si 'rifugia' nella rilettura ormai 'antica' dei miti e di un'epoca che sembra distante anni luce dal mondo odierno e chesicuramente lo è. Però in definitiva il gioco del desiderio, del rapporto tra i sessi, dell'accecamento prodotto dall'eccesso di desiderio di possesso finiscono col ripresentarsi, anche se sotto forme diverse. Lontano dal cinema spettacolare così come da quello dell'impegno sociale Rohmer continua in perfetta solitudine la sua indagine. Con il sorridente rigore che gli è proprio. Messaggio modificato da chirilloff il Sep 20 2010, 11:05 AM |
| chirilloff |
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![]() ![]() Gruppo: Domiciliati Messaggi: 5665 Utente Nr.: 34263 Iscritto il: 20-December 05 |
Filmografia :
Cortometraggi * Journal d'un scélérat (1950) * Présentation ou Charlotte et son steak (1951) * Les petites filles modèles (1952) * Bérénice (1954) * La sonate à Kreutzer (1956) * Charlotte et Véronique ou tous les garçons s'appellent Patrick (1957) * Véronique et son cancre (1958) * Les Métamorphoses du paysage : l'ère industrielle (1964) * Nadja à Paris (1964) * Place de l'Étoile (episodio di Paris vu par...) (1965) * Une étudiante d'aujourd'hui (1966) * Fermière à Montfaucon (1967) * Loup, y es-tu? (1983) * La cambrure (1999) Lungometraggi fuori serie * Il segno del leone (Le signe du lion) (1959) DivX - Fra Ita By chirilloff * La Marchesa von... (La Marquise d'O...) (1976) XviD Ita - Fra By oracenelson * Il fuorilegge conosciuto in Italia anche come Perceval le Gallois (1978) * Reinette e Mirabelle (Quatre aventures de Reinette et Mirabelle) (1987) DivX - Fra Ita By chirilloff * L'albero, il sindaco e la mediateca (L'arbre, le maire et la médiathèque) (1992) * Incontri a Parigi (Les rendez-vous de Paris) (1995) * La nobildonna e il duca (L'Anglaise et le Duc) (2001) XviD Ita Fra By Princess * Triple Agent - Agente speciale (Triple Agent) (2004) * Le canapè rouge (2005) * Gli amori di Astrea e Celadon (Les amours d'Astrée et de Céladon) (2007) XviD - Fra Ita by chirilloff Sei racconti morali * La fornaia di Monceau (La boulangère de Monceau) (1962) DivX - Ita Fra By chirilloff [color=blue] * La carriera di Suzanne (La carrière de Suzanne) (1963) XviD - Ita Fra By Yorikarus * La collezionista (La collectionneuse) (1967) DivX - Ita By chirilloff * La mia notte con Maud (Ma nuit chez Maud) (1969) DivX - Ita By chirilloff * Il ginocchio di Claire (Le genou de Claire) (1970) DivX - Ita By Loris * L'amore il pomeriggio (L'amour l'après-midi) (1972) DivX - Ita By chirilloff Commedie e proverbi * La moglie dell'aviatore (La femme de l'aviateur) (1981) * Il bel matrimonio (Le beau mariage) (1982) * Pauline alla spiaggia (Pauline à la plage) (1982) DivX - Ita Fra By chirilloff * Le notti della luna piena (Les nuits de la pleine lune) (1984) * Il raggio verde (Le rayon vert) (1986) XviD - Ita By Yorikarus * L'amico della mia amica (L'ami de mon amie) (1987) Racconti delle quattro stagioni * Racconto di primavera (Conte de printemps) (1990) DivX - Ita By Yorikarus * Racconto d'inverno (Conte d'hiver) (1992) Mux - H264 - Ita Fra Vorbis - MultiSub By Yorikarus * Un ragazzo, tre ragazze (Conte d'été) (1996) DivX - Ita By Yorikarus * Racconto d'autunno (Conte d'automne) (1998) DivX - Ita - MultiSub By Yorikarus altro: Doc & Bibliografia materiale da aggiungere quando rilasciato Messaggio modificato da chirilloff il Feb 17 2011, 12:16 PM |
| chirilloff |
Inviato il: Sep 17 2010, 07:30 PM
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![]() ![]() Gruppo: Domiciliati Messaggi: 5665 Utente Nr.: 34263 Iscritto il: 20-December 05 |
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| princess |
Inviato il: Sep 21 2010, 06:15 PM
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Gruppo: Domiciliati Messaggi: 721 Utente Nr.: 29535 Iscritto il: 5-December 05 |
Io mi accodo per La Nobildonna e il Duca con doppio audio italiano francese.
Non appena ho un attimo è tuo CADEAU
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| chirilloff |
Inviato il: Sep 21 2010, 06:20 PM
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![]() ![]() Gruppo: Domiciliati Messaggi: 5665 Utente Nr.: 34263 Iscritto il: 20-December 05 |
Un grand merci ma princesse |
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| chirilloff |
Inviato il: Oct 6 2010, 03:08 PM
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![]() ![]() Gruppo: Domiciliati Messaggi: 5665 Utente Nr.: 34263 Iscritto il: 20-December 05 |
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| Marainos |
Inviato il: Oct 10 2010, 03:19 PM
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![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Gruppo: Dirigenti Messaggi: 16609 Utente Nr.: 248737 Iscritto il: 6-November 08 |
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| chirilloff |
Inviato il: Oct 15 2010, 02:45 PM
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![]() ![]() Gruppo: Domiciliati Messaggi: 5665 Utente Nr.: 34263 Iscritto il: 20-December 05 |
projet mis à jour
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| Marainos |
Inviato il: Nov 8 2010, 09:13 PM
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![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Gruppo: Dirigenti Messaggi: 16609 Utente Nr.: 248737 Iscritto il: 6-November 08 |
antoinedoinel ho spostato il tuo messaggio QUI in sezione Club & Richieste Videoteca che e' piu' adatta alle richieste
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| chirilloff |
Inviato il: Nov 13 2010, 05:03 PM
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![]() ![]() Gruppo: Domiciliati Messaggi: 5665 Utente Nr.: 34263 Iscritto il: 20-December 05 |
rilasciato l'ultimo dei racconti morali:
![]() Adesso manca solo Suzanne Messaggio modificato da chirilloff il Nov 13 2010, 05:09 PM |
| Marainos |
Inviato il: Dec 16 2010, 08:44 PM
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![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Gruppo: Dirigenti Messaggi: 16609 Utente Nr.: 248737 Iscritto il: 6-November 08 |
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| chirilloff |
Inviato il: Dec 17 2010, 10:11 AM
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![]() ![]() Gruppo: Domiciliati Messaggi: 5665 Utente Nr.: 34263 Iscritto il: 20-December 05 |
Grazie a te per la segnalazione Boss, a Mapiel per il rip, per la fantastica release a Yorikarus, che rilascerà anche le altre tre stagioni
progetto aggiornato. |
| Marainos |
Inviato il: Dec 18 2010, 09:29 PM
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![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Gruppo: Dirigenti Messaggi: 16609 Utente Nr.: 248737 Iscritto il: 6-November 08 |
Ecco gia' il secondo: Racconto d'inverno (Conte d'hiver - 1992), [Mux - H264 - Ita Fra Vorbis - MultiSub] ![]() by Yorikarus |
| chirilloff |
Inviato il: Dec 20 2010, 08:43 AM
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![]() ![]() Gruppo: Domiciliati Messaggi: 5665 Utente Nr.: 34263 Iscritto il: 20-December 05 |
Grazie amici progetto messo-à-giorno
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| chirilloff |
Inviato il: Dec 26 2010, 03:29 PM
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![]() ![]() Gruppo: Domiciliati Messaggi: 5665 Utente Nr.: 34263 Iscritto il: 20-December 05 |
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| chirilloff |
Inviato il: Dec 28 2010, 09:20 PM
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![]() ![]() Gruppo: Domiciliati Messaggi: 5665 Utente Nr.: 34263 Iscritto il: 20-December 05 |
et voilà le dernier chapitre:
![]() toujours merci à notre ami Yorikarus Messaggio modificato da chirilloff il Dec 29 2010, 10:25 PM |
| chirilloff |
Inviato il: Jan 7 2011, 09:40 AM
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![]() ![]() Gruppo: Domiciliati Messaggi: 5665 Utente Nr.: 34263 Iscritto il: 20-December 05 |
Progetto aggiornato con tutti i titoli proposti dal Maestro Yori, cui vanno ancora i miei più sentiti ringraziamenti e tutta l'ammirazione che gli è dovuta.
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| TheNick |
Inviato il: Jan 23 2011, 05:50 PM
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![]() Gruppo: Domiciliati Messaggi: 210 Utente Nr.: 259750 Iscritto il: 6-January 09 |
bellissimo progetto.... vi auguro un buon proseguimento, sperando (quando è possibile) in audio originale e subs
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| chirilloff |
Inviato il: Jan 23 2011, 07:12 PM
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![]() ![]() Gruppo: Domiciliati Messaggi: 5665 Utente Nr.: 34263 Iscritto il: 20-December 05 |
con moltissima pazienza tutto ci sarà anche (o solo) in francese |
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| chirilloff |
Inviato il: Feb 2 2011, 08:29 PM
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![]() ![]() Gruppo: Domiciliati Messaggi: 5665 Utente Nr.: 34263 Iscritto il: 20-December 05 |
Da inserire il secondo racconto morale:
![]() Rip dual da disco criterion+mux della lingua italiana by Yorikarus, capocannoniere di classe del nostro progetto! |
| chirilloff |
Inviato il: Feb 17 2011, 12:18 PM
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![]() ![]() Gruppo: Domiciliati Messaggi: 5665 Utente Nr.: 34263 Iscritto il: 20-December 05 |
Aggiornato!
Ringraziamo per le splendide proposte il grande ![]() |
| Yorikarus |
Inviato il: Feb 17 2011, 08:26 PM
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![]() Gruppo: Domiciliati Messaggi: 1859 Utente Nr.: 311484 Iscritto il: 18-August 09 |
Prego prego prego: troppo bbbuono, chiri!
E' un piacere lavorare con un SuperMod come te e per un progetto come questo Speriamo davvero che in molti abbiano (ri)scoperto questo splendido regista... |
| cuorenucleare |
Inviato il: Jun 17 2011, 12:48 PM
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![]() Gruppo: Domiciliati Messaggi: 65 Utente Nr.: 587456 Iscritto il: 11-May 11 |
Un lavoro davvero encomiabile... grazie!
Messaggio modificato da cuorenucleare il Jun 17 2011, 12:49 PM |
| n+1 |
Inviato il: Jul 15 2011, 03:56 PM
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Gruppo: Domiciliati Messaggi: 3 Utente Nr.: 440911 Iscritto il: 11-April 10 |
Bellissimo progetto! Rohmer merita di essere divulgato. Grazie, grazie, grazie.
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| Julian8 |
Inviato il: Apr 9 2012, 03:31 PM
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Gruppo: Domiciliati Messaggi: 3 Utente Nr.: 281116 Iscritto il: 6-May 09 |
Fantastico... è incredibile trovare altri appassionati di Rohmer, non ci speravo. Grazie.
E' possibile reperire da qualche parte "le notti della luna piena" ? Grazie mille. Messaggio modificato da Julian8 il Apr 9 2012, 03:36 PM |
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