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> Il partigiano Pert, [TVrip H264 - Ita AAC] La storia siamo noi [CURA]Ciclo II Guerra Mondiale
Triccotracco
  Inviato il: Jan 3 2009, 03:07 PM
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    Il partigiano Pert

    Sandro Pertini

    Il presidente più amato dagli italiani

    La storia siamo noi

    by Tricco

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    :::->Scheda del documentario<-:::

    Sandro Pertini, partigiano e Presidente
    Alessandro Pertini nasce a Stella, in provincia di Savona, il 25 settembre 1896. Compie i suoi studi presso il collegio dei salesiani e poi al liceo “Chiabrera” di Savona. Nel 1917 partecipa, in prima linea sul fronte dell’Isonzo, alla Prima guerra mondiale. Nel 1918 si iscrive al PSI. Si laurea in Giurisprudenza a Genova (in seguito conseguirà anche una seconda laurea in Scienze Politiche a Firenze), intraprende la professione forense a Savona dove riceve la prima condanna: otto mesi di carcere per la sua attività politica (ha pubblicato, a sue spese, un opuscolo da titolo “Sotto il barbaro dominio fascista”); poi, nel 1926 il Tribunale Speciale lo condanna a cinque anni di confino. Sottrattosi alla cattura, si rifugia a Milano, dove organizza con Parri e Carlo Rosselli l'espatrio del maestro socialista riformista Filippo Turati. Va in esilio in Francia. Tornato in Italia nel 1929, viene nuovamente arrestato, processato dal tribunale speciale per la difesa dello Stato e condannato a 11 anni di reclusione.
    Nel 1931 incontra nel carcere di Turi Antonio Gramsci, al quale si lega di fraterna amicizia. Pertini si adopera perché cessino le vessazioni su Gramsci da parte dei carcerieri (ogni volta che si addormentava veniva svegliato dal rumore dei manganelli che quelli facevano scorrere sulle sbarre) e perché gli siano dati quaderni e matite. Da Turi Pertini passa al carcere di Pianosa, dove si ammala molto gravemente.
    Tutte le sue condanne sono per idee e atti antifascisti. Nel 1933, quando sua madre inoltra una domanda di grazia, Pertini la rifiuta con queste motivazioni:
    Non mi associo a simile domanda perché sento che macchierei la mia fede politica che, più di ogni cosa, della mia vita stessa, mi preme.
    Scontati i primi sette anni di reclusione, viene assegnato per otto anni al confino. Nella sua prima destinazione, Ponza, incontra molti comunisti: Terracini, Secchia, Camilla Ravera, Giorgio Amendola e altri. Da Ponza, poi, viene trasferito a Ventotene. Torna libero nell'agosto 1943, un mese dopo la caduta del fascismo, ed entra a far parte del primo esecutivo del Partito Socialista. Catturato dalle SS, viene condannato a morte, ma nel 1944 riesce ad evadere dal carcere insieme a Giuseppe Saragat, e raggiunge Milano dove assume la carica di segretario del Partito Socialista nei territori occupati dal Tedeschi e dirige la lotta partigiana. È uno dei capi della sollevazione popolare del 25 aprile 1945.
    Il 26 aprile partecipa ad un comizio a Piazza Duomo; nello stesso momento suo fratello Eugenio muore nel campo di concentramento di Flossemburg. Poco dopo Pertini parla da Radio Milano libera e annuncia la fine della guerra.
    Pietro Nenni scrive sull’Avanti:
    Negli ultimi anni la storia di Alessandro Pertini si conforma con quella dell’antifascismo clandestino e ne costituisce una delle pagine più belle. Centinaia di giovani socialisti rispondono al suo appello, si formano alla sua scuola. Questo è l’uomo eloquente, appassionato, nervoso, divorato da un amore smisurato: l’amore per la libertà e per il socialismo.
    A questi tempi risale l’incontro con Carla Voltolina, staffetta partigiana, che poi sposa nel giugno del 1946. Nel 1945 viene eletto Segretario del Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria, e deputato all'Assemblea Costituente. Dal 1945 al 1946 è Direttore de "L'Avanti”, nel 1948 è Senatore della Repubblica. Dopo vent’anni di intensa attività politica nel partito e in Parlamento (di cui è ininterrottamente membro per sei legislature) viene eletto eletto Presidente della Camera nel 1968 e nel 1972.
    L’8 luglio del 1978, al 16° scrutinio, con 832 voti favorevoli su 995 votanti, Sandro Pertini viene eletto al Quirinale: è il settimo Presidente dell’Italia repubblicana.
    Dopo la fine del suo settennato, nel 1985, è eletto senatore a vita.
    Muore a Roma il 24 febbraio 1990.

    “Una ventata di aria fresca”
    Pertini si rivela presto un Presidente schietto, dal carattere aperto, capace di interpretare i sentimenti del paese. Lo ricorda così il neo Presidente Giorgio Napolitano:
    Il suo settennato si può definire come ricerca, coronata dal successo, di un rapporto più diretto tra le più alte istituzioni della Repubblica e il popolo. Il Quirinale diventa con lui una casa aperta, una casa di tutti. Fu una presidenza interventista, nel senso che Pertini fece interventi in vari campi. Una cosa importante fu però che egli non si attribuì mai poteri che non potesse esercitare.
    Un Presidente innovativo, dunque, che cambia lo stile del Quirinale mostrandosi in ogni occasione rispettosissimo delle procedure. È, in tutti i campi, poco “protocollare”, nel rapporto con la stampa così come in quello con i capi di Stato stranieri. Come dice il giornalista Marzio Breda, “Pertini arrivò al Quirinale e portò una collezione di pipe e una ventata di aria fresca”.
    E’ un uomo che ha una storia ben precisa, quella dell’antifascismo e della Resistenza italiana, e tale storia è sempre presente nel linguaggio e nei valori ai quali egli si richiama.

    Non posso non ricordare i patrioti con i quali ho condiviso le galere del tribunale speciale, i rischi della lotta antifascista e della Resistenza. Non posso non ricordare che la mia coscienza di uomo libero si è formata alla scuola del movimento operaio di Savona e che si è rinvigorita guardando sempre al luminoso esempio di Giacomo Matteotti, di Giovanni Amendola e Piero Gobetti, di Carlo Rosselli, di Don Minzoni e di Antonio Gramsci, mio indimenticabile compagno di carcere.
    Dal discorso di insediamento di Pertini, 9 luglio 1978

    Ma Pertini riesce a raccogliere consensi ampi e trasversali in tutto l’arco parlamentare; nonostante la sua duratura carriera politica, non viene mai percepito come “uomo di partito”, forse in virtù del suo carattere ribelle e refrattario ad ogni forma di condizionamento. Anche l’estrema destra ha della sua persona una certa considerazione. E’ significativa, in questo senso, la sua presenza alla camera ardente di Giorgio Almirante, un uomo che “da deputato lo aveva sempre rispettato”.
    Ha, tra gli altri, la stima di Enrico Berlinguer, che di lui disse:
    Con Pertini sale al Quirinale un esponente socialista del movimento operaio che ha lavorato sempre per la sua unità. La sua alta moralità lo rende degno rappresentante dell’unità nazionale e supremo garante della Costituzione democratica.

    Anni drammatici per l’Italia
    Come ricorda Maccanico, che ha ricoperta la carica di segretario generale del Quirinale dal 1978 al 1987, Pertini viene eletto in una situazione difficilissima; Aldo Moro è stato ucciso appena due mesi prima e il precedente Presidente, Giovanni Leone, si è dimesso tra le polemiche (la più aspra, quella legata allo scandalo Lockheed, su presunti illeciti nell'acquisto da parte dello Stato italiano di velivoli dagli Usa). La politica italiana versa in una crisi profonda dovuta al fallimento dell’esperienza della solidarietà nazionale.
    Il neo Presidente si trova a dover affrontare una serie di emergenze nazionali, in un momento drammatico per l’Italia, gli anni del terrorismo. Pertini diventa l’uomo simbolo della lotta delle istituzioni al terrorismo, difensore delle libertà e dei diritti costituzionali dagli attacchi eversivi. Intenzione già chiara nel suo discorso di insediamento, il 9 luglio del 1978:
    Contro queste violenze, nessun cedimento. Dobbiamo difendere la Repubblica con fermezza, costi quel che costi alla nostra persona.
    Gli eventi luttuosi si succedono uno dopo l’altro. Sergio Piscitello, capo cerimoniale del Quirinale dal 1972 al 1981, ricorda che Pertini “non faceva altro che andare di funerale in funerale” e che “aveva sentito talmente tante messe che aveva imparato a memoria la litania”. C’è chi ironizza sulla sua assidua presenza ai funerali ma in realtà, secondo Giorgio Napolitano, “era importante: era il segnale che egli era alla testa delle istituzioni, con lo Stato, nella lotta senza quartiere contro il terrorismo.” E questo serve a rincuorare un paese sotto shock.

    L’omicidio di Guido Rossa
    Il 24 gennaio 1979 l’operaio Guido Rossa, iscritto al PCI e sindacalista della CGIL all'Italsider di Cornigliano, viene ucciso dalle BR. Nell'ottobre del 1978 Rossa aveva denunciato un operaio (e testimoniato contro di lui al processo) che nascondeva dei volantini delle BR in fabbrica. È la prima volta che le Brigate Rosse uccidono un iscritto al PCI e un sindacalista. La rabbia e l'indignazione è enorme.
    Il Presidente della Repubblica Sandro Pertini presenzia a Genova il funerale, a cui partecipano 250.000 persone, in un’atmosfera tesissima. Dopo la cerimonia Pertini chiede di incontrare i “camalli”.
    Racconta Antonio Ghirelli, all’epoca portavoce del Quirinale, che il Presidente era stato avvisato che in quell’ambiente c’era chi simpatizzava con le BR ma che Pertini rispose che “proprio per quello li voleva incontrare”. Il Presidente entrò in un un grande garage pieno di gente, dove “la fotografia più a destra era quella di Togliatti; c’era Lenin, Trotzkij, Rosa Luxemburg e altri”. Pertini “saltò sulla pedana” e con voce ferma disse: “Non sono qui come Presidente della Repubblica ma come il compagno Sandro Pertini. Io le BR le ho viste, ma quelle vere, quelle che hanno combattuto i fascisti, non quelle che combattono i democratici”. Ci fu un momento di silenzio, poi un lungo applauso.

    Un colpo terribile: la strage di Bologna
    È il 2 agosto del 1980. Alle 10.25 nella sala d'aspetto della stazione ferroviaria esplode un ordigno contenuto in una valigia abbandonata. È una strage: i morti sono 85, i feriti oltre 200. Pertini accorre sul luogo dell’attentato. Non trattiene la commozione quando racconta di essere stato all’ospedale, dove ha visto due bambini che stavano morendo a causa delle ferite riportate. “È una cosa straziante”. Pertini è in prima linea nella città colpita, sul palco accanto al sindaco comunista Renato Zangheri; così come ai funerali delle vittime, in uno dei giorni più drammatici della storia italiana. Il paese si stringe intorno a quest’uomo anziano, che meglio di chiunque altro sembra esprimere il dolore, la rabbia, ma anche la volontà di non arrendersi. Il Presidente è convinto che il terrorismo abbia coperture internazionali e che l’eversione di destra abbia legami impropri con gli apparati dello Stato.

    Lo scandalo della P2: un terremoto per la politica italiana
    Il 17 marzo 1981 vengono rinvenute le liste dell Loggia massonica P2; vi sono nomi eccellenti, rappresentanti del governo e delle istituzioni. Pertini avverte subito che le rivelazioni possono costituire una forte minaccia alla stabilità democratica. Decide di intervenire, e lo fa a modo suo: dopo le dimissioni del governo Forlani , l’11 giugno Pertini dà l’incarico di formare il nuovo governo al repubblicano Giovanni Spadolini. Per la prima volta a guidare l'esecutivo viene chiamato un non democristiano. E’ l’inizio dell’apertura ai laici: due anni dopo, il 21 luglio 1983 lo stesso Pertini dà l’incarico al socialista Bettino Craxi.

    23 novembre 1980: la terra trema in Irpinia
    Al bollettino di guerra del terrorismo si aggiunge in quegli anni un’altro terribile evento. Il 23 novembre 1980 un terremoto del 7° grado della scala Richter sconvolge l’Irpinia: 3000 i morti, 8000 i feriti, oltre a migliaia di senzatetto. Pertini decide di andare di persona a portare la solidarietà ai familiari delle vittime, ai feriti, agli sfollati. Il Presidente del Consiglio Forlani cerca di dissuaderlo ma il Presidente è irremovibile: andrà in Irpinia. Quando verifica i ritardi nei soccorsi ha una reazione durissima e non ha alcuna esitazione nel denunciare le inadempienze e le carenze della Protezione Civile. Il Presidente, in quell’occasione, si mette completamente in sintonia con le sofferenze del suo popolo, anche in contrapposizione allo Stato di cui rappresenta la più alta carica. “Dov’è andato a finire il denaro del Belice?”; con queste chiare parole si scaglia contro chi sulla disgrazia sembra aver speculato (parole riprese in un famoso sketch comico dall’attore Massimo Troisi).

    Il giorno più bello Madrid, 12 luglio 1982
    Allo stadio Santiago Bernabeu l’Italia batte la Germania 3 a 1 ed è campione del mondo. In tribuna il Presidente Pertini, accanto ad un imperturbabile re di Spagna, esulta a braccia alzate. Il suo entusiasmo di quel giorno è forse l’immagine più emblematica della sua Presidenza. Poi l’abbraccio con il ct Bearzot, la partita a scopone scientifico in aereo con Dino Zoff e il ricevimento della squadra al Quirinale dove, come disse lo stesso Presidente “se c’è posto per gli onorevoli bene, altrimenti che vadano al ristorante!”


    Fonte www.lastoriasiamonoi.rai.it

    :::->Scheda tecnica<-:::

    [ Info sul file ]
    Nome: La storia siamo noi - Il partigiano Pert - by Tricco [720x480 x264 AAC].mkv
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    [ Info generiche ]
    Durata: 00:55:38 (3337.6 s)
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    Data creazione: 24/12/2008 06:06:58 UTC
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    Writing Application: mkvmerge v2.4.1 ('Use Me') built on Dec 5 2008 01:32:44

    [ Dati rilevanti ]
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    Codec ID: A_AAC (AAC Low complexity)
    Canali (contenitore): 2
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    [ Info acquisizione]
    Aquisito da analogico lossless eek.gif codifica 1 pass costant quality 26 (ubuntu powered)

    *Note: Banda disponibile 24<-->48kb/s ::: 24/24 ::: 7/7 fino ai primi 10 completi

    ciao.gif ciao.gif


Messaggio modificato da Boadicea il Feb 13 2013, 06:20 PM

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chirilloff
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Mi sono permesso di rimpicciolire l'immagine Tricco, che a quella grandezza sfalsava tutta la pagina, resto ok, grazie della release, la sposto in ALL ciao.gif

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Triccotracco
Inviato il: Jan 3 2009, 04:00 PM
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avevo qualche dubbio sulla grandezza dell'immagine a dire il vero, ma per Pertini un formato Full-HD non basterebbe!

Buon anno a tutti!

ciao.gif

Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascon i fiori.
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serman
Inviato il: Jan 3 2009, 08:59 PM
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Ciao Tricco, ho il piacere di comunicarchi che inserirò il documentario nel ciclo l"La guerra degli italiani" con grande soddisfazione oscar.gif

serman peace[1].gif

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Ciao ragazzi, sono un nuovo utente del forum! Come si può far resuscitare questo magnifico torrent? Non mi scarica niente! Grazie!
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t3llina
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