Tnt village
tntvillage.scambioetico.org · Statuto T.N.T.      Aiuto      Cerca      Utenti      Calendario

TNT ha bisogno di essere sostenuta: i miglioramenti sono merito di chi ha donato a TNT.

Puoi donare anche utilizzando PostePay, Per versare la tua donazione chiedi il numero di carta

Sostieni movimentopirati.org

 

  Rispondi a questa discussioneInizia nuova discussione

> La storia del fascismo - La costruzione del consenso, (1926-1936) [DivX - Ita Mp3] Documentario [CURA] Mussolini
serman
  Inviato il: May 19 2009, 07:58 PM
Cita questo messaggio


\"250rel\"

Group Icon

Gruppo: Domiciliati
Messaggi: 2775
Utente Nr.: 203980
Iscritto il: 27-February 08




user posted image

Posted by

user posted image........ user posted image

    LA STORIA DEL FASCISMO [07/13]

    La costruzione del consesnso (1926-1936)

    user posted image



    user posted image





    :::->Scheda tecnica del filmato<-:::



    Titolo: La costruzione del consenso [07/13]
    Serie: La storia del fascismo
    Genere: documentario
    Audio: Italiano
    Sottotitoli: n.d.


    :::->L’ascesa del Fascismo fra crisi politica economica e sociale nell’Italia del primo dopoguerra<-:::


    :::->Il biennio rosso<-:::


    Alla fine della prima guerra mondiale, l’Italia venne a trovarsi in una posizione intermedia tra la relativa stabilità delle potenze vincitrici (Francia e Gran Bretagna) e la totale disgregazione degli imperi centrali. Essa era il paese dell’Intesa uscito dalla guerra più provato e indebolito dal punto di vista politico oltre che economico. La diffusa e crescente insubordinazione sociale trovò i suoi momenti paradigmatici nella rivolta del giugno-luglio 1919 contro il carovita, nell’ammutinamento dei bersaglieri i partenza per l’Albania del giugno 1920, e soprattutto nell’occupazione delle fabbriche del settembre dello stesso anno. Quest’ultimo episodio rappresentò il culmine dell’agitazione proletaria e, insieme, il punto d’inizio della reazione padronale della borghesia italiana, decisa a seguire una politica di intransigente contrapposizione al movimento operaio. L’intervento di Giolitti fu risolutivo per armonizzare due posizioni che di fatto erano state, fino ad allora, radicalmente opposte.
    Rieletto, dopo la caduta del ministero presieduto da Nitti, Giolitti respinse seccamente le pesanti richieste degli industriali di usare la forza dell’esercito per sgomberare le fabbriche. Riconoscendo che era ormai assurdo difendere il criterio secondo cui “in una grande azienda vi sia un solo capo che comanda mentre migliaia di operai devono ubbidire, senza avere la garanzia di un controllo sull’attività del dirigente”, propose l’introduzione di una forma di controllo sindacale sull’industria, da regolarsi attraverso una legge per la cui formulazione sarebbe stata costituita una commissione paritetica. Con questa via egli dava fiato alla componente riformista del sindacato, tranquillizzava la controparte padronale e soprattutto garantiva l’allentamento della tensione e lo sgombero delle fabbriche. Avvenne così che la confederazione generale del lavoro bocciò la proposta di sciopero generale sostenuta dalla sinistra ed approvò un ordine del giorno in cui ci si limitava a chiedere “il riconoscimento da parte del padronato del principio del controllo sindacale delle aziende”. Si trattava del rifiuto esplicito di una soluzione rivoluzionaria.
    Il fallimento politico di quella che si riteneva la possibile “rivoluzione italiana” contribuì ad accelerare il distacco della sinistra dal PSI (in particolare la componente torinese gramsciana e quella napoletana guidata da Bordiga) che si consumò nel gennaio del 1921 al Congresso di Livorno con la scissione e la formazione del PCI.

    :::->La questione fiumana<-:::


    Sul fronte opposto a quello proletario, un altro movimento scosse nello stesso periodo lo stato liberale, l’irredentismo nazionalista. Rafforzatosi durante la guerra e approdato a posizioni di aperta sovversione politica nel corso delle trattative per la pace, esso raccolse attorno a sé gran parte delle forze antidemocratiche presenti nella società italiana.
    Il mito della “vittoria mutilata” e la volontà di espansione nell’adriatico orientale, in Dalmazia e Albania, furono i punti di forza del movimento.
    Confrontata alle aspettative, la vittoria si presentava inevitabilmente come “mutilata”, incapace, cioè, di compensare i sacrifici compiuti per conseguirla; non c’erano solo i problemi economici, sociali e finanziari, ma anche quelli territoriali, dato che proprio gli USA contestarono all’Italia, durante i negoziati di pace a Versailles, le pretese sul confine orientale, e in particolare sulla città dalmata di Fiume; l’incrocio di lingua e razza in quel luogo non rendeva facile l’applicazione del principio di nazionalità in base al quale si disintegrava l’impero austro-ungarico e nasceva la Jugoslavia.
    Si registrò allora una rottura tra l’ala moderata guidata da Bissolati e Salvemini e i settori estremisti dell’interventismo. Nel settembre del 1919 gruppi armati irregolari e reparti dell’esercito occuparono Fiume con l’intento di mettere di fronte al fatto compiuto la Jugoslavia, gli ex alleati e il governo Nitti accusato di essere “rinunciatario”.
    L’occupazione, guidata dal poeta G. D’annunzio, andò avanti sino alla fine del 1920, quando il governo fece intervenire l’esercito per applicare il trattato di Rapallo, con cui la città fu eretta a “Stato libero”.
    L’avventura fiumana segnò un punto di svolta: i danni inferti dal nazionalismo radicale allo Stato liberale furono gravissimi. Nonostante il fallimento dell’impresa, essa screditò come “imbelle” la democrazia e parallelamente accreditò l’idea del colpo di mano come soluzione dei problemi.

    :::->La forza del movimento fascista tra paralasi e vuoto di potere<-:::


    Il “capolavoro” giolittiano dell’autunno del 1920 può essere considerato l’ultima vera iniziativa politica dello stato liberale. Giolitti era riuscito ad imporre un’impossibile mediazione statuale ai movimenti radicali della società civile, ma finì per muoversi in modo contraddittorio, perdendo consensi sia a destra che a sinistra. Le concessioni riguardanti la legge sul controllo operaio e la nominatività dei titoli azionari, fatta per frenare l’ondata rivoluzionaria, scatenarono le forze più vicine al capitale industriale e finanziario senza però riuscire a legare al governo la sinistra riformista. Inoltre, le misure antipopolari, come l’abolizione del prezzo politico del pane, cui il governo ricorse per far fronte alla grave situazione finanziaria, pregiudicarono la possibilità di un’estensione a sinistra della base parlamentare giolittiana.
    Con le elezioni politiche del 1921 il nuovo parlamento si rivelò ancora più frammentato del precedente con 11 gruppi politici in radicale contrasto fra loro. Giolitti fu così costretto a rassegnare le dimissioni nel giugno dello stesso anno.
    Si aprì così un periodo di crisi che Farneti definì caratterizzato dall’ “esaurimento delle alternative politiche legittime” e dalla prevalenza delle politiche extra-parlamentari “della piazza” e “della caserma”.
    Aperta dal governo Bonomi e proseguita con i due governi Facta, la situazione di ingovernabilità divenne patologica e assunse gli aspetti di un vero e proprio “vuoto di potere”.
    Contemporaneamente all’accentuarsi della crisi del potere statale, andava crescendo una nuova forza politica: Nato ufficialmente a Milano il 23 marzo 1919 con la fondazione in Piazza San Sepolcro dei “fasci di combattimento ad opera dell’ex dirigente socialista Benito Mussolini, il movimento fascista era vissuto in forma marginale fino all’inizio del 1921. Esso raccoglieva il consenso della media borghesia urbana, già dimostratasi sensibile al nazionalismo e all’antisocialismo; un gran numero di ex-combattenti e agrari formavano il nerbo delle “squadre d’azione”, strumento di cui il fascismo si valse per affermare la propria presenza politica.
    L’uso sistematico della violenza fu però tollerato dalla classe politica dirigente: a lungo il governo si illuse di poter controllare e utilizzare la forza fascista in funzione subalterna contro il movimento operaio. Lo stesso Giolitti pensava di poter incanalare il quadro dirigente del nuovo movimento entro i limiti del sistema. In realtà il fascismo andava costituendosi rapidamente in vera e propria struttura statuale alternativa; il “vuoto di potere” stava per essere riempito da un potere nuovo decisamente autoritario e tendenzialmente totalitario. Nei mesi immediatamente precedenti alla marcia su Roma, un motivo ricorrente della retorica mussoliniana divenne quello dell’esistenza di “due stati”, uno, residuo del passato, asfittico e imbelle, e uno vigoroso e potente, pronto a subentrare il vecchio ormai in decomposizione.

    :::->La fine dello stato liberale<-:::


    I fascisti parteciparono con esiti fallimentari alle elezioni del 1919. Conseguirono invece un rapidissimo successo nel corso del ’20 e ancor di più nel ’21 impegnandosi in un crescendo di violenze antisocialista, in particolare nella Bassa padana e nell’Italia centrale, aree dove più forte era il radicamento del socialismo italiano. L’offensiva delle squadre fasciste sarebbe stata impossibile senza i finanziamenti dei grandi imprenditori agricoli e il sostegno dell’esercito. Tali appoggi si spiegano da un lato con il desiderio delle classi dominanti di distruggere la forza della controparte soprattutto bracciantile, dall’altro con il tentativo di Giolitti di trovare nell’antibolscevismo un motivo di unificazione dei gruppi dirigenti e dei conservatori.
    Dal canto suo il socialismo si rivelò un “colosso dai piedi di argilla”, facile da abbattere perché composto da una serie di gruppi locali che i fascisti, militarmente organizzati attaccavano, bruciando le “Case del popolo” ed estromettendo con la forza le amministrazioni “rosse”.
    Durante il ’22 le violenze si estesero sotto il debole governo Facta; alla fine dell’ottobre dello stesso anno, infine, Mussolini si decise all’azione di forza. Sotto la direzione di un “quadrunvirato”, composto da Balbo, De Bono, Bianchi e De Vecchi, 50 000 camice nere marciarono su Roma senza incontrare resistenza, avendo il re rifiutato di firmare il decreto di stato d’assedio proposto da Facta. Il 28 ottobre i fascisti entrarono nella capitale occupandola militarmente. Il giorno seguente Mussolini fu convocato dal re che gli conferì il mandato di formare il governo. Per la prima volta nella storia costituzionale italiana il leader di un partito minoritario otteneva, senza alcuna designazione parlamentare, ma su pressione della piazza e su decisione unilaterale del sovrano, la presidenza del consiglio. La prassi democratica e lo Stato liberale erano definitivamente liquidati.

    :::->La costruzione del regime: organizzazione del conseso e repressione del dissenso<-:::


    La marcia su Roma non fu un vero e proprio colpo di Stato, ma una dimostrazione armata tendente a forzare la mano a quella parte politica che già guardava con simpatia al fascismo. Mussolini, infatti, ottenne per il proprio governo (composto non solo da fascisti, ma anche da tre liberali, 2 popolari, 2 socialdemocratici e da alti ufficiali) il consenso di un ampio fronte parlamentare. Dalla maggioranza dei liberali al Partito popolare, tutti erano convinti che l’ “esperimento” fascista fosse un fenomeno transitorio ma necessario per ripristinare l’autorità del governo centrale e l’ordine sociale: il 16 novembre 1922 la camera votò la fiducia offrendo un appiglio di legalità costituzionale alla conquista del potere fascista.

    :::->La fascistizzazione del paese<-:::


    Tra il 1922 e il 1925 si svolse un processo di sistematica “fascistizzazione” dello Stato durante il quale Mussolini utilizzò il proprio potere “costituzionale” di presidente del consiglio senza trovare eccessive resistenze.
    Gradualmente iniziò un processo atto a trasformare il governo autoritario del duce in vero e proprio regime; le tappe principali riguardano: rafforzamento dell’esecutivo e liquidazione delle prerogative del parlamento; integrazione delle strutture politiche e militari fasciste nell’apparato statale; imbavagliamento dell’opposizione fino all’eliminazione del pluralismo politico e all’instaurazione del “partito unico”; liquidazione delle libertà costituzionali di stampa, associazione, sciopero, ecc.

    1) Già nel dicembre del 1922 venne costituito il Gran consiglio del fascismo, un organo del partito destinato ad esercitare una funzione di direzione sul governo
    2) Nel gennaio del ’23 lo squadrismo fu istituzionalizzato con il riconoscimento ufficiale della “Milizia volontaria per la sicurezza nazionale” un corpo paramilitare di partito destinato a garantire una forza armata al nascente regime.
    3)Il Partito nazionalista confluì in quello fascista contribuendo a precisarne l’ideologia in senso corporativo, statalista e imperialista
    4)Si istaurarono stretti rapporti con la Chiesa: la riforma Gentile, concesse ampi privilegi all’insegnamento confessionale.
    5)Con la legge Acerbo del 13 novembre 1923 Mussolini riuscì a modificare il sistema elettorale, eliminando la proporzionale e stabilendo che la lista di maggioranza relativa che fosse riuscita a raccogliere più del 25% dei voti ottenesse i due terzi dei seggi. Era il primo passo verso il regime a partito unico.

    Alle elezioni del ’24 le opposizioni non riuscirono a raggiungere un accordo e presentarono ben cinque liste differenti, rinunciando in tal modo a costituire una alternativa al “listone” fascista, cui aveva aderito la maggior parte dei liberali (compresi politici del calibro di Calandra, Orlando, De Nicola).
    La campagna elettorale fu caratterizzata da una violenta ondata di squadrismo che provocarono incendi, distruzioni ed aggressioni e portarono alla coalizione fascista ben 404 seggi, contro gli appena 106 dell’opposizione.

    :::->L’assasinio Matteotti e la costruzione del regime<-:::


    Fu a questo punto che si verificò il rapimento e l’assassinio del deputato socialista Giacomo Matteotti, episodio che offrì l’ultima occasione all’opposizione per rovesciare il governo Mussolini.
    Il 24 maggio 1924, all’apertura della nuova camera, in un coraggioso intervento il segretario del PSU (ala riformista del socialismo italiano, separatasi nel 1922 dall’ala massimalista guidata da Nenni) denunciò le illegalità e le violenze che avevano segnato la campagna elettorale. Il 10 agosto Matteotti scomparve: il suo cadavere, sfigurato, venne ritrovato il 16 agosto.
    Stavolta il delitto non era attribuibile a qualche ras di provincia, ma a un gruppo alle dirette dipendenze di Mussolini. L’impressione fu enorme e l’alleanza governativa mostrò dei cedimenti. Le opposizioni per protesta abbandonarono l’aula parlamentare invocando l’intervento del re, che però non sarebbe mai arrivato.
    La svolta avvenne nel gennaio del 1925:di fronte a una camera osannante e, nella sua parte antifascista, allibita, Mussolini si assunse personalmente la responsabilità del delitto con queste parole: “Dichiaro qui, al cospetto di questa assemblea e al cospetto del popolo italiano, che io assumo, io solo, la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto. […] Se il fascismo è stato un’associazione a delinquere io sono il capo di questa associazione a delinquere”. Fu questo il vero “colpo di Stato” fascista che segnò il passaggio dalla fase di fascistizzazione strisciante dello Stato a quella della costruzione del regime.
    Nel novembre del 1925 furono varate le cosiddette “leggi fascistissime”: furono sciolti tutti i partiti politici avversari e vietate tutte le associazioni non direttamente controllate dal regime; fu soppressa la libertà di parola e la stampa fu soggetta ad una rigorosa censura; con la legge del 24 dicembre si modificò lo Statuto, attribuendo al capo del governo, nominato dal re e non sottoposto a verifica parlamentare, poteri straordinari, tra cui la facoltà di nominare i ministri a sua discrezione; nel 1926 si costituì il Tribunale speciale per la difesa dello Stato, che sottrasse alla magistratura ordinaria i giudizi per reati politici; fu istituita l’Organizzazione per la vigilanza e la repressione dell’antifascismo (OVRA) e si dispose il confino per gli oppositori.


    :::->Scheda tecnica del DivX<:::

    ::::> dati ottenuti con GsSpot Ver. 2.70a <::::


    Dimensione: 704MB
    Dimensione video: 671MB
    Dimensione audio: 29,9MB
    Durata: 00:48:03
    Video Codec:DivX 6.0.0
    Video Bitrate: 1.909 kb/s
    Risoluzione: 688x496
    FPS (Frames/sec):25
    QF (Frame quality): 0,224 b/p
    Audio Codec: Mp3
    Audio Bitrate: 128kb/s
    Freq Audio: 48.000Hz

    *Note: Orari di seed 19,00-6,00 e banda disponibile 150kb
    *Note: Tutte le mie rele sono anche “RESEED ON REQUEST
    *Note: Verranno agganciati solo i primi 15 seed; questi a loro volta dovranno fare da seed a tutti gli altri leech; grazie della collaborazione

    -- Ringraziamenti --


    - Il messaggero.it
    - Imageshack per l'hosting gratuito delle immagini

    * Le mie rele
    *Le mie adozioni

    user posted imageuser posted imageuser posted imageuser posted image


Messaggio modificato da Boadicea il Apr 29 2013, 07:29 PM

> File Allegato
File Allegato   Lastoria del Fascismo La costruzione del consenso 07 13.torrent
Dimensione: 721 mb
Seeder:1
Leecher: 1
Completati: 1045
Data ultimo seed: 2014-12-19 15:57:01
Info_hash: 5E02608CABC1E586CE4D70CDDA37EECFE20FD66F
Visualizza la lista dei peers
Visualizza i dettagli del torrent

Impegnarsi per un mondo migliore, significa aiutare i giovani che hanno fame di democrazia e sete di cultura.

Diventa anche tu, releaser di TNT, e partecipa condividendo materiale

Informazioni per la richiesta di reseed dalle 24,00-06,00:
Le richieste vanno fatte nella release;per poter scaricare la mia banda disponibile per il reseed, e quindi per accorciarne i tempi, bisogna lasciare solo il torrent richiesto in upload, minimo a 40kb, e sospendere temporaneamente fino a completamento dello scarico tutti i rimanenti torrent in upload.
Dopo il completamento ricordarsi del vecchio detto popolare:
"Tanto ricevi ...... tando dai"; in realtà andrebbe scritto al contrario. A parte questo decidete voi quanto tempo rimanere in seed quando il torrent lo necessita, per permettermi nel frattempo di rilasciare nuovi documentari e soddifare altre richieste.
Messaggio PrivatoIndirizzo Email
Top
Berjoska
Inviato il: May 19 2009, 08:28 PM
Cita questo messaggio


\"250rel\"

Group Icon

Gruppo: V.I.P.
Messaggi: 10565
Utente Nr.: 104451
Iscritto il: 11-November 06



Tutto a posto, si vola in all al più presto possibile.
Grazie serman!
Messaggio Privato
Top
anucera
Inviato il: May 13 2011, 08:07 PM
Cita questo messaggio



Group Icon

Gruppo: Contribuenti
Messaggi: 1460
Utente Nr.: 571622
Iscritto il: 23-March 11



grazie.gif
Messaggio PrivatoIndirizzo Email
Top
angleone
Inviato il: Jul 28 2011, 10:39 PM
Cita questo messaggio



Group Icon

Gruppo: Domiciliati
Messaggi: 4121
Utente Nr.: 399147
Iscritto il: 9-January 10



shiny.gif grazie.gif
Messaggio PrivatoIndirizzo Email
Top
Utenti totali che stanno leggendo la discussione: 0 (0 Visitatori e 0 Utenti Anonimi)
Gli utenti registrati sono 0 :
 

Opzioni Discussione Rispondi a questa discussioneInizia nuova discussione

 

Scambio etico - ethic share
 Debian powered site  Nginx powered site  Php 5 powered site  MariaDB powered site  xml rss2.0 compliant  no software patents  no software patents