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| loris |
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![]() ![]() Gruppo: Domiciliati Messaggi: 14213 Utente Nr.: 43948 Iscritto il: 4-February 06 |
![]() ![]() Il gruppo SPG è lieto di presentarVi: GUIDO CHIESA IL PARTIGIANO JOHNNY ![]() ![]() Il partigiano Johnny Altri titoli: Johnny the Partisan Diretto da Guido Chiesa Soggetto: dall'omonimo romanzo di Beppe Fenoglio Sceneggiatura: Guido Chiesa, Antonio Leotti Fotografia : Gherardo Gossi Montaggio: Luca Gasparini Musiche : Alexander Balanescu Suono: Fabio Felici Costumi: Marina Roberti Scenografia : Davide Bassan con: Claudio Amendola (Nord), Stefano Dionisi (Johnny), Fabrizio Gifuni (Ettore), Umberto Orsini (Pinin), Giuseppe Cederna (Nemega), Felice Andreasi (Mugnaio), Chiara Muti (Elda), Barbara Lerici, Andrea Prodan Produzione: Fandango Origine: Italia 2000 Durata: 135’ SCREENSHOTS ![]() TRAMA Johnny, studente di letteratura inglese ad Alba, decide di combattere i nazifascisti unendosi a una banda partigiana comunista. Ben presto comprende come la vita del partigiano non sia quell’avventura poetica che si era immaginato; lasciata la prima banda, Johnny confluisce in un’altra formazione partigiana composta da militari dell’ex esercito regio ma, all’indomani dell’inutile occupazione di Alba, si accentua il suo disagio verso i tatticismi e le strategie dei nuovi compagni. Dopo la drammatica perdita di Alba, hanno luogo i terribili rastrellamenti dei nazifascismi che mettono in fuga i partigiani. Johnny passa l’inverno del 1943 nella solitudine di una cascina; in questa condizione egli trova finalmente la sua dimensione ideale, la sua ragione d’essere partigiano. Diventa uomo..................................... RECENSIONE Con Il partigiano Johnny Guido Chiesa realizza il suo desiderio più ambizioso: portare al cinema il romanzo di Beppe Fenoglio di cui è stata pubblicata postuma una prima versione nel 1968. Questa impresa non è riuscita a molti altri registi e sceneggiatori, a causa dell’irriducibilità dello scrittore all’interno di schemi precostituiti, a causa del suo stile di scrittura molto personale e irriproducibile con mezzi audiovisivi. Chiesa, da appassionato studioso (non solo in campo cinematografico) della Resistenza piemontese e delle Langhe, si avvicina al romanzo di Fenoglio conservandone il tratto più rilevante, ovvero le inquietudini del giovane Johnny davanti ai formalismi ideologici dei suoi compagni partigiani. Il suo è un travaglio esistenziale che lo porta all’azione solitaria in un Paese diviso da una guerra civile. Sia come film storico, sia come storia della crescita di un individuo, Il partigiano Johnny racconta vicende che si svolgono ad Alba e nelle Langhe, ritratte tramite «immagini quasi scabre, colorate con una tavolozza neutra e omogenea» (E. Magrelli, "Film TV", 21.11.2000). Questa zona del Piemonte pare un luogo piuttosto difficile da penetrare soprattutto per quanto riguarda la mentalità della gente: il loro tratto più comune, infatti, è «una diffusa riluttanza a dare confidenza, una tendenza atavica a risolvere i problemi senza chiedere niente a nessuno» (S. Della Casa, “Kataweb Cinema”). Recuperando, secondo alcuni, gli insegnamenti del Neorealismo (in particolare, di Paisà di Roberto Rossellini, da cui Guido Chiesa mutua la frase conclusiva, che annuncia la fine della guerra), il regista torinese firma un film «più attento alla verosimiglianza che agli aspetti spettacolari» (Tullio Kezich, "Corriere della Sera", 18.11.2000). Pertanto il film assume quasi l’aspetto di un documento storico, perché immerge «la freschezza della testimonianza in una scrupolosa ambientazione resa ancor più suggestiva dal ricorso a una sorta di decolorazione dell’immagine nella bella fotografia di Gherardo Gossi» (Ibidem). Proprio Gherardo Gossi spiega i principi in base ai quali è stato deciso il taglio fotografico da dare alle inquadrature: «i nostri punti di riferimento erano per lo più documentari d’epoca e foto sulla Resistenza. L’idea di fondo era di evitare una visione edulcorata della guerra, con immagini troppo ripulite e partigiani che sembrassero modelli (in questo senso scenografo e costumista hanno dato un apporto fondamentale), cercando invece di riprodurre col maggior realismo possibile l’anno e mezzo vissuto tra e montagne, gli stenti e il freddo, la fatica sul volto degli attori e l‘autenticità degli ambienti non ricostruiti. [...] Guido ha deciso fin dall’inizio che il modo migliore di raccontare il romanzo di Fenoglio sarebbe stato quello di vedere la realtà attraverso gli occhi di Johnny, stando addosso al protagonista [...]. Inoltre, per sottolineare l’atmosfera cupa e drammatica della guerra, abbiamo lavorato, sia durante le riprese che durante la fase di stampa della pellicola, sulla decolorazione e sull’enfatizzazione della grana della pellicola, smorzando l’intensità dei colori e aumentando molto i contrasti» (G. Gossi, in D. De Gaetano, a cura, Tra emozione e ragione. Il cinema di Guido Chiesa, Lindau, Torino, 2000). Anche la colonna sonora del film è stata studiata con cura meticolosa, soprattutto per quanto riguarda la presa diretta di dialoghi e rumori. «Essendo un film d’epoca», afferma il musicista e fonico Giuseppe Napoli, «la presa diretta è stata piuttosto complicata visto che, come per gli elementi architettonici e scenografici, abbiamo dovuto trovare le ambientazioni giuste per evitare rumori inopportuni o anacronistici. [...] Per Guido fare la presa diretta del suono non è una scelta di convenienza economica ma risponde a precise esigenze registiche: è una pratica faticosa ma che esalta la resa espressiva dei rumori sulla scena e soprattutto dà maggiore efficacia alla recitazione degli attori» (G. Napoli, Ibidem). Il film – come già il romanzo – costituisce una riflessione «su un uomo in guerra, sul mestiere di sopravvivere, sul “lavoro” del partigiano. [...] Incontri, fughe, rastrellamenti, pioggia, fango, agguati, sangue, paura, ti restano infine negli occhi in una forma ripetitiva, ossessiva, selvaggia, come in una cronaca pittorica della disperazione di libertà» (S. Danese, “Il Giorno”, 18.11.2000). L’inquietudine e la formazione del protagonista si legano alla crudeltà ed all’incertezza della situazione storica: una guerra terribile viene «combattuta tra freddo, pioggia e stenti, dove si attacca e si è attaccati di sorpresa, bisogna fuggire e nascondersi, si conquista una città sapendo di perderla subito dopo. Chiunque può essere un amico o un traditore: e dall´alternativa dipende la vita del partigiano [...] il film di Chiesa intende soprattutto mettere in scena questa sofferenza, la quotidianità di una guerra [...] in cui [...] ogni azione può scatenare una rappresaglia sanguinosa sulla popolazione civile» (E. Magrelli, Op. cit.). Del film, la critica ha apprezzato le interpretazioni degli attori e le ambientazioni, qualcuno ha notato l’anacronismo di far suonare Moonlight Serenade di Glenn Miller in una festa nell’autunno 1944. «Per misurare la coerenza antiretorica di Chiesa basterebbe paragonare il suo film con La tregua, l'adattamento del romanzo di Primo Levi diretto tre anni fa da Francesco Rosi. I modelli del regista torinese sono altri: il cinema neorealista, e in particolare l'ultimo episodio di Paisà, da un lato, dall'altro La sottile linea rossa di Terrence Malick. L'unica cosa che stona, in tutto ciò, è a carico della colonna sonora, con la musica invadente di Alexander Balanescu e la voce over-screen che narra o commenta in inglese. Invece le scene di guerra risultano assolutamente convincenti, proprio per l'essenza di eticità e l'inesorabile ripetitività con cui sono rappresentate. L'ambientazione “on location” sui luoghi dell'azione è ineccepibile. Ottima l'interpretazione di Stefano Dionisi, adeguato e ben diretto tutto il cast» (R. Nepoti, “la Repubblica”, 18..11.2000). Il film è interamente piemontese: oltre all’ambientazione e al regista sono piemontesi molti collaboratori di Guido Chiesa, dal direttore della fotografia Gherardo Gossi al montatore Luca Gasparini e all’operatore steadycam Giovanni Gebbia. Una curiosità riguarda la seconda banda partigiana a cui Johnny si unisce, la Martini Mauri, brigata azzurra composta da militari dell´ex-esercito regio: nella realtà storica ne fece parte, tra gli altri, Folco Lulli, l’attore che dopo la fine della guerra avrebbe interpretato molti ruoli di gerarca fascista. RAPPORTO AVInaptic [ Info sul file ] Nome: Guido Chiesa - Il Partigiano Johnny.avi Data: 25/03/2009 20:20:58 Dimensione: 1,623,244,800 bytes (1548.047 MB) [ Info generiche ] Durata: 02:08:27 (7706.72 s) Tipo di contenitore: AVI OpenDML Streams totali: 2 Tipo stream n. 0: video Tipo stream n. 1: audio Audio streams: 1 ISFT: VirtualDubMod 1.5.10.2 (build 2540/release) JUNK: VirtualDubMod build 2540/release [ Dati rilevanti ] Risoluzione: ALTA (704 x 368) Larghezza: multipla di 32 (BENE) Altezza: multipla di 16 (BENE) Qualità DRF medio: MEDIA (3.800204) Qualità deviazione standard: MEDIA (0.847030) Media pesata dev. std.: ALTA (0.630305) [ Traccia video ] FourCC: xvid/XVID Risoluzione: 704 x 368 Frame aspect ratio: 44:23 = 1.913043 Pixel aspect ratio: 1:1 = 1 Display aspect ratio: 44:23 = 1.913043 Framerate: 25 fps Frames totali: 192668 Stream size: 1,429,720,028 bytes Bitrate: 1484.128166 kbps Qf: 0.229145 Key frames: 1644 (0; 36; 78; 80; 82; ... 192667) Null frames: 0 Min key int: 1 Max key int: 300 Key int medio: 117.194647 Ritardo: 0 ms [ Traccia audio ] Audio tag: 0x55 (MP3) Bitrate (contenitore): 192 kbps CBR Canali (contenitore): 2 Frequenza (contenitore): 48000 Hz Chunks: 191850 Stream size: 184,187,520 bytes Preload: 0 ms Max A/V diff: 13512 ms Tipo: MPEG-1 Layer III Initial skip: 336,384 bytes MPEG frames: 319186 Durata: 02:07:40 (7660.464 s) Chunk-aligned: No Emphasis: none Mode: joint stereo Ritardo: 0 ms [ Info sulla codifica MPEG4 ] User data: XviD0046 Packed bitstream: No QPel: No GMC: No Interlaced: No Aspect ratio: Square pixels Quant type: H.263 Frames totali: 192668 Drop/delay frames: 0 Frames corrotti: 0 [ Analisi DRF ] DRF medio: 3.800204 Deviazione standard: 0.847030 DRF max: 11 Rapporto generato da AVInaptic (18-11-2007) in data 26 mar 2009, h 10:28:00 NOTE: FORMATO XVID Audio = Italiano Mp3 Sottotitoli = Nessuno Messaggio modificato da robbyrs il Mar 23 2013, 09:59 PM
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| loris |
Inviato il: Mar 26 2009, 10:29 AM
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![]() ![]() Gruppo: Domiciliati Messaggi: 14213 Utente Nr.: 43948 Iscritto il: 4-February 06 |
Il Partigiano Johnny è un eccellente film Italiano magnificamente diretto ed interpretato.
Vivamente consigliato. Il film è tratto dall'omonimo romanzo di Beppe Fenoglio, un capolavoro probabilmente il miglior libro sulla Resistenza Buona visione
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| robbyrs |
Inviato il: Mar 26 2009, 10:53 AM
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![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Gruppo: Funzionari Messaggi: 20734 Utente Nr.: 202852 Iscritto il: 23-February 08 |
Grazie Loris, Un'altro tassello della nostra storia
in all |
| serman |
Inviato il: Mar 26 2009, 12:04 PM
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![]() ![]() Gruppo: Domiciliati Messaggi: 2596 Utente Nr.: 203980 Iscritto il: 27-February 08 |
serman
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| loris |
Inviato il: Apr 2 2009, 12:43 PM
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![]() ![]() Gruppo: Domiciliati Messaggi: 14213 Utente Nr.: 43948 Iscritto il: 4-February 06 |
EXPORT EFFETTUATO
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| odiaman |
Inviato il: Oct 27 2009, 09:51 AM
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Gruppo: Domiciliati Messaggi: 253 Utente Nr.: 314628 Iscritto il: 23-August 09 |
Grazie 1000...
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| Oblaf |
Inviato il: May 1 2010, 09:44 AM
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![]() Gruppo: Domiciliati Messaggi: 174 Utente Nr.: 110982 Iscritto il: 28-December 06 |
Grazie! comincio il dl
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| PiagaBiblica89 |
Inviato il: Dec 22 2011, 11:36 AM
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Gruppo: Domiciliati Messaggi: 122 Utente Nr.: 559478 Iscritto il: 19-February 11 |
grazie mille!!!
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| educatamente |
Inviato il: Mar 1 2012, 03:32 PM
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Gruppo: Domiciliati Messaggi: 13 Utente Nr.: 367949 Iscritto il: 15-November 09 |
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| luna0309 |
Inviato il: Apr 7 2013, 09:13 AM
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Gruppo: Domiciliati Messaggi: 27 Utente Nr.: 926372 Iscritto il: 20-March 13 |
Grazie mille
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| decibel_74 |
Inviato il: Apr 25 2013, 11:16 PM
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![]() ![]() ![]() ![]() Gruppo: Assistenti Messaggi: 1121 Utente Nr.: 583670 Iscritto il: 30-April 11 |
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