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![]() ![]() Gruppo: Domiciliati Messaggi: 2596 Utente Nr.: 203980 Iscritto il: 27-February 08 |
MAFALDA DI SAVOIA Fiction Mediaset di Maurizio Zaccaro ![]() :::->Scheda tecnica del filmato<-::: Titolo: Mafalda di Savoia Sottotitolo: Il coraggio di una principessa Emittente: Rete4 Trasmesso il: 18/11/2008 Trasmesso per la prima volta: 28/11/2006 Genere: Storico Regia di: Maurizio Zaccaro Audio: Italiano Sottotitoli: n.d. :::->Trama<-::: Questa è una delle prime fotografie di Mafalda di Savoia che ho trovato durante la ricerca del materiale di documentazione sulla principessa, la sua famiglia, la sua breve vita. È un'immagine bella e rassicurante scattata a Roma poco prima dell'inizio della Seconda Guerra Mondiale. ![]() Mafalda con i suoi tre figli maschi: Enrico, Maurizio ed Ottone. Elisabetta sarebbe venuta al mondo qualche anno dopo. I ragazzi sono sorridenti, spensierati, probabilmente felici e purtroppo ignari, come la loro mamma, della tragedia che li stava per travolgere. Erano Savoia, ma anche principini d'Assia, figli del Langravio d'Assia, Filippo d'Assia, e quindi tedeschi, non solo italiani. Eppure, a volte, la Storia non sembra fare molta distinzione fra i popoli, fra i ceti sociali, fra nobili e gente del popolo, soprattutto quando a scandire il tempo arriva il momento della guerra, dei grandi sconvolgimenti mondiali, degli orrori. Il tempo in cui tutto può succedere. Ho guardato spesso questa fotografia. L'ho portata con me un po' ovunque, fino in Romania dove abbiamo girato il film. L'ho appesa ben in vista e ingrandita nei nostri uffici a Bucarest, e poi a Snagov dove avevamo ricostruito il lager di Buchenwald. Volevo semplicemente non dimenticarmi la serenità che traspare da quei volti, la felicità di Mafalda: la felicità di una madre con i suoi figli, non di una principessa, non di una Savoia. Una mamma. Chiunque abbia dei figli sa cosa voglio dire, conosce il valore di un'immagine del genere alla quale, non a caso, viene sempre dato un posto d'onore e ben in vista nelle nostre case. Mi piace, oggi, pensare a questa fotografia come "logo" ideale del nostro film, come manifesto, come emblema di una storia pubblica ma al tempo stesso molto privata che, purtroppo, ben pochi in Italia conoscono. La storia di questa principessa, figlia sì di Vittorio Emanuele III di Savoia e di Elena di Montenegro, ma pur sempre una mamma come tutte le altre a cui la storia ha riservato un incredibile destino: quello della più celebre vittima italiana del regime nazista. Per questo ogni città d'Italia, ogni paese, ha una via o una piazza dedicata al nome della principessa. In suo onore, ad un piccolo borgo in provincia di Campobasso, Ripalta, venne cambiato il nome in Mafalda, dove tuttora gioca una squadra di calcio omonima: la polisportiva Mafalda. Giallonero i colori della casacca. A Mafalda di Savoia sono dedicati inoltre ospedali, scuole, asili nido, centri d'accoglienza, istituti di solidarietà, campi sportivi e piscine. Eppure la gente, gli italiani che frequentano questi luoghi ben poco conoscono della sua storia. Poche parole vengono dedicate sui testi scolastici al sacrificio di questa donna. Il re firmò nel 1938 le famigerate leggi razziali, il capitolo più buio della nostra vicenda unitaria e di quell'atto porta intera la responsabilità che niente e nessuno potrà mai cancellare. Ma perché dimenticare che una delle sue figlie, la principessa Mafalda, dopo mesi di umiliazioni, di privazioni e di dolori, morì, sola, nel lager di Buchenwald? Ideato e prodotto da Angelo Rizzoli, Mafalda di Savoia cerca semplicemente di colmare questa imperdonabile lacuna della nostra memoria. Questo a mio parere è l'indiscutibile valore della televisione d'oggi che, se realizzata con grande impegno, può portare a risultati non solo spettacolari ma anche importanti per i loro contenuti educativi. In un momento in cui il cinema italiano è costretto ad una devastante immobilità, non è poco. Maurizio Zaccaro :::->Approfondimento storico<-::: Mafalda Maria Elisabetta Anna Romana, secondogenita di Vittorio Emanuele III e di Elena di Savoia, nacque a Roma il 19 novembre 1902. Il suo nome è la traduzione italiana di quello della sua ava portoghese Mahalda, figlia di Matilde di Savoia e nipote di Amedeo III ("f" traduce "h" come in "hierro", "ferro" in italiano). "Muti", questo il suo soprannome, trascorse l'infanzia e la giovinezza in un ambiente più familiare che nobiliare: la mamma organizzava feste in continuazione, non disdegnando di insegnare alle figlie l'arte del cucinare e del cucire; il papà stava con la famiglia ogni volta che poteva, lontano dall'etichetta di corte. Le vacanze si svolgevano a Sant'Anna di Valdieri, a Racconigi e a San Rossore, con la partecipazione di tutto il personale, famiglie comprese. Anche in queste occasioni, l'instancabile regina Elena preparava semplici gare e giochi di ogni tipo. In generale, l'infanzia di Mafalda trascorse tra ricorrenze e compleanni vari, che la regina non scordava mai di festeggiare. Elena e le sue figlie amavano la musica, mentre Vittorio Emanuele non l'apprezzava più di tanto. Nel 1922, Mafalda conobbe personalmente Puccini, a Torre del Lago. Il maestro non fece in tempo a dedicarle la Turandot, perché morì, lasciando l'opera incompiuta. Mentre il fratello Umberto, (detto "Beppo"), veniva educato in altro modo, "Muti" e le altre sorelle seguivano la mamma in molte visite ufficiali, contribuendo attivamente alle sue opere di beneficenza. Durante la Prima Guerra Mondiale, visitarono i soldati negli ospedali militari. Nel 1923, "Muti" e Giovanna si ammalarono di tifo. La sorella, di costituzione robusta, guarì in fretta, mentre per Mafalda si pensò al peggio. Più in generale, quegli anni furono per tutta la famiglia un periodo spensierato e ricco, vissuto mondanamente con la più bella nobiltà europea. I destini matrimoniali dei quattro principi Savoia si stavano delineando: Giovanna divenne zarina di Bulgaria, Umberto conobbe Maria José, e il 23 settembre 1925 Mafalda sposò il principe tedesco Filippo d'Assia. Filippo d'Assia (Philip Von Essen) era nato a Rumpenheim il 6 novembre 1896. Quando incontrò la futura sposa era tenente nell'esercito tedesco. Il dono di nozze di papà Vittorio Emanuele fu un piccolo casale romano, situato tra i Parioli e villa Savoia, cui gli sposi diedero il nome di "Villa Polissena", in memoria della principessa d'Assia, felice sposa di Carlo Emanuele III. Pur non riconoscendo i titoli nobiliari, il nazismo utilizzò il Langravio d'Assia, conferendogli vari incarichi soprattutto burocratici. Va detto che, come buona parte dei tedeschi, Filippo aveva una certa attrazione per il nazismo. Nel 1943, dopo la destituzione di Mussolini, l'affidamento del governo a Badoglio e la firma dell'armistizio con gli alleati, i tedeschi organizzarono la dislocazione delle truppe in territorio italiano, tentando poi di arrestare i regnanti e di disarmare l'esercito. Badoglio e il re si rifugiarono a Brindisi, nel sud d'Italia, lasciando l'esercito senza ordini precisi e privo di una guida certa. Solo Maria e Mafalda non riuscirono a seguire i genitori. Alla fine di agosto, infatti, "Muti" era partita per Sofia per stare accanto a Giovanna. Il marito, Re Boris di Bulgaria, era morto avvelenato dai sicari di Hitler per non essersi schierato chiaramente a fianco della Germania. Mafalda non ebbe quindi la possibilità di occuparsi della propria famiglia, e nessuno l'avvertì di ciò che stava per accadere. Sicuramente in quei giorni comunicò telefonicamente con il padre, che però non potè dire nulla sulle trattative in corso con gli alleati per paura che i nazisti potessero ascoltare. Fatto sta che il 7 settembre Mafalda ripartì da Sofia per l'Italia. Il 22 riuscì a raggiungere Roma, facendo appena in tempo a rivedere i figli, custoditi in Vaticano da Monsignor Giovanni Battista Montini (il futuro Papa Paolo VI). Il 23 mattina, all'improvviso, Mafalda venne convocata con urgenza dal comando tedesco, con la scusa dell'arrivo dalla Germania di una telefonata del marito. Era un tranello: subito arrestata, venne messa in un aereo, prima destinazione Monaco, poi Berlino, infine il lager di Buchenwald, dove venne rinchiusa nella baracca 15, sotto falso nome (Frau von Weber). Mafalda venne ospitata in una baracca ai margini dei campo destinata a prigionieri "di riguardo" che ospitava, fra gli altri, un ex deputato socialdemocratico tedesco e sua moglie. Il regime del campo era comunque durissimo: vitto insufficiente, freddo invernale intenso, divieto di rivelare la propria identità, la principessa era di costituzione delicata e deperì rapidamente. Malgrado i tentativi nazisti, era comunque nota la presenza tra le recluse di una principessa di Casa Savoia. Tra le tante testimonianze raccolte, ricordiamo quella di un'altra prigioniera, cui una volta Mafalda disse: "Ricordatevi di me non come principessa, ma come sorella". Nell'agosto del 1944, gli alleati bombardarono le installazioni industriali contigue al lager e la baracca in cui era reclusa la principessa fu distrutta. Le prigioniere avevano tentato di rifugiarsi nella trincea che circondava l'area, ma non fu sufficiente: il braccio sinistro di Mafalda fu ridotto a brandelli. La donna venne trasportata distesa su una scala. Fu ricoverata nell'infermeria della casa di tolleranza del campo, dove venne soccorsa dalle prostitute. Purtroppo Mafalda peggiorò: proprio mentre la cancrena stava per avere la meglio, dopo quattro giorni di tormenti i medici finalmente decisero di operare, amputandole il braccio. L'intervento durò un'eternità. Ancora addormentata, Mafalda venne riportata nel postribolo e qui lasciata senza ulteriori cure. La mattina seguente morì dissanguata senza aver ripreso conoscenza. Era il 28 agosto 1944. Il suo corpo, completamente denudato, venne gettato sul mucchio dei cadaveri del bombardamento, per essere cremato. Dopo molti sforzi, il prete del campo ottenne che il corpo venisse sottratto alla cremazione. La salma della principessa venne chiusa in una bara di legno e seppellita in una fossa senza nome. Solo un numero: il "262: eine enberkannte Fraue" (donna sconosciuta). A guerra finita, un gruppo di marinai di Gaeta, già prigionieri a Buchenwald, identificò la tomba e consegnò alla famiglia i resti di "Muti". La principessa Mafalda riposa ora nel piccolo cimitero degli Assia, nel castello di Kronberg in Taunus (Francoforte sul Meno). :::->Screenshot<-::: ![]() :::->Scheda tecnica del DivX<:::
*Note: Orari di seed 19,00-6,00 e banda disponibile 150kb *Note: Tutte le mie rele sono anche RESEED ON REQUEST *Note: Video compatibile con i lettori da tavolo -- Ringraziamenti -- - Imageshak per l’hosting gratuito delle immagini - Mediaset - Corso di Ripping per la compatibilità con i lettori da tavolo * Le mie rele * Le mie adozioni ![]() ![]() ![]() Messaggio modificato da Boadicea il Feb 14 2013, 03:52 PM
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| Marainos |
Inviato il: Nov 22 2009, 08:46 PM
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![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Gruppo: Dirigenti Messaggi: 16614 Utente Nr.: 248737 Iscritto il: 6-November 08 |
Mi sa che il banner per la giornata della memoria e' andato.. io non lo vedo piu'
A parte questo, appena il tracker torna online spostiamo anche questa |
| darayava |
Inviato il: Nov 22 2009, 09:46 PM
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![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Gruppo: Dirigenti Messaggi: 11290 Utente Nr.: 128370 Iscritto il: 12-May 07 |
Grazie serman
... manca la II Guerra Mondiale |
| Marainos |
Inviato il: Nov 23 2009, 01:03 AM
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![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Gruppo: Dirigenti Messaggi: 16614 Utente Nr.: 248737 Iscritto il: 6-November 08 |
Tracker online, il seed c'e' quindi..
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| darayava |
Inviato il: Nov 23 2009, 08:42 AM
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![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Gruppo: Dirigenti Messaggi: 11290 Utente Nr.: 128370 Iscritto il: 12-May 07 |
ok faccio io...
un dubbio.... forse andava in TNTV |
| Dilling |
Inviato il: Nov 26 2009, 09:39 AM
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![]() Gruppo: Admin Messaggi: 25497 Utente Nr.: 275 Iscritto il: 24-March 05 |
Export completato su:
1337x Bitenova BitTorrentShare ExtraTorrent H33t IsoHunt MightyNova MiniNova MoNova SeedPeer SumoTorrent TorrentMatrix TorrentParty TorrentPortal ---------------------------------- Irraggiungibile TorrentReactor.to Con questo TAG: Mafalda di Savoia, [SatRip - Ita] [TNT Village].torrent Stato della condivisione al momento dell'export: Completati: 88 Dimensione: 1436 mb Leechers: 32 seeders: 6
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| graffio80 |
Inviato il: Jul 28 2010, 11:03 PM
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Gruppo: Domiciliati Messaggi: 9 Utente Nr.: 407819 Iscritto il: 24-January 10 |
Ciao, sto scaricando appunto questo film, ma sono fermo al 35,5% e non va più avanti....é un problema del file oppure cosa?
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| darayava |
Inviato il: Jul 29 2010, 08:26 AM
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![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Gruppo: Dirigenti Messaggi: 11290 Utente Nr.: 128370 Iscritto il: 12-May 07 |
manda un mp a serman.... sicuramente si rimetterà in seed e ti farà completare |
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| graffio80 |
Inviato il: Aug 3 2010, 09:42 PM
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Gruppo: Domiciliati Messaggi: 9 Utente Nr.: 407819 Iscritto il: 24-January 10 |
Sono riuscito a terminare questo download...ma da quello che sò io questa fiction é composta da due parti...e questa é la seconda parte....esiste la relase della prima parte?
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| serman |
Inviato il: Aug 4 2010, 11:57 AM
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![]() ![]() Gruppo: Domiciliati Messaggi: 2596 Utente Nr.: 203980 Iscritto il: 27-February 08 |
Risposto tramite messaggio privato
serman
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| ghostshadow |
Inviato il: Mar 2 2011, 05:22 AM
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Gruppo: Domiciliati Messaggi: 38 Utente Nr.: 9290 Iscritto il: 8-August 05 |
can someone please seed
grazie |
| serman |
Inviato il: Mar 2 2011, 08:43 AM
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![]() ![]() Gruppo: Domiciliati Messaggi: 2596 Utente Nr.: 203980 Iscritto il: 27-February 08 |
Hello ghostshadow; i can alredy in seed now; remeber your reseed when you have disponibility the complete documentary.
serman
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| Marco8902 |
Inviato il: Jul 18 2012, 12:09 PM
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Gruppo: Domiciliati Messaggi: 56 Utente Nr.: 762688 Iscritto il: 7-July 12 |
grazie
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| fabrizio6662 |
Inviato il: Jan 28 2013, 12:08 PM
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Gruppo: Domiciliati Messaggi: 38 Utente Nr.: 867212 Iscritto il: 24-December 12 |
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| ponny |
Inviato il: Feb 11 2013, 01:49 PM
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Gruppo: Domiciliati Messaggi: 474 Utente Nr.: 764713 Iscritto il: 11-July 12 |
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